Procedura : 2010/2112(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0376/2010

Testi presentati :

A7-0376/2010

Discussioni :

PV 17/01/2011 - 21
CRE 17/01/2011 - 21

Votazioni :

PV 18/01/2011 - 7.6
CRE 18/01/2011 - 7.6
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2011)0006

RELAZIONE     
PDF 216kWORD 120k
16 dicembre 2010
PE 441.175v02-00 A7-0376/2010

sul riconoscimento dell'agricoltura come settore strategico nel contesto della sicurezza alimentare

(2010/2112(INI))

Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

Relatrice: Daciana Octavia Sârbu

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul riconoscimento dell'agricoltura come settore strategico nel contesto della sicurezza alimentare

(2010/2112(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2010 sul futuro della politica agricola comune dopo il 2013(1),

–   vista la sua risoluzione del 13 gennaio 2009 sulla politica agricola comune e la sicurezza alimentare globale(2),

–   vista la sua risoluzione del 5 maggio 2010 sull'agricoltura dell'Unione e il cambiamento climatico(3),

–   vista la sua risoluzione del 7 settembre 2010 sulle entrate eque per gli agricoltori: Migliore funzionamento della filiera alimentare in Europa(4),

–   vista la proposta della Commissione di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui derivati OTC, controparti centrali e depositi commerciali, SEC(2010)1058,

–   vista la sua risoluzione del 22 maggio 2008 sull'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nell'Unione europea e nei paesi in via di sviluppo(5),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Un quadro strategico dell'UE per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare i problemi della sicurezza alimentare",

–   visti gli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, tra cui figura quello di dimezzare entro il 2015 la quota della popolazione mondiale che soffre la fame rispetto ai livelli del 1990,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A7-0376/2010),

A. considerando che garantire la sicurezza alimentare ai cittadini europei, offrire ai consumatori alimenti sani e di elevata qualità a prezzi ragionevoli e salvaguardare il reddito degli agricoltori sono sempre stati gli obiettivi principali della politica agricola comune (PAC) e restano obiettivi essenziali dell'attuale Unione europea,

B.  considerando che la variabilità dei prezzi delle derrate alimentari e delle materie prime osservata recentemente ha suscitato profonde inquietudini sul buon funzionamento degli approvvigionamenti alimentari europei e mondiali, e che ad essere colpite più duramente dall'aumento dei prezzi dei generi alimentari sono state le popolazioni più vulnerabili,

C. considerando che nell'agricoltura la volatilità dei prezzi ha carattere permanente, poiché i prezzi reagiscono in modo sproporzionato alle variazioni anche deboli dei livelli di produzione, molto spesso a causa della speculazione,

D. considerando che, in una recente riunione del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale della FAO, l'UE ha evidenziato il problema dell'estrema volatilità dei prezzi e il nuovo gruppo di esperti ad alto livello è stato invitato a riferire sulle cause e i rimedi in relazione alle fluttuazioni dei prezzi,

E.  considerando che fenomeni climatici e di altro tipo possono indurre taluni paesi ad applicare misure protezionistiche, come illustrato dai recenti divieti imposti sulle esportazioni di grano dalla Russia e dall'Ucraina che, insieme, rappresentano il 30% delle esportazioni mondiali di grano,

F.  considerando che la produzione alimentare mondiale può essere periodicamente compromessa da una serie di fattori, tra cui l'impatto di parassiti e malattie, la disponibilità di risorse naturali e le calamità naturali, come hanno mostrato nel 2010 la persistente siccità e gli incendi che hanno colpito la Russia e le massicce inondazioni che hanno investito il Pakistan,

G. considerando che i cambiamenti climatici provocheranno un aumento della frequenza di tali calamità naturali, destabilizzando così la sicurezza alimentare,

H. considerando che la sfida è quella di produrre "di più con meno", ponendo l'accento sulla produzione sostenibile, a causa della pressione sulle risorse naturali,

I.   considerando che l'UE è il maggiore importatore netto di prodotti agricoli, ed è eccessivamente dipendente dalle importazioni di prodotti proteici, semi oleosi e mais per il suo settore dell'allevamento animale, nonché di prodotti ortofrutticoli, anche perché i nostri produttori non sono autorizzati a ricorrere alle stesse tecniche di produzione per tali prodotti,

J.   considerando che, stando alla FAO, il previsto aumento da 7 a 9,1 miliardi della popolazione mondiale renderà necessario aumentare del 70% gli approvvigionamenti alimentari entro il 2050,

K. considerando che la povertà e la fame esistono ancora nell'Unione europea e che 79 milioni di persone vivono ancora al di sotto del livello di povertà (60% del reddito medio del paese in cui la persona vive) e che lo scorso inverno 16 milioni di cittadini UE hanno percepito aiuti alimentari attraverso enti di beneficienza,

L.  considerando che la sicurezza alimentare non comporta soltanto la disponibilità delle risorse alimentari, ma comprende anche, secondo la FAO, il diritto al cibo e l'accesso a un'alimentazione sana per tutti, e che, diventando sempre più competitiva, l'Europa può contribuire alla sicurezza alimentare globale,

M. considerando che per i membri più poveri della società l'insicurezza alimentare è stata aggravata dagli effetti della crisi economica finanziaria mondiale,

N. considerando che i redditi degli agricoltori sono scesi drasticamente nel 2009 dopo un decennio di stagnazione, in gran parte a causa delle difficili condizioni di mercato e dell'aumento dei costi di produzione; considerando che i redditi agricoli sono significativamente più bassi (secondo le stime, del 40% circa per unità produttiva) che nel resto dell'economia, e il reddito per abitante nelle zone rurali è nettamente inferiore (di circa il 50%) rispetto alle zone urbane,

O. considerando che gli agricoltori ricevono una quota in costante diminuzione del valore aggiunto generato dalla filiera alimentare, mentre la quota dell'industria alimentare è aumentata; considerando che il corretto funzionamento della filiera alimentare è un presupposto necessario per garantire che gli agricoltori ricevano un giusto compenso per i loro prodotti,

P.  considerando che, lungo l'intera filiera alimentare della produzione, della fornitura e del consumo, fino al 50% degli alimenti prodotti nell'UE vanno sprecati,

