Procedura : 2009/2095(INI)
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Ciclo del documento : A7-0114/2010

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A7-0114/2010

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PV 19/04/2010 - 20
CRE 19/04/2010 - 20

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PV 05/05/2010 - 13.38
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RELAZIONE     
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30 marzo 2010
PE 431.002v02-00 A7-0114/2010

sugli obiettivi strategici e le raccomandazioni per la politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018

(2009/2095(INI))

Commissione per i trasporti e il turismo

Relatore: Peter van Dalen

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sugli obiettivi strategici e le raccomandazioni per la politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018

(2009/2095(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione del 21 gennaio 2009 sugli obiettivi strategici e le raccomandazioni per la politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018 (COM(2009)0008) ("comunicazione sulla politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018"),

–   vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2007 su una politica marittima integrata per l'Unione europea (COM(2007)0575),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A7-0114/2010),

A. considerando che la flotta mercantile europea apporta un contributo sostanziale all’economia europea ma che essa deve far fronte alla concorrenza mondiale,

B.  considerando l'importanza di misure strutturali ed integrate per mantenere e sviluppare un settore marittimo sostenibile in Europa, e che tali misure dovrebbero permettere di rafforzare la competitività del trasporto marittimo e dei settori collegati, integrando le esigenze dello sviluppo sostenibile e della concorrenza leale,

C. considerando che è assolutamente necessario attirare i giovani verso le carriere marittime e mantenerli nella professione, e che, con la prossima revisione della Convenzione internazionale del 1978 sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio dei brevetti e alla guardia (convenzione STCW), occorrerebbe migliorare il livello della formazione seguita per le carriere marittime in Europa;

D. considerando che il cambiamento climatico rappresenta per tutti i settori della politica europea la più grande sfida del XXI secolo,

E.  considerando che la navigazione marittima è un modo di trasporto relativamente ecologico, che tuttavia dispone di un grande potenziale per divenire ancora più pulito e che, diminuendo gradualmente l'impronta carbonica delle navi e delle strutture portuali, esso deve contribuire all'impegno nella lotta contro il cambiamento climatico,

F.  considerando che la sicurezza è di massima importanza per le aziende portuali, gli armatori e il personale di terra e di mare e che le misure di sicurezza devono prendere in considerazione la protezione dell'ambiente costiero e marino come pure le condizioni di lavoro nei porti e a bordo delle navi,

G. considerando che continuano gli attacchi criminali contro pescherecci, mercantili e navi passeggeri europee nel Golfo di Aden, sia dinanzi alle coste somale sia in acque internazionali,

H. considerando che l'industria marittima europea svolge un ruolo guida a livello mondiale, che deve essere preservato nel lungo periodo, e che ciò potrà avvenire soltanto grazie all'innovazione,

E.  considerando che le decisioni vanno prese al giusto livello amministrativo, secondo il principio “misure internazionali ove possibile, misure europee ove necessario”,

In generale

1.  accoglie favorevolmente la comunicazione sulla politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018;

2.  sottolinea l'importanza del settore dei trasporti marittimi per l'economia europea, non soltanto quale vettore di passeggeri, materie prime, merci e prodotti energetici, ma anche quale perno di un più ampio cluster di attività marittime, quali il settore navale, la logistica, la ricerca, il turismo, la pesca, l’acquacoltura e l'istruzione;

3.  sottolinea che la politica marittima dell'UE deve tenere conto del fatto che il settore dei trasporti marittimi non deve solo affrontare la concorrenza all'interno dell'Unione bensì anche, e soprattutto, quella a livello mondiale; rileva inoltre l'importanza della crescita del trasporto marittimo in quanto nucleo di un più ampio polo di attività di trasporto sia all'interno dell'UE che al suo esterno;

4.  auspica che le politiche marittime dell'UE siano d'ora in avanti concepite nella prospettiva di un "Mare unico europeo" e invita conseguentemente la Commissione a sviluppare una politica europea del trasporto marittimo all'interno di uno spazio marittimo comune;

Il mercato

5.  esorta la Commissione a proseguire la sua lotta contro gli abusi rappresentati dalle bandiere di comodo;

6.   invita pertanto gli Stati membri ad incentivare l'utilizzo delle loro bandiere e a sostenere i loro poli marittimi a terra, ad esempio accordando agevolazioni fiscali, quali un regime d’imposta sul tonnellaggio navale, e sgravi fiscali per i marittimi e gli armatori;