Q. considerando che appena il 7% degli agricoltori dell'UE ha un'età inferiore a 35 anni,

R.  considerando che la sicurezza alimentare è un aspetto centrale per l'Europa e richiede coerenza e coordinamento tra varie aree d'intervento settoriale a livello di UE, vale a dire la PAC, la politica energetica, i programmi di ricerca, la politica di sviluppo e quella commerciale, e la regolamentazione finanziaria;

1.  sottolinea che l'esistenza nell'Unione europea di un settore agricolo solido e sostenibile e di un ambiente rurale prospero e sostenibile, garantito da una PAC decisa, sono elementi essenziali per far fronte alla sfida della sicurezza alimentare;

2.  afferma che l'UE vanta i più elevati standard di produzione agricola e alimentare al mondo, con un forte accento sulla sicurezza degli alimenti, sulla loro qualità e sulla sostenibilità ambientale dell'agricoltura;

3.  ritiene che occorrerà avvalersi di tutte le forme di agricoltura per poter nutrire l'Europa e i paesi terzi;

La sicurezza alimentare in Europa e nel mondo

4.  ritiene che la sicurezza alimentare sia un diritto umano fondamentale, che si realizza quando tutti dispongono, in qualsiasi momento, di un accesso fisico ed economico a un'alimentazione adeguata, sana (sotto il profilo della salute) e nutriente, per poter soddisfare il proprio fabbisogno nutrizionale e le proprie preferenze alimentari per una vita attiva e sana;

5.  afferma che l'UE ha il dovere di nutrire i suoi cittadini e che il mantenimento dell'attività agricola nell'UE è fondamentale a tale riguardo; richiama l'attenzione sul fatto che la diminuzione dei redditi agricoli nell'UE, dovuta all'aumento dei costi di produzione e alla volatilità dei prezzi, influisce negativamente sulla possibilità per gli agricoltori di mantenere la produzione; sottolinea i costi che gli agricoltori europei devono sostenere per poter rispettare gli standard più elevati del pianeta in materia di sicurezza alimentare, ambiente, benessere degli animali e lavoro; rileva la necessità di compensare gli agricoltori per i costi aggiuntivi e per la fornitura di beni pubblici alla società; evidenzia che gli alimenti provenienti da paesi terzi che entrano nell'UE devono rispettare gli stessi standard elevati, al fine di non mettere a repentaglio la competitività dei produttori europei;

6.  riconosce che garantire un adeguato approvvigionamento di cibo è una componente essenziale della sicurezza alimentare, ma riconosce altresì che l'accesso al cibo e l'accessibilità economica dei prodotti alimentari richiedono che si dedichi attenzione ad assicurare un livello di vita soddisfacente, in particolare a coloro che dispongono di risorse economiche insufficienti, spesso bambini, persone anziane, migranti, rifugiati o disoccupati;

7.  sottoscrive la seguente formula: sicurezza alimentare - nutrizione - qualità - prossimità - innovazione - produttività; ritiene che, per realizzarla, la futura PAC debba prendere atto delle aspirazioni dei cittadini che auspicano una politica sia agricola che alimentare, finalizzata all'informazione del pubblico per un'alimentazione sana;

8.  ritiene che l'UE debba creare condizioni migliori per l'attuazione, negli Stati membri, di programmi sulla nutrizione quali i programmi Latte nelle scuole e Frutta nelle scuole, e che dovrebbe fornire un maggiore sostegno all'educazione e alla sensibilizzazione sull'origine dei prodotti e i principi nutritivi, dal momento che scelte alimentari informate possono prevenire le malattie e ridurre il fardello della spesa sociale in Europa; chiede inoltre maggiori programmi di supporto dietetico, i quali dovrebbero beneficiare di un onere amministrativo ridotto, e un aumento delle dotazioni di bilancio per questi programmi; invita la Commissione a esaminare gli aspetti pratici di tali programmi;

9.  ribadisce il suo sostegno al programma per le persone più indigenti; ricorda che attraverso la legge agricola gli Stati Uniti danno un notevole sostegno al programma supplementare di assistenza alla nutrizione che genera utili sostanziali per il settore e per l'economia in generale, oltre ad alleviare alcune delle esigenze alimentari dei più poveri;

10. è consapevole della grande sfida rappresentata dai cambiamenti climatici per la sicurezza alimentare, in particolare con l'aumento della frequenza e della portata dei fenomeni climatici quali siccità, inondazioni, incendi e tempeste; rileva la crescente sfida costituita dalla scarsezza di risorse idriche e il suo impatto sulla produzione alimentare; sottolinea la necessità di affrontare con urgenza la gestione delle risorse idriche e il cambiamento climatico;

11. ricorda che la sicurezza energetica e quella alimentare sono strettamente collegate; riconosce che i costi energetici sono un fattore chiave nel determinare il livello di redditività del settore agricolo, che, più degli altri, dipende dal petrolio; incoraggia misure volte a incentivare gli agricoltori ad una maggiore efficienza sotto il profilo energetico e a sviluppare fonti alternative di approvvigionamento energetico; rammenta la necessità di un sostegno più consistente per la ricerca, lo sviluppo e la consulenza;

12. ritiene tuttavia che lo sforzo accresciuto per sviluppare fonti di energia rinnovabili e realizzare gli obiettivi del 2020 debba tenere conto dell'impatto sulla produzione e l'approvvigionamento alimentare; sottolinea il delicato equilibrio tra la sfida alimentare e quella dei carburanti;

13. prende atto del livello di dipendenza dalle importazioni di prodotti proteici e semi oleosi provenienti da paesi terzi, che ha conseguenze negative per il settore alimentare e agricolo, e in particolare quello zootecnico, quando si verificano aumenti improvvisi di prezzo;

14. invita la Commissione a proporre una soluzione tecnica al problema della presenza di piccole quantità di OGM nelle importazioni di prodotti non OGM e a proporre un processo di approvazione più rapido all'interno dell'Unione europea per l'importazione di nuove varianti di mangimi geneticamente modificati una volta dimostratane la sicurezza, tenendo conto al contempo della possibilità di autorizzare tecniche di produzione applicate in paesi terzi;

15. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che il pubblico abbia accesso alle informazioni sui risultati dei controlli di sicurezza alimentare, in modo da aumentare la trasparenza a livello europeo;

16. esprime preoccupazione per l'emergenza del fenomeno dell'appropriazione dei terreni e le sue implicazioni per la sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo, il futuro dell'agricoltura e degli agricoltori; invita la Commissione a indagare su questa situazione in relazione al possesso delle terre e delle risorse naturali;

17. rileva che, a causa degli elevati costi dei mangimi, la situazione delle aziende di allevamento all'interno dell'Unione europea si è deteriorata; chiede pertanto il ricorso mirato agli strumenti disponibili nell'ambito del regolamento (CE) n. 1234/2007 recante organizzazione comune dei mercati agricoli, al fine di stabilizzare il mercato ed evitare una crisi;

18. ritiene che i guadagni di produttività che verranno realizzati nei nuovi Stati membri aumenteranno la quantità di terreni disponibili e costituiranno l'occasione per incrementare la produzione di proteaginose ed oleaginose nell'UE;

19. rileva che la sicurezza alimentare non può essere garantita se non è garantito il libero accesso alle risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura; riconosce il Trattato internazionale della FAO sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura quale importante strumento per la tutela della biodiversità agricola che evita pertanto le conseguenze del cambiamento climatico;

20. ribadisce che gli incentivi attualmente previsti per le colture energetiche sostenibili non dovrebbero in alcun modo compromettere la sicurezza alimentare dei cittadini;

21. invita gli Stati membri a sviluppare e attuare programmi che comprendano misure concrete per l'agricoltura, finalizzate all'adattamento al cambiamento climatico e alla sua mitigazione:

22. sottolinea l'opportunità di promuovere il lancio di campagne d'informazione rivolte ai consumatori riguardo agli sforzi compiuti dagli agricoltori e dal settore agricolo in materia di ambiente e sicurezza alimentare;

Agricoltura, mercati finanziari e volatilità dei prezzi

23. ritiene che i mercati finanziari e agricoli siano oggi quanto mai interconnessi; è persuaso che una risposta europea da sola non basti più e che l'Europa dovrebbe agire di concerto con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali sui temi della volatilità dei prezzi e della sicurezza alimentare; appoggia le iniziative adottate a tal fine dalla presidenza del G20;

24. rileva i problemi cui sono confrontati gli agricoltori in tempi di estrema volatilità dei mercati e dei prezzi; richiama l'attenzione sulle difficoltà che gli agricoltori incontrano a livello di pianificazione in momenti di estrema volatilità; esorta la Commissione a presentare misure permanenti e solide al fine di affrontare con urgenza la questione della volatilità dei mercati agricoli; ritiene che questo sarà un fattore determinante nel garantire il mantenimento della produzione nell'Unione europea;

25. rileva che l'indice dei prezzi sui mercati finanziari per i prodotti agricoli primari non è stato mai così instabile e cita come esempio il recente aumento di prezzo dei contratti per il frumento, aumentato del 70% in due mesi, con un volume di negoziazione più che raddoppiato sul mercato parigino delle materie prime;

26. sottolinea che questi fatti sono soltanto parzialmente provocati dai fondamentali del mercato come la domanda e l'offerta e sono in gran parte il risultato di speculazioni; rileva che il comportamento speculativo ha inciso fino al 50% sulle recenti impennate dei prezzi; approva le conclusioni del relatore speciale dell'ONU sul diritto all'alimentazione riguardo all'influenza esercitata dai grandi investitori istituzionali, quali i fondi d'investimento, i fondi pensione e le banche d'investimento (tutti generalmente indifferenti ai mercati agricoli), sugli indici dei prezzi delle materie prime attraverso le loro operazioni sui mercati dei derivati;

27. sostiene, in tale contesto, una revisione della vigente legislazione in materia di strumenti finanziari, che dovrebbe prevedere una negoziazione più trasparente e soglie minime per gli operatori autorizzati a negoziare su questi mercati; ricorda che gli strumenti finanziari dovrebbero essere al servizio dell'economia e aiutare la produzione agricola a sormontare le crisi e i fenomeni climatici; sottolinea al contempo che non si deve permettere che la speculazione minacci aziende agricole altrimenti efficienti;

28. plaude alla proposta di regolamento della Commissione sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni; auspica l'introduzione di reti di sicurezza contro l'estrema volatilità dei prezzi quale strumento di reazione rapida alle crisi; si augura di vedere un coordinamento sulla legislazione fra l'UE e i paesi terzi, come ad esempio gli Stati Uniti, al fine di contenere le possibilità per gli speculatori di trarre un ingiusto vantaggio dalle divergenze tra i vari ordinamenti;

29. è favorevole a provvedimenti europei più radicali per affrontare il problema della speculazione, anche attraverso un mandato concesso alle autorità di regolamentazione e agli organismi di controllo per limitare la speculazione; ritiene che i derivati su merci siano diversi da altri derivati finanziari e che i primi debbano essere trattati solo da operatori che hanno il legittimo interesse a proteggere i prodotti agricoli da rischi e da altre categorie di persone direttamente connesse con la produzione agricola vera e propria; invita la Commissione a garantire che la trattativa dei derivati delle materie prime alimentari sia limitata per quanto possibile agli investitori direttamente connessi con i mercati agricoli;

30. esprime preoccupazione per l'elevato livello di concentrazione venutosi a creare nel commercio di cereali, in quanto tale situazione consente alle imprese interessate di influire sui prezzi di mercato; rileva che tali circostanze possono portare all'aumento della volatilità dei prezzi, dal momento che, a causa delle operazioni speculative realizzate dai commercianti di cereali, questi ultimi hanno tutto l'interesse a far fluttuare significativamente i prezzi; ritiene che la situazione descritta concorra a dimostrare la necessità di istituire riserve d'intervento o comunque altre reti di sicurezza, al fine di promuovere la stabilità dei prezzi e tutelare gli interessi di agricoltori e consumatori;

31. sottolinea che non è possibile contrastare efficacemente le rilevanti fluttuazioni dei prezzi in assenza di riserve strategiche o d'intervento; è pertanto del parere che sia necessario rafforzare il ruolo degli strumenti di intervento sul mercato nell'ambito della PAC futura;

32. pone l'accento sulla necessità di migliorare la trasparenza e l'equità della filiera alimentare, in modo da garantire un equo compenso agli agricoltori, profitti e prezzi equi lungo la filiera alimentare e la sostenibilità di un settore agricolo in grado di assicurare l'approvvigionamento alimentare; sollecita la Commissione a presentare proposte concrete ed efficaci per affrontare la questione;

33. sottolinea che di fronte alla volatilità dei prezzi i paesi a basso reddito con un deficit alimentare (LIFDC) tendono ad essere più vulnerabili;

Scorte alimentari globali per la sicurezza alimentare globale

34. rileva che attualmente l'offerta totale dei prodotti alimentari mondiali non è sufficiente e che sono piuttosto l'inaccessibilità e i prezzi elevati a impedire a molte persone di godere della sicurezza alimentare;

35. osserva tuttavia che le scorte globali di prodotti alimentari sono molto più limitate rispetto al passato, infatti durante la crisi alimentare del 2007 si è arrivati al minimo storico dell'equivalente di 12 settimane di riserve alimentari globali; sottolinea che la produzione alimentare mondiale è sempre più esposta non solo ai fenomeni meteorologici estremi legati ai cambiamenti climatici, ma anche a una crescente pressione globale sui terreni dovuta al'urbanizzazione, e a un numero sempre maggiore di parassiti e malattie che possono provocare carenze di cibo improvvise e imprevedibili;

36. ritiene pertanto che sarebbe utile un sistema globale mirato di riserve alimentari (riserve di emergenza per combattere la fame e riserve da utilizzare per regolare i prezzi delle materie prime) che contribuisca a facilitare il commercio mondiale allorché si verificano picchi di prezzo, scongiurare protezionismi ricorrenti e alleviare la pressione sui mercati alimentari mondiali; ritiene che queste riserve dovrebbero essere gestite da un organismo comune e sotto l'egida delle Nazioni Unite o della FAO, sfruttando appieno l'esperienza maturata dalla FAO e dal programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite; esorta la Commissione a vagliare con urgenza il modo più efficace per realizzare tale obiettivo e a riferire in merito al Parlamento, e la invita altresì a svolgere un ruolo guida nella promozione di questo sistema alimentare globale mirato di riserve alimentari;

37. ricorda che l'Unione europea finora ha risposto con aiuti e denaro, anche attraverso lo strumento alimentare; si augura di vedere relazioni in merito all'efficacia di questo strumento, anche per quanto concerne i progressi nella lotta alle cause e ai sintomi, e invita la Commissione ad analizzare la possibilità di introdurre uno strumento che contribuisca a combattere la fame nel mondo;

38. ribadisce l'importanza dello sviluppo agricolo nei paesi emergenti e dell'assegnazione di una quota adeguata dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) dell'UE al settore dell'agricoltura; si rammarica che dagli anni Ottanta sia diminuito considerevolmente il livello di aiuto allo sviluppo destinato all'agricoltura e accoglie favorevolmente il riconoscimento della necessità di invertire tale tendenza; invita la Commissione ad accordare priorità all'agricoltura nel suo aiuto allo sviluppo, compresa l'assistenza agli agricoltori in materia di accesso ai mercati;

39. esprime rammarico per le conclusioni del Summit 2010 delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), sottolineando che i paesi sviluppati sono lungi dall'onorare gli impegni assunti in termini di aiuto pubblico allo sviluppo;

40. plaude all'iniziativa assunta dalla Banca mondiale, in seno ai lavori del Summit 2010 delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), di aumentare il suo sostegno al settore agricolo per stimolare i redditi, l’occupazione e la sicurezza alimentare in particolare nelle zone a basso reddito;

Una nuova PAC per rispondere alle sfide

41. ribadisce la posizione espressa nella sua relazione sul futuro della PAC dopo il 2013; riafferma il suo impegno per una solida politica di sviluppo agricolo e rurale che garantisca la sicurezza alimentare per tutti, mantenga la vitalità dell'Europa rurale, aumenti la competitività dell'agricoltura, garantisca la continuità della produzione agricola in tutta l'UE, sia di sostegno all'innovazione, alla competitività e all'occupazione e dia il suo contributo per risolvere le grandi sfide globali quali i cambiamenti climatici; sottolinea altresì la necessità di semplificare e snellire ulteriormente la PAC dal punto di vista burocratico al fine di ridurre i costi di attuazione a carico dei beneficiari;

42. sottolinea il ruolo che deve essere svolto dai giovani agricoltori nella futura PAC; ricorda che solo il 7% degli agricoltori europei ha meno di 35 anni, e, nel contempo, che non meno di 4,5 milioni di agricoltori andranno in pensione nei prossimi 10 anni; è favorevole a un rafforzamento di misure per i giovani quali i premi di installazione, i tassi d'interesse agevolati sui prestiti e altri incentivi che sono stati attuati dagli Stati membri attraverso i bilanci di sviluppo rurale; ribadisce la sostanza del suo emendamento di bilancio sul programma di scambi a favore dei giovani e auspica che sia attuato come un progetto pilota; chiede inoltre l'eliminazione degli ostacoli amministrativi che si frappongono all'accesso dei giovani all'attività agricola;

43. è del parere che ricerca e innovazione siano fondamentali per affrontare la sfida della sicurezza alimentare in un contesto di aumento della produzione e contestuale riduzione delle risorse utilizzate; sottolinea l'importanza della promozione della formazione professionale, dell'accesso all'istruzione, della divulgazione della conoscenza e dello scambio di migliori prassi nel settore dell'agricoltura; ribadisce la necessità di un approccio coordinato tra la PAC e le altre politiche, al fine di agevolare l'accesso alla ricerca e all'innovazione in agricoltura;