7.   ritiene che il settore marittimo, al pari di qualunque settore dell’economia, debba in linea di principio sottostare alla normativa sugli aiuti di Stato; questi possono essere concessi in via eccezionale per casi specifici, a condizione che abbiano carattere temporaneo, trasparente ed esemplare;

8.   ritiene che gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato al trasporto marittimo (che vengono a scadenza nel 2011) debbano essere mantenuti e prorogati, avendo essi contribuito in modo significativo al mantenimento della competitività internazionale del trasporto marittimo europeo e alla sua capacità di fronteggiare la concorrenza, spesso sleale, dei paesi terzi nonché al mantenimento della sua posizione leader in campo internazionale, contribuendo così a sostenere l'economia degli Stati membri;

9.   invita la Commissione a presentare nel 2010 le nuove regole per gli aiuti di Stato per il trasporto marittimo da essa annunciate; ritiene altresì che la Commissione debba quanto prima presentare le linee guida per gli aiuti di Stato ai porti marittimi;

10. sottolinea al riguardo che gli aiuti di Stato devono sostenere esclusivamente le industrie marittime europee fedeli all'impegno di rispettare le norme sociali, di promuovere l'occupazione e di formare il personale in Europa, nonché di garantire la competitività globale del settore europeo dei trasporti marittimi;

11. invita gli Stati membri a firmare, ratificare ed applicare rapidamente la Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di trasporto internazionale di merci via mare, più nota sotto il nome di “Regole di Rotterdam”, che definisce il nuovo regime di responsabilità marittima;

12. invita la Commissione, in occasione della prossima revisione degli orientamenti comunitari per lo sviluppo di una rete transeuropea di trasporto, a prestare maggiore attenzione che in passato al trasporto marittimo e alle sue strutture sulla terraferma, in particolare il collegamento multimodale dei porti europei all'hinterland;

13. accoglie con favore la proposta di direttiva della Commissione sulle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo o in partenza da porti degli Stati membri (COM(2009)0011), che mira a semplificare, ridurre ed eliminare le procedure amministrative attualmente vigenti per il settore marittimo europeo a corto raggio; invita la Commissione a continuare a sostenere il trasporto marittimo a corto raggio onde accrescere sensibilmente l'efficienza del trasporto marittimo nell'Unione;

Aspetti sociali

14. si compiace delle iniziative assunte dagli Stati membri e dalla Commissione per invogliare i giovani cittadini dell'UE ad abbracciare le professioni marittime; sottolinea la necessità di fornire una formazione permanente e una riqualificazione ai lavoratori marittimi a tutti i livelli, a terra e a bordo, al fine di rafforzare la qualificazione professionale e le competenze della forza lavoro; è inoltre favorevole a una maggiore diffusione di informazioni su tale settore nelle scuole e all’aumento del numero dei tirocini disponibili;

15. invita gli Stati membri, nel quadro delle convenzioni internazionali come la convenzione STCW e la convenzione dell'OIL del 2006 sul lavoro marittimo, a migliorare e ad ammodernare gli attuali programmi di formazione onde innalzare ulteriormente il livello qualitativo dell'insegnamento negli istituti nautici;

16. sottolinea che i naviganti cittadini di paesi terzi devono soddisfare criteri di formazione adeguati conformemente alla convenzione STCW e rivolge un appello ai servizi di armamento e d’ispezione nazionali perché sia garantito e controllato il rispetto di tale principio, ove necessario con l’aiuto dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA); ribadisce la sua richiesta di procedere ad una ratifica in tempi brevi della convenzione OIL del 2006 sul lavoro marittimo da parte degli Stati membri e alla rapida adozione della proposta della Commissione fondata sull'accordo con l'industria e finalizzata a recepire i principali elementi della convenzione nel diritto UE;

17. invita gli Stati membri ad incoraggiare l'impiego di marittimi europei nelle proprie flotte e a creare strutture sufficienti al fine di impedire l'esodo dei marittimi verso Stati extra-UE;

18. accoglie con favore la proposta della Commissione, che si rivolge agli Stati membri invitandoli a promuovere la cooperazione fra gli istituti nautici europei e incoraggiandoli ad armonizzare i rispettivi programmi teorici e pratici al fine di promuovere e sviluppare qualifiche e competenze di alto livello tra i marittimi dell'UE;