44. invita la Commissione e gli Stati membri a sfruttare appieno le opportunità offerte dal settimo Programma quadro di ricerca e sviluppo in materia di ricerca e innovazione tecnologica al fine di migliorare la produttività, nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e sostenibilità;

45. rileva che ogni anno i cambiamenti climatici e l'urbanizzazione riducono la quantità di terra disponibile per la produzione agricola, sottolinea che la sicurezza alimentare nell'UE potrebbe essere aumentata sfruttando per la produzione alimentare i terreni interessati dai cambiamenti climatici, i terreni a maggese o quelli abbandonati;

46. desidera sottolineare in particolare l'importanza della diversità nell'agricoltura europea e di garantire la coesistenza di diversi modelli agricoli, compresa l'agricoltura su piccola scala, creatrice di occupazione nell'Europa rurale, come pure della diversità e della qualità del cibo, segnatamente dei prodotti locali e artigianali provenienti dalla filiera breve, e dell'alimentazione in tutta l'Europa, in un'ottica di promozione dello sviluppo delle zone rurali e di mantenimento del patrimonio enogastronomico delle regioni;

47. rileva che le pratiche agricole tradizionali locali, compresa l'agricoltura familiare, l'agricoltura su piccola scala e l'agricoltura biologica, possono dare un valido contributo alla sicurezza alimentare, perché spesso rappresentano il modo più efficace di utilizzare terreni con metodi appositamente sviluppati nelle singole regioni per periodi di tempo piuttosto lunghi e permettono un legame profondo tra territorio d'origine e prodotto, legame simbolo di qualità e genuinità; sottolinea la necessità che queste pratiche agricole coesistano con le moderne aziende agricole sostenibili, in modo da combinare un'elevata produttività con un utilizzo sostenibile dei terreni,

48. sottolinea, inoltre, che l'eccessiva frammentazione dei terreni agricoli in taluni Stati membri costituisce un ostacolo alla produttività agricola e che è necessario adottare provvedimenti per incoraggiare la fusione delle piccole aziende agricole;

49. sottolinea la necessità di preservare la diversità dell'agricoltura nell'UE, riconosce che i mercati locali riforniti con prodotti agricoli freschi e coltivati localmente sono sostenibili sotto il profilo ambientale e contribuiscono a sostenere la stabilità delle comunità agricole; sottolinea l'importanza dell'agricoltura nelle zone svantaggiate; invita la Commissione ad occuparsi dei vari modelli agricoli europei nelle sue future proposte per la PAC, compreso un esame della possibilità di creare particolari incentivi finanziari e dispositivi d'identificazione;

50. sottolinea la necessità di attuare una PAC più equa, che dovrebbe garantire una distribuzione equilibrata del sostegno agli agricoltori, sia tra gli Stati membri che al loro interno, una maggiore coesione territoriale e la progressiva eliminazione dei sussidi all'esportazione, in pieno parallelismo con la graduale eliminazione di tutte le forme di sussidi all'esportazione da parte dei partner commerciali dell'UE e l'imposizione di discipline su tutte le misure di esportazione con effetto equivalente;

51. riconosce che le riforme della PAC, con le restituzioni all'esportazione pressoché eliminate, hanno notevolmente ridotto l'impatto della produzione agricola dell'UE sui paesi in via di sviluppo; invita l'UE a riconoscere l'importanza di sostenere i settori agricoli dei paesi in via di sviluppo, segnatamente facendo in modo che l'agricoltura sia privilegiata nei paesi in via di sviluppo e nel bilancio dell'aiuto pubblico allo sviluppo;

52. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P7_TA(2010)0286.

(2)

GU C 46 E del 24.2.2010, pag. 10.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2010)0131.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2010)0302.

(5)

GU C 279 E del 19.11.2009, pag. 71.


MOTIVAZIONE

Ritiene la sicurezza alimentare un diritto fondamentale dell'umanità che è realizzato quando tutti dispongono, in qualsiasi momento, di un accesso fisico, sociale ed economico ad una nutrizione sufficiente, sana e nutriente che consenta di soddisfare il fabbisogno energetico e svolgere una vita sana e attiva. Oggi il settore agricolo deve soddisfare le crescenti esigenze di una popolazione che vuole derrate alimentari sicure e sufficienti, nonostante gli ostacoli posti dalle limitate risorse naturali, i prezzi alti dell'energia e i cambiamenti climatici.

Secondo l'organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) la produzione alimentare deve aumentare di almeno il 70% per soddisfare le crescenti esigenze di una popolazione mondiale che entro il 2050 dovrebbe superare i 9 miliardi. Inoltre, circa 900 milioni di persone nel mondo soffrono cronicamente la fame a causa dell'estrema povertà mentre 2 miliardi di persone non hanno un'autentica sicurezza alimentare a lungo termine a causa dei diversi gradi di povertà. In Europa circa il 16% dei cittadini continua a vivere sotto la soglia di povertà. Nonostante l'apparente sufficienza delle forniture una percentuale significativa della popolazione mondiale non può permettersi i prodotti alimentari di base di cui ha bisogno; l'accessibilità dei prodotti alimentari permane un problema basilare da affrontare.

Così la sicurezza alimentare continua a richiedere una forte politica agricola comune. I principali obiettivi della PAC sono stati: aumentare la produttività dell'agricoltura, aiutare gli agricoltori a raggiungere uno standard di vita equo; stabilizzare i mercati; e garantire un approvvigionamento sicuro di prodotti alimentari a prezzi accessibili. Tuttavia il suo successo ha portato ad una sovrapproduzione non intenzionale e ad eccedenze che hanno distorto il mercato e hanno sollevato preoccupazioni ambientali.

Grazie a successive riforme, la PAC è diventata una politica orientata al mercato e ambientalmente consapevole che include una componente importante di sviluppo rurale. La nuova PAC deve migliorare la sicurezza alimentare con l'aumento della produttività e nel contempo incoraggiare una produzione alimentare ecologicamente sostenibile.

Nell'Unione europea circa 80 milioni di persone vivono ancora al di sotto della soglia di povertà e molte di loro sono aiutate attraverso programmi di aiuti alimentari. È importante essere sicuri che le derrate alimentari siano accessibili a tutte le categorie sociali e a questo proposito è essenziale mantenere ed estendere il programma per le persone più indigenti.