19. sottolinea che la dimensione sociale e le condizioni di lavoro dei marittimi europei sono strettamente legate alla competitività della flotta europea e che occorre facilitare la mobilità della manodopera nelle industrie marittime europee e garantire il pieno funzionamento del mercato interno senza barriere e senza restrizioni ingiustificate alla prestazione di servizi;

20. incoraggia lo scambio di buone prassi in materia di condizioni di impiego e di norme sociali, nonché il miglioramento della vita a bordo delle navi, in particolare sviluppando le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, migliorando l'accesso alle cure mediche come pure rafforzando le norme di sicurezza e la formazione, onde consentire ai marittimi di far fronte ai rischi del mestiere;

21. ricorda che i controlli devono essere concreti, devono fondarsi su una valutazione dei rischi e che non devono generare un onere regolamentare inutile nel settore;

22. auspica che venga realizzato uno studio per determinare in quale misura le nuove tecnologie possano compensare la progressiva carenza di personale marittimo, mettendo tuttavia in guardia dinanzi ai pericoli di un’introduzione affrettata di tecnologie non collaudate;

23. sollecita le autorità dei porti marittimi a migliorare i servizi e le strutture per i marittimi le cui navi restano all'ancora in rada, in particolare le strutture atte ad agevolare il trasporto dalla nave alla terraferma e viceversa;

Ambiente

24. riconosce che nel settore marittimo devono ancora essere realizzati progressi notevoli per ridurre le emissioni di ossido di zolfo e di azoto, di particelle fini (PM10) e di CO2, e che ciò è necessario nel quadro degli obiettivi di protezione del clima dell'UE; sottolinea che il settore può contribuire alla lotta contro le emissioni nocive e il cambiamento climatico e che gli investimenti pubblici e privati nella ricerca e sviluppo saranno di particolare interesse in questo senso;

25. sottolinea che tali riduzioni delle emissioni debbono essere concordate rapidamente ed attuate con forza vincolante attraverso l'Organizzazione marittima internazionale (OMI) onde limitare le distorsioni di concorrenza, ma che ciò non deve impedire all'Unione di adottare iniziative di ulteriore riduzione applicabili alle flotte degli Stati membri, in modo da incoraggiare gli altri continenti a divenire competitivi in tale settore; segnala in proposito le grandi differenze fra il trasporto marittimo a corto e lungo raggio, che devono essere prese in considerazione negli accordi in seno all'OMI;  

26. invita gli Stati membri ad avvalersi maggiormente, ove possibile di concerto con i paesi vicini, della possibilità di definire zone marittime di controllo delle emissioni, in particolare per gli ossidi di azoto; sottolinea che la creazione di nuove zone marittime di monitoraggio delle emissioni non deve determinare distorsioni della concorrenza a livello intraeuropeo;

27. appoggia ogni misura che permetta trasferimenti modali a favore del trasporto marittimo in modo da decongestionare gli assi stradali; invita l'Unione e gli Stati membri a creare piattaforme logistiche portuali, indispensabili allo sviluppo dell'intermodalità e al rafforzamento della coesione territoriale; insiste sul fatto che le normative internazionali e dell'UE non devono ostacolare gli sforzi intrapresi in tal senso dalle autorità nazionali; auspica la realizzazione rapida e capillare, nel quadro dell'Unione per il Mediterraneo, di "autostrade del mare" che consentano di ridurre sia l'inquinamento che la congestione delle reti terrestri;

28. accoglie favorevolmente in linea di principio la modifica dell'Allegato VI della Convenzione MARPOL per la riduzione delle emissioni di ossido di zolfo e ossido di azoto prodotte dalle navi, adottata nell'ottobre 2008 dall'OMI; esprime tuttavia preoccupazione per un possibile ritorno al trasporto su strada a scapito della navigazione a corto raggio per effetto dell'introduzione, prevista a partire dal 2015, del limite dello 0,1% di zolfo nelle zone di monitoraggio delle emissioni di zolfo del Mare del Nord e del Mar Baltico; invita pertanto la Commissione a presentare al Parlamento al più presto possibile, e comunque entro la fine del 2010, un'analisi delle relative incidenze;

29. ritiene che tutti i modi di trasporto, compreso il trasporto marittimo, debbano progressivamente internalizzare i loro costi esterni; è del parere che l'introduzione di tale principio permetterà di costituire fondi che potranno essere destinati in via prioritaria agli sforzi a favore dell'innovazione;

30. invita la Commissione e gli Stati membri ad applicare altri strumenti, quale l'introduzione di una tassa sull'olio combustibile bunker, calcolata di preferenza in funzione della sua qualità e del suo impatto sull’ambiente, o la nozione di “porti ecologici” che accorderebbe la precedenza e/o imputerebbe meno tasse portuali alle imbarcazioni pulite;

31. invita gli Stati membri ad adoperarsi in sede OMI per definire ed attuare norme ambientali appropriate ed applicabili a livello internazionale;

32. osserva a tale proposito i progressi tecnologici realizzati per le imbarcazioni fluviali che, grazie ai moderni motori, riescono a ridurre sensibilmente le loro emissioni, ed eventualmente ad utilizzare come carburante il gas naturale liquefatto; invita la Commissione a studiare queste tecnologie onde determinare se possano applicarsi alle imbarcazioni marittime e ad esaminare in che modo sia possibile accelerare la loro implementazione;

33. deplora che il Vertice sul cambiamento climatico di Copenaghen non sia giunto a conclusioni in merito alla riduzione delle emissioni nel settore marittimo, sottolinea nondimeno che, sia nel contesto post-Kyoto che nel quadro dell’OMI, occorre continuare a ricercare soluzioni internazionali per la riduzione delle emissioni; invita gli Stati membri ad adoperarsi per garantire che l'OMI riceva per i prossimi negoziati mondiali sul clima un mandato con obiettivi quantificati di riduzione per il trasporto marittimo;

34. invita l’Unione a guidare tale processo a livello internazionale, in particolare in seno all’OMI, onde ridurre le emissioni del settore marittimo;

35. sottolinea l'importanza delle disposizioni tecniche interoperative che permettono ai porti europei di servirsi della rete elettrica del litorale in modo da ridurre sensibilmente la tassa ambientale; invita la Commissione a verificare in quali porti tali disposizioni possano essere sfruttate in modo efficiente;

36. insiste affinché la Commissione, nel quadro della sua politica di ricerca e di sviluppo, dia la priorità all'innovazione in materia di tecnologie rinnovabili, come il solare e l'eolico, per gli impianti delle navi;

37. invita la Commissione ad esaminare tutte le potenzialità di ridurre e controllare l'inquinamento mediante tecnologie intelligenti nel settore dei trasporti e in particolare nell'ambito del programma Galileo;

38. sottolinea la necessità di promuovere operazioni portuali e doganali senza uso di carta e, nel porto, di agevolare la cooperazione fra i vari fornitori di servizi e i consumatori, utilizzando differenti sistemi e reti di trasporto intelligenti, come SafeSeaNet e e-Custom, al fine di accelerare le operazioni portuali e ridurre l'inquinamento;

Sicurezza

39. si compiace dell'adozione del terzo pacchetto legislativo sulla sicurezza marittima ed invita gli Stati membri a darvi rapidamente attuazione;

40. chiede un controllo rigoroso sulla cantieristica, in particolare sulla qualità dell'acciaio utilizzato, tanto nella progettazione quanto nella manutenzione delle imbarcazioni, come tra l'altro previsto dalla legislazione modificata sulle società di classificazione;

41. appoggia la modifica del Memorandum d’intesa di Parigi (controllo da parte dello Stato di approdo), che sostituisce il controllo regolare con un controllo basato sul rischio affinché soltanto le imbarcazioni che presentano una serie di mancanze siano realmente fermate;

42. invita gli Stati membri e gli armatori ad adoperarsi per essere inclusi nella "lista bianca" del memorandum d’intesa di Parigi; chiede in particolare alla Slovacchia di compiere uno sforzo supplementare in tale direzione;

43. invita gli ispettorati nazionali e gli altri organismi nazionali a collaborare più strettamente nello scambio di dati sulle imbarcazioni e i loro carichi onde ridurre gli oneri regolamentari accrescendo l'efficacia dei controlli; chiede l'introduzione tempestiva di un sistema integrato di gestione dell'informazione utilizzando e rafforzando le risorse già disponibili, in particolare SafeSeaNet; invita la Commissione ad attuare quanto prima un sistema di vigilanza transfrontaliera e transettoriale su tutto il territorio dell'UE;