L'obiettivo della sicurezza alimentare non può essere raggiunto senza affrontare due delle questioni più importanti dell'attualità: la volatilità del mercato e dei prezzi (fortemente influenzato dalla speculazione sui mercati delle materie prime) ed il depauperamento delle risorse alimentari.

La vostra relatrice rileva che la recente estrema volatilità dei prezzi è stata solo in parte provocata dall'effettivo andamento del mercato essendo in gran parte il risultato della speculazione. Il relatore speciale dell'ONU sul diritto all'alimentazione sottolinea il ruolo svolto da grandi investitori istituzionali, quali i fondi d'investimento, i fondi pensione e le banche d'investimento, tutte generalmente indifferenti ai mercati agricoli, sugli indici dei prezzi delle materie prime attraverso le loro operazioni sui mercati dei derivati.

In questo contesto sono favorevole ad una revisione della vigente normativa in materia di strumenti finanziari che dovrebbe fornire una maggiore trasparenza degli scambi e delle soglie minime per gli operatori che possono operare su questi mercati. Gli strumenti finanziari dovrebbero essere utili all'economia e contribuire a superare le crisi di produzione agricola e i fenomeni climatici; nel contempo alla speculazione non dovrebbe essere consentito di costituire una minaccia per le aziende agricole.

La vostra relatrice plaude inoltre alla proposta della Commissione europea di un regolamento su derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni e si augura che altri strumenti siano adottati per combattere l'estrema volatilità dei prezzi nell'ambito della nuova PAC dopo il 2013.

La vostra relatrice vorrebbe inoltre richiamare l'attenzione sul fatto che le scorte globali di prodotti alimentari di base sono molto più limitate rispetto al passato, infatti durante la crisi alimentare del 2007 si è arrivati al minimo storico equivalente a 12 settimane di riserve alimentari globali. Nel contempo la produzione alimentare mondiale è sempre più influenzata da fenomeni meteorologici estremi legati a cambiamenti climatici che possono provocare scarsità di cibo improvvisa e imprevedibile.

La vostra relatrice ritiene pertanto che un sistema di sicurezza globale delle scorte di prodotti alimentari sarebbe utile e contribuirebbe a favorire il commercio mondiale allorché si verificano impennate di prezzo e per combattere il protezionismo ricorrente liberando i mercati alimentari mondiali. Queste scorte dovrebbero essere gestite da un organismo comune sotto l'egida delle Nazioni Unite sfruttando appieno l'esperienza maturata dalla FAO e dal programma mondiale alimentare dell'ONU. Pertanto la vostra relatrice invita la Commissione a svolgere un ruolo guida nella promozione di questo sistema globale di scorte alimentari.

Infine la nuova PAC per essere operativa dopo il 2013 deve rispondere in modo chiaro e inequivocabile alle sfide poste dalla sicurezza alimentare e da altri fattori, in particolare i cambiamenti climatici, la crisi economica, il mantenimento dell'equilibrio territoriale all'interno dell'UE. La vostra relatrice ribadisce il sostegno al testo che abbiamo adottato sul futuro della PAC (relazione Lyon) e desidera sottolineare ulteriormente alcuni punti chiave.

In primo luogo, la vostra relatrice sostiene l'importanza della diversità nell'agricoltura europea. Abbiamo bisogno non solo di promuovere la competitività ma anche l'agricoltura tradizionale, i piccoli allevamenti, l'agricoltura biologica e la distribuzione locale. Questi modelli di agricoltura danno un valido contributo alla sicurezza alimentare perché spesso rappresentano il modo più efficace di utilizzare terreni in diverse regioni geografiche dell'Unione europea attraverso l'uso di metodi che sono stati specificamente sviluppati in diverse regioni e per lunghi periodi di tempo. La vostra relatrice invita la Commissione ad affrontare tali modelli agricoli nelle sue future proposte relative alla PAC e ad esplorare la possibilità di creare incentivi finanziari ad hoc.

Inoltre nel contesto di un invecchiamento della popolazione rurale credo sia molto importante garantire l'accesso alla terra e al credito per i giovani agricoltori. Nell'Unione europea solo il 7% degli agricoltori ha un'età inferiore ai 40 anni e fra circa 10 anni 4,5 milioni di persone andranno in pensione. È quindi fondamentale incoraggiare i giovani ad entrare nel settore agricolo attraverso nuovi programmi e un migliore accesso al credito.

L'Unione europea ha obiettivi ambiziosi in materia energetica: 20% di energie rinnovabili nel mix energetico entro il 2020 e 10% di energie rinnovabili nel carburante utilizzato per i trasporti entro il 2020. Questi obiettivi hanno favorito la coltivazione di biocarburanti su vasta scala, ma la produzione di biocombustibili entra in competizione per la terra con la produzione alimentare, che ha un impatto potenzialmente negativo sulla sicurezza alimentare. Una maggiore integrazione di produzione di derrate alimentari e di energia può ridurre la competizione per i suoli disponibili, così come può fare lo sviluppo di carburanti di seconda e terza generazione.

È essenziale che il finanziamento della PAC rifletta la sua visione ambiziosa e i suoi obiettivi politici. Per garantire la sicurezza alimentare e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, garantire l'equilibrio territoriale, mantenere prezzi ragionevoli dei prodotti alimentari e un reddito dignitoso per gli agricoltori il bilancio della PAC dovrebbe essere mantenuto almeno ai livelli attuali.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (30.11.2010)

destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

sul riconoscimento dell'agricoltura come settore strategico per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare

(2010/2112(INI))

Relatore per parere: Sergio Berlato

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ribadisce che il diritto all'alimentazione è un diritto umano fondamentale; afferma che i diritti di tutti gli Stati membri alla sovranità alimentare e alla sicurezza alimentare sono fondamentali per l'Unione europea e che è necessario un intervento continuativo al fine di assicurare che tali diritti siano garantiti a livello di Unione europea e mondiale, dato che ogni giorno 25 000 persone muoiono di fame o di malattie collegate alla denutrizione e che, secondo i dati FAO, un aumento della popolazione mondiale compreso tra 7 e 9,1 miliardi richiederà un aumento del 70% nell'approvvigionamento di prodotti alimentari entro il 2050;

2.  riconosce che la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e la sicurezza degli alimenti sono due concetti complementari e sottolinea che il rispetto della sovranità alimentare contribuisce in modo importante ad assicurare la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, che va sempre di pari passo con la salvaguardia di elevati standard di sicurezza degli alimenti;

3.  sottolinea l'importanza della sicurezza dell'approvvigionamento non solo per i paesi membri ma anche per i paesi in via sviluppo; chiede all'Unione europea di impegnarsi per aiutare i paesi in via di sviluppo a raggiungere un livello adeguato di autosufficienza alimentare sviluppando la diversità delle produzioni alimentari per affrancarsi dalle loro monocolture (caffè, cacao, banane ecc.), spesso intensive e molto inquinanti e che li obbligano ad importare quasi tutto il loro fabbisogno alimentare;

4.  esprime profonda preoccupazione per gli effetti della recente crisi economico-finanziaria che, comportando una contrazione delle risorse finanziarie in tutti i settori dell'economia con gravi ripercussioni sulla filiera alimentare, non deve portare a una riduzione della vigilanza e della sicurezza dei prodotti alimentari; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare gli attuali programmi volti a garantire la sicurezza alimentare all'interno degli Stati membri;

5.  sottolinea che i prodotti alimentari devono essere economicamente accessibili per i consumatori e che i produttori devono riscuotere prezzi adeguati per i loro prodotti, denuncia la formazione di accordi da parte dei settori della grande distribuzione e chiede l'adozione di misure volte a porre fine a tali pratiche e conseguire la trasparenza nel processo di formazione dei prezzi dei prodotti alimentari al consumatore finale e al produttore;

6.  sottolinea che occorre arrestare e invertire il declino della diversità delle specie e varietà vegetali coltivate, come pure l'erosione della base genetica dalla quale dipende l'alimentazione umana e animale; esorta a intraprendere un'azione volta a promuovere l'utilizzo efficace delle varietà agricole tradizionali specifiche di talune regioni, incentivando la produzione sostenibile su piccola e media scala legata ai mercati e ai consumi locali e regionali;

7.  reputa preoccupante che il 2008, anno della crisi alimentare mondiale, sia stato anche un anno record nella storia mondiale per quanto riguarda la produzione di grano;

8.  esprime rammarico per le conclusioni del Summit 2010 delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), sottolineando che i paesi sviluppati sono lungi dall'onorare gli impegni assunti in termini di aiuto pubblico allo sviluppo;

9.  plaude all'iniziativa assunta dalla Banca mondiale, in seno ai lavori del Summit 2010 delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), di aumentare il suo sostegno al settore agricolo per stimolare i redditi, l’occupazione e la sicurezza alimentare in particolare nelle zone a basso reddito;

10. chiede di migliorare e rafforzare i controlli di sicurezza alimentare nell'Unione e condivide le conclusioni della Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul funzionamento generale dei controlli ufficiali sulla sicurezza alimentare, la salute e il benessere degli animali e la salute delle piante negli Stati membri (COM(2010)0441) in cui si chiede di considerare l'opportunità di attuare, in stretta collaborazione con gli Stati membri, una serie di azioni per rendere più efficiente ed esauriente la raccolta, l'analisi e la presentazione delle informazioni sui controlli, al fine di consentire alle autorità nazionali e alla Commissione di offrire ai cittadini dell'Unione europea tutte le garanzie sull'efficacia dei sistemi di controllo;

11. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che il pubblico abbia accesso alle informazioni sui risultati dei controlli, in modo da aumentare la trasparenza a livello europeo;

12. sottolinea il fatto che, per garantire la produzione alimentare, il settore agricolo deve disporre di sufficienti risorse idriche di buona qualità, il che comporta l'obbligo di attuare buone prassi agricole in modo da aderire agli standard più elevati in materia di quantità e qualità dell'acqua;

13. sottolinea, in considerazione del previsto aumento della domanda alimentare globale e della conseguente pressione sulle risorse naturali, la necessità soddisfare gli obblighi di sicurezza alimentare garantendo nel contempo la conservazione della biodiversità, nonché di affrontare con urgenza i problemi ambientali come il degrado del suolo, la perdita di biodiversità, etc.;

14. sottolinea l'opportunità di promuovere il lancio di campagne d'informazione rivolte ai consumatori e relative agli sforzi compiuti dagli agricoltori e dal settore agricolo in materia di ambiente e sicurezza alimentare;

15. sollecita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la ricerca, in particolare sulle nuove generazioni di biocarburanti, sulle modalità di utilizzo efficiente dei rifiuti in agricoltura, sui fertilizzanti rispettosi dell'ambiente e sulle nuove tecnologie agricole che comportino la minima ripercussione nell'utilizzo dei terreni, confermando il ruolo di protagonista che riveste l'UE in materia di iniziative per la protezione dell'ambiente;

16. invita la Commissione e gli Stati membri a sfruttare appieno le opportunità offerte dal settimo Programma quadro di ricerca e sviluppo in materia di ricerca e innovazione tecnologica al fine di migliorare la produttività, nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e sostenibilità;

17. sollecita misure volte a migliorare la formazione dei giovani sul lavoro, ivi compresa la formazione in materia di norme UE sulla sicurezza alimentare, nonché a creare opportunità di lavoro per i laureati in questo campo, con il principale obiettivo di contribuire all'occupazione nel settore;

18. ritiene fondamentale migliorare l'organizzazione della filiera alimentare al fine di ridurre l'impatto ambientale dei trasporti alimentari e promuovere la commercializzazione dei prodotti alimentari della tradizione locale;

19. ritiene che le piccole e medie imprese rappresentino la pietra angolare per lo sviluppo e la crescita degli Stati membri e dell'Unione; ribadisce l'importanza di incentivare gli investimenti nell'attività produttiva e l'accesso al credito;

20. ribadisce che gli incentivi attualmente previsti per le colture energetiche sostenibili non dovrebbero in alcun modo compromettere la sicurezza alimentare dei cittadini;