44. prende atto del pericolo rappresentato dalla pirateria in mare, in particolare nella zona del Corno d'Africa e nelle acque al largo della Somalia, e chiede a tutti gli armatori di collaborare con le iniziative pubbliche volte a proteggerli contro la pirateria, sulla falsariga della prima operazione navale di successo dell'UE, Atalanta; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la cooperazione tra di loro e con le Nazioni Unite onde proteggere i marittimi, i pescatori, i passeggeri nonché le flotte;

45. osserva che l'approccio globale alla lotta contro la pirateria non può limitarsi a una forza navale internazionale, ma deve iscriversi in un piano generale volto a promuovere la pace e lo sviluppo nella zona interessata; rileva altresì la necessità che le navi applichino in modo completo ed accurato le misure di autoprotezione adottate dalle organizzazioni del trasporto marittimo, avvalendosi delle buone pratiche di gestione approvate dall'Organizzazione marittima internazionale;

Varie

46. sottolinea che la navigazione è un settore globalizzato e che gli accordi in materia devono essere conclusi preferibilmente a livello mondiale; rileva che l’OMI rappresenta la sede più appropriata a tal fine; chiede agli Stati membri di compiere maggiori sforzi per ratificare ed applicare rapidamente i trattati dell’OMI da essi firmati;

47. riconosce inoltre pienamente il ruolo svolto dall'Unione ai fini del recepimento delle regole internazionali nel diritto europeo e dell’applicazione della politica marittima nonché del suo sostegno, ad esempio da parte dell’EMSA;

48. insiste sulla necessità di accelerare l'ammodernamento e il rafforzamento di capacità delle strutture portuali in vista del previsto incremento del volume di merci trasportate via mare; rammenta che a tal fine dovranno essere realizzati massicci investimenti, che dovranno rispettare le regole del finanziamento equo e trasparente onde garantire una concorrenza leale fra i porti europei; chiede alla Commissione di garantire che il quadro normativo sia coerente a tale riguardo;

49. invita la Commissione a basare la sua prossima revisione del libro bianco in materia di trasporti sulla sua Comunicazione sulla politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018 nonché sulla presente risoluzione;

50. chiede una politica che promuova il collegamento tra i porti e l’entroterra (porti a secco e piattaforme logistiche) nelle zone con problemi di congestione, e che la stessa venga integrata nella revisione delle reti RTE-T;

51. sottolinea l'importanza economica e strategica di un'industria cantieristica capace di sviluppare e utilizzare le nuove tecnologie applicabili alle navi e di conservare l'indispensabile know-how europeo necessario per la costruzione di nuove generazioni di navi; chiede misure di sostegno all'innovazione, alla ricerca & sviluppo e alla formazione, onde dar vita a un settore cantieristico europeo competitivo e innovatore;

52. chiede che, nei progetti di modernizzazione ed espansione dei porti, i terminal per i passeggeri nonché le nuove navi passeggeri siano obbligatoriamente dotati di strutture per le persone a mobilità ridotta;

53.  si compiace dell’iniziativa di lanciare una campagna per promuovere le migliori prassi tra gli operatori del trasporto di passeggeri e navi da crociera in relazione ai diritti dei passeggeri;

54. chiede alla Commissione di tenere in considerazione, nell’attuale revisione delle RTE-T, le raccomandazioni per la politica dei trasporti marittimi dell’UE fino al 2018, in particolare per quanto concerne l’efficace integrazione delle "autostrade del mare" e del trasporto sulle vie navigabili interne, nonché la rete dei porti di interesse europeo quali nodi integratori;

55. invita al Commissione ad elaborare una strategia analoga per la navigazione fluviale europea e a coordinarla con la presente strategia, onde promuovere lo sviluppo di una catena di trasporto ottimizzato che colleghi il trasporto merci marittimo al trasporto merci sulle vie navigabili interne;

56. invita la Commissione a presentare quanto prima la tabella di marcia annunciata, corredata delle informazioni essenziali a completamento della sua comunicazione;

57. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


MOTIVAZIONE

Contesto della proposta

La comunicazione della Commissione concernente gli obiettivi strategici e le raccomandazioni per la politica UE dei trasporti marittimi fino al 2018 si iscrive nel seguito delle comunicazioni della Commissione “Mantenere l'Europa in movimento – una mobilità sostenibile per il nostro continente” e “La mobilità marittima integrata dell’UE” (il “Libro blu”). Essa si basa inoltre su pareri e studi indipendenti, oltre che su un dialogo con gli esperti del settore e sulla risposta del Parlamento al Libro blu.

Sintesi della proposta della Commissione

La comunicazione della Commissione abbraccia un’ampia gamma di materie connesse con la politica europea dei trasporti marittimi. Nel contempo, il carattere del documento è poco prescrittivo, lasciando ampio spazio e margini di libertà agli attori del settore dei trasporti marittimi nella realizzazione degli obiettivi strategici e delle raccomandazioni.

La comunicazione può essere sintetizzata in sei tematiche:

1.  Il valore e la competitività del settore del trasporto marittimo europeo sul mercato mondiale: il settore europeo dei trasporti marittimi opera in un mercato globalizzato e vi svolge un ruolo importantissimo: il 41% della flotta mondiale complessiva è in mani europee. La posizione concorrenziale della flotta europea è però sottoposta a pressioni crescenti a seguito dell'aumento e dello sviluppo degli aiuti di Stato nel settore dei trasporti marittimi di paesi terzi. Per tali motivi, la Commissione è favorevole alla definizione di condizioni eque per gli scambi marittimi a livello internazionale nell’ambito dell'OMC nonché al mantenimento e al miglioramento del vigente quadro UE del regime d’imposta sul tonnellaggio, dell’imposta sui redditi e degli aiuti di Stato.

2.  L’occupazione nel settore marittimo: il settore marittimo europeo è confrontato ad una crescente penuria di professionisti, che genera, di conseguenza, una notevole perdita di know-how e di conoscenze fondamentali. Questa perdita indebolisce la competitività nel settore del trasporto marittimo europeo. La Commissione propone pertanto di incoraggiare le carriere marittime mediante una migliore informazione all'indirizzo dei più giovani e migliori prospettive di carriera. Occorre inoltre alleggerire gli oneri amministrativi e migliorare le condizioni di lavoro.

3.  La qualità del trasporto marittimo europeo: in questi ultimi anni le autorità del trasporto marittimo e di controllo hanno contribuito notevolmente a rendere il settore più sicuro e pulito. Tuttavia, occorre fare di più: il settore deve contribuire maggiormente alla diminuzione delle emissioni di gas ad effetto serra. La Commissione tenterà di definire norme relative alle emissioni in seno all’Organizzazione marittima internazionale (OMI) onde monitorare la competitività dell’Unione. È fondamentale ridurre le emissioni di ossido di zolfo e di azoto. Di conseguenza, occorre valutare quali zone marittime europee possano essere considerate zone di controllo delle emissioni. Oltre a ciò, l’aumento previsto del numero di imbarcazioni, le cui dimensioni continuano peraltro ad aumentare, contribuirà a rafforzare il bisogno di sicurezza. La Commissione vigilerà pertanto sulla rapida e corretta applicazione del terzo pacchetto legislativo, prefiggendosi, tra l’altro, l’obiettivo che entro il 2012 tutti gli Stati membri dell’Unione figurino sulla lista Bianca del Memorandum d’intesa di Parigi sul controllo da parte dello Stato di approdo. Inoltre, a motivo della permanente minaccia di azioni terroristiche, la sicurezza del trasporto marittimo continua a restare una priorità. La Commissione reagirà fermamente agli atti di pirateria e rafforzerà la protezione degli equipaggi, in particolare mediante l’introduzione di sistemi di allerta precoce.

4.  Cooperazione internazionale: poiché il settore europeo del trasporto marittimo è confrontato al mercato globalizzato, l’Unione europea s'impegna da tempo a favore dell'attività di organizzazioni internazionali quali l’UNCLOS(1), l’OMC e l’OMI. La Commissione auspica, in particolare in seno all’OMI, che gli Stati membri rafforzino il riconoscimento e la visibilità dell’UE ufficializzando il meccanismo di coordinamento dell’UE ed accordando a quest’ultima lo status di osservatore. Inoltre, la Commissione auspica una rapida ratifica delle convenzioni dell’OMI a livello mondiale nonché l’attuazione di un meccanismo che assicuri il rispetto effettivo delle regole adottate a livello internazionale da parte di tutti gli Stati di bandiera e degli Stati costieri del mondo.