21. sottolinea che gli oligopoli delle sementi sortiscono effetti devastanti sulla sostenibilità dell'agricoltura su scala ridotta, alimentando la dipendenza da un numero limitato di aziende per l'acquisto di sementi e fertilizzanti specifici;

22. osserva con rammarico che in molti casi le norme dell'Unione europea impongono un onere troppo gravoso sulla condivisione di sementi e varietà tradizionali e ostacolano tradizioni consolidate nel tempo relative alla condivisione di conoscenze e prassi agricole;

23. si compiace dell'azione intrapresa a livello diffuso da migliaia di agricoltori, gruppi ambientalisti, scienziati e cittadini per la conservazione in situ e la propagazione di materiale genetico locale; rammenta inoltre che la diversità delle sementi adattate alle condizioni locali è un requisito preliminare per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, soprattutto a fronte del cambiamento climatico;

24. sottolinea che andrebbe particolarmente sostenuta e rafforzata la resilienza dei sistemi di produzione agricola biologica e su scala ridotta concepiti per il consumo locale e regionale;

25. sottolinea l'importanza delle prassi dell'agricoltura biologica, nell'ottica di una migliore sicurezza dell'approvvigionamento alimentare su scala mondiale;

26. chiede l'introduzione di un sostegno specifico per l'agricoltura urbana, poiché ciò comporterà svariati benefici in termini di sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, occupazione, educazione ambientale, attività ricreative e clima urbano;

27. chiede che gli aiuti pubblici all'agricoltura siano subordinati all'adozione di prassi che rispettino la biodiversità e tutelino i suoli;

28. ritiene che, per garantire un efficace adattamento alle sfide del cambiamento climatico e alle sue conseguenze, in particolare la maggiore frequenza di fenomeni meteorologici estremi e la comparsa di focolai di infestanti, occorra disporre di un'ampia varietà di colture e di varietà adattate alle condizioni locali nonché intensificare gli sforzi atti a preservare tale diversità genetica;

29. invita gli Stati membri a sviluppare e attuare programmi che comprendano misure specifiche per l'agricoltura, finalizzate all'adattamento al cambiamento climatico e alla sua mitigazione:

30. sottolinea che, per preservare la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e perseguire la strategia UE 2020, si deve incentivare in agricoltura un utilizzo efficiente delle risorse e dell'innovazione orientato alla sostenibilità;

31. è dell'avviso che la politica agricola comune (PAC) dopo il 2013 debba remunerare adeguatamente gli agricoltori dell'UE per gli sforzi compiuti al fine di fornire un approvvigionamento di alimenti di qualità elevata, assicurando al contempo un utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse naturali;

32. ritiene che la politica agricola comune (PAC) debba accordare un sostegno ben più sostanziale agli agricoltori a livello locale e regionale, in modo da incentivare la biodiversità e l'agricoltura biologica, che apportano numerosi benefici sia ai consumatori sia all'ambiente;

33. invita gli Stati membri e la Commissione a fornire ai consumatori informazioni obiettive e un'educazione in materia di alimenti regionali e di stagione; ritiene che ciò sarebbe di sostegno all'agricoltura e manterrebbe a livello locale una buona gestione del paesaggio, mentre eviterebbe lunghe percorrenze per l'approvvigionamento e inutili emissioni di biossido di carbonio, assicurando ai consumatori alimenti freschi e di alta qualità;

34. ricorda che gli alimenti costituiscono una risorsa preziosa e limitata che esercita un impatto notevole sulla salute, l'ambiente e lo sviluppo; esorta la Commissione a proporre all'Unione una politica alimentare di ampio respiro che, anziché perseguire un approccio settoriale, raduni sotto il comune denominatore di un'unica politica globale i vari aspetti attualmente considerati in un'ottica frammentaria;

35. considera importante il ruolo dell'EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) nel valutare e comunicare tutti i rischi associati alla filiera alimentare nell'ambito delle azioni a difesa del cittadino e della sua salute; auspica che tutti gli Stati membri provvedano all'istituzione di omologhi organismi nazionali, con lo scopo di collaborare con l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

30.11.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

0

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Elena Oana Antonescu, Kriton Arsenis, Pilar Ayuso, Sergio Berlato, Milan Cabrnoch, Martin Callanan, Nessa Childers, Chris Davies, Anne Delvaux, Bas Eickhout, Jill Evans, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Julie Girling, Nick Griffin, Françoise Grossetête, Cristina Gutiérrez-Cortines, Jolanta Emilia Hibner, Dan Jørgensen, Jo Leinen, Corinne Lepage, Peter Liese, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Gilles Pargneaux, Andres Perello Rodriguez, Mario Pirillo, Pavel Poc, Vittorio Prodi, Frédérique Ries, Oreste Rossi, Dagmar Roth-Behrendt, Carl Schlyter, Richard Seeber, Theodoros Skylakakis, Catherine Soullie, Salvatore Tatarella, Anja Weisgerber, Sabine Wils, Marina Yannakoudakis

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marisa Matias, Judith A. Merkies, Bill Newton Dunn, James Nicholson, Alojz Peterle, Rovana Plumb, Bart Staes, Csaba Sándor Tabajdi, Giommaria Uggias, Thomas Ulmer


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

1.12.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Richard Ashworth, Vasilica Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Lorenzo Fontana, Iratxe García Pérez, Sergio Gutiérrez Prieto, Peter Jahr, Elisabeth Jeggle, Elisabeth Köstinger, Stéphane Le Foll, Mairead McGuinness, James Nicholson, Rareş-Lucian Niculescu, Wojciech Michał Olejniczak, Georgios Papastamkos, Marit Paulsen, Britta Reimers, Ulrike Rodust, Alfreds Rubiks, Giancarlo Scottà, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alejandro Cercas, Spyros Danellis, Bas Eickhout, Marian Harkin, Giovanni La Via, Véronique Mathieu, Maria do Céu Patrão Neves, Daciana Octavia Sârbu, Dimitar Stoyanov, Artur Zasada, Milan Zver

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Heide Rühle

Ultimo aggiornamento: 6 gennaio 2011Avviso legale