5.  Il trasporto europeo in quanto parte integrante dell’economia europea e motore dell’integrazione economica: si prevede che il trasporto marittimo negli Stati membri aumenti da 3,8 miliardi di tonnellate nel 2006 a 5,3 miliardi di tonnellate nel 2018. Occorrerà pertanto preparare le infrastrutture e le capacità portuali europee a tale aumento entro i prossimi 10 anni. In ogni caso, la produttività dei porti dovrà aumentare. L’UE dovrà contribuirvi realizzando uno “spazio europeo di trasporto marittimo senza barriere” e rafforzando la strategia europea delle “autostrade del mare”. Occorrerà inoltre ridurre gli oneri amministrativi e garantire condizioni atte ad attirare gli investimenti nel settore portuale. La Commissione elaborerà altresì delle linee direttrici relative all'applicazione della legislazione ambientale dell'UE al potenziamento dei porti. Inoltre, saranno attuati i progetti della rete transeuropea di trasporto e il progetto Marco Polo al fine di sostenere e stabilizzare la crescita del trasporto marittimo.

6.  L'Europa quale leader mondiale nella ricerca e nell'innovazione del settore marittimo: attualmente l’Europa è leader mondiale nella ricerca e nell'innovazione del settore marittimo. Essa dovrà conservare questa posizione favorevole alla crescita e all’efficienza dell’industria (del trasporto marittimo) europea. Il settore delle prestazioni ambientali offre in particolare opportunità e sbocchi potenziali dato che il “greening” di questo settore rappresenta viepiù un vantaggio concorrenziale. L’Unione europea deve pertanto continuare a migliorare le prestazioni delle imbarcazioni in materia di sicurezza ed ambiente. La mobilità sostenibile deve contribuire altresì a rendere più efficiente la catena dei trasporti.

Sintesi del parere del relatore

Il relatore accoglie con favore la comunicazione della Commissione. Poiché il documento abbraccia un’ampia gamma di materie, la sua relazione si limita ad alcuni punti prioritari.

Innanzitutto il relatore ritiene che l’importanza del settore marittimo non sia sufficientemente evidenziata. Il settore marittimo europeo contribuisce in modo tangibile ed essenziale all’economia intracomunitaria nonché al sistema di trasporto europeo. Per tale motivo, gli interessi del settore del trasporto marittimo europeo devono essere presi nella massima considerazione in sede di elaborazione della politica globale di trasporto europea. Occorre inoltre tenere conto del fatto che il settore marittimo europeo opera sulla scena mondiale e in concorrenza con il mercato internazionale.

Il mercato globalizzato implica altresì una “politica su misura” per il trasporto marittimo. Il rischio di reflagging (cambio di bandiera), con tutte le conseguenze negative per l’ambiente, la qualità del trasporto marittimo e il cluster marittimo non va sottovalutato. Il relatore ritiene pertanto che gli Stati membri debbano adoperarsi per incentivare l’utilizzo della loro bandiera, ad esempio concedendo agevolazioni fiscali quali la tassazione sul tonnellaggio e sgravi fiscali per marittimi e armatori. Il relatore attende con interesse le nuove regole relative agli aiuti di Stato annunciate dalla Commissione ed invita quest’ultima a presentarle nel 2010.

Per quanto riguarda l’occupazione e le condizioni di lavoro, il relatore ritiene che le professioni marittime vadano promosse tra i giovani cittadini europei. Si prevede che la domanda di personale crescerà nel momento in cui il settore del trasporto marittimo raggiungerà la massima espansione. Per tale motivo è importante che i giovani di tutte le età siano informati sul settore. È inoltre necessario offrire ai marittimi prospettive di carriera interessanti sia in mare che sul litorale. Del pari, gli armatori che desiderano assumere cittadini di paesi non devono essere ostacolati. Resta nondimeno importante che i lavoratori di tali paesi soddisfino ai requisiti di formazione e alle qualifiche professionali richieste. Il relatore ritiene altresì che la legislazione dell’OIL vada appoggiata, ratificata e adeguatamente monitorata a livello internazionale al fine di tutelare le condizioni di lavoro dei marittimi.

Il settore del trasporto marittimo si trova dinanzi a grandi sfide ambientali. Innanzitutto occorre migliorare considerevolmente le prestazioni ambientali delle imbarcazioni e ridurre le emissioni di SOx, di NOx, di particelle fini e di CO2. È fondamentale concludere a livello internazionale accordi in materia al fine di contrastare il rischio di reflagging verso paesi non partecipanti. Il relatore è favorevole alla creazione di zone di controllo delle emissioni nelle acque europee. Egli invita gli Stati membri, ove possibile in collaborazione con i paesi vicini, a definire zone di controllo delle emissioni, in particolare per ridurre le emissioni di NOx. La Commissione e gli Stati membri devono inoltre individuare altre misure atte a migliorare le prestazioni ambientali. A tale riguardo è necessario riflettere sull’introduzione di una tassa sull’olio combustibile bunker, calcolata in funzione delle sua qualità e del suo impatto sull’ambiente nonché sulla nozione di “porti ecologici”. Mediante un sistema di bonus/malus nei porti, le imbarcazioni più pulite avranno la precedenza sulle imbarcazioni più inquinanti e pagheranno meno tasse portuali. Il relatore confida molto nell’evoluzione tecnologica delle imbarcazioni. In questi ultimi anni i battelli fluviali hanno migliorato sensibilmente le loro prestazioni ambientali grazie allo sviluppo di nuovi combustibili e a motori più performanti. La Commissione dovrà valutare se tali evoluzioni tecnologiche possano applicarsi anche alle imbarcazioni marittime. Infine, il relatore ritiene che i porti debbano realizzare anche una rete elettrica terrestre per ridurre le loro emissioni.

Nel settore della sicurezza, il relatore attende con impazienza l’applicazione pratica del terzo pacchetto legislativo al settore marittimo. Gli Stati membri sono pertanto invitati a darvi attuazione rapidamente e correttamente. Il relatore si compiace altresì della decisione del Memorandum d’intesa di Parigi sulla sostituzione del controllo regolare con un controllo basato sui rischi, che permette di evitare controlli inutili, aumentare l’efficacia dei controlli e alleggerire l’onere amministrativo delle entità controllate. Infine, per quanto riguarda un altro aspetto della sicurezza, il relatore desidera esprimere il suo sostegno incondizionato alla missione Atalanta che protegge le imbarcazioni dagli atti di pirateria nel Corno d'Africa. Inoltre, tutti gli armatori dovrebbero beneficiare delle possibilità di protezione offerte da Atalanta e da altri organismi che collaborano nella lotta alla pirateria. Occorre altresì trovare al più presto possibile una soluzione per istituire procedure giudiziarie adeguate per i pirati catturati. È inaccettabile che i pirati detenuti siano talvolta rilasciati perché non possono essere giudicati in nessun luogo.

In conclusione, poiché il settore del trasporto marittimo opera in un mercato globalizzato, spetta all’OMI il ruolo legislativo primario. In seno a tale organizzazione l’Unione europea deve svolgere un ruolo proattivo per conseguire l’elaborazione e la ratifica di nuove misure. Inoltre, l’Europa svolge naturalmente un ruolo fondamentale ai fini del recepimento delle misure dell'OMI nell'acquis dell'UE e dell'applicazione di tali decisioni. Per quanto riguarda la loro applicazione, l'EMSA dovrebbe svolgere il ruolo che le spetta. Il controllo e la sorveglianza vanno esercitati a livello di Stati membri, in stretta collaborazione con il Memorandum d'intesa di Parigi. Il relatore attende altresì con interesse la tabella di marcia per la politica marittima fino al 2018 annunciata dalla Commissione.

(1)

               Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.3.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

1

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Alvarez, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Michael Cramer, Christine De Veyrac, Saïd El Khadraoui, Ismail Ertug, Carlo Fidanza, Knut Fleckenstein, Jacqueline Foster, Mathieu Grosch, Georgios Koumoutsakos, Werner Kuhn, Marian-Jean Marinescu, Gesine Meissner, Hella Ranner, Vilja Savisaar, Olga Sehnalová, Brian Simpson, Dirk Sterckx, Silvia-Adriana Ţicău, Georgios Toussas, Giommaria Uggias, Thomas Ulmer, Peter van Dalen, Dominique Vlasto, Artur Zasada, Roberts Zīle

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Philip Bradbourn, Isabelle Durant, Tanja Fajon, Ádám Kósa, Dominique Riquet, Laurence J.A.J. Stassen, Sabine Wils, Janusz Władysław Zemke

Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2010Avviso legale