CONSIGLIO EUROPEO COLONIA
3 - 4 GIUGNO 1999

CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

(ALLEGATI)

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ALLEGATO I - RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUL PATTO EUROPEO PER L'OCCUPAZIONE

Cooperazione più stretta per sostenere l'occupazione e le riforme economiche in Europa

Nella riunione di Colonia del 3 e 4 giugno 1999 il Consiglio europeo,

ricordando le conclusioni del Consiglio europeo di Vienna, in particolare per quanto riguarda l'elaborazione di un Patto europeo per l'occupazione,

ricordando la risoluzione del Consiglio europeo di Lussemburgo sul coordinamento delle politiche economiche nella terza fase dell'UEM,

ricordando le risoluzioni del Consiglio europeo di Amsterdam sul Patto di stabilità e crescita e sulla crescita e l'occupazione,

ricordando le conclusioni della sessione speciale del Consiglio europeo di Lussemburgo sull'occupazione,

ricordando le conclusioni del Consiglio europeo di Cardiff in cui si indicano le riforme economiche e sane finanze pubbliche come base della crescita, della prosperità e dell'occupazione,

e approvando la relazione della Presidenza dal titolo "Patto europeo per l'occupazione: cooperazione più stretta per sostenere l'occupazione e le riforme economiche in Europa" del 31 maggio 1999, compreso il suo supplemento "Gioventù ed Europa - il nostro futuro",

ha adottato la seguente risoluzione:

I. Massima priorità: più occupazione

  1. Il Consiglio europeo ritiene che un elevato livello di occupazione costituisca l'elemento chiave per un grado maggiore di benessere economico, giustizia sociale e coesione. La lotta contro la disoccupazione, attualmente a livelli eccessivamente elevati, costituisce pertanto l'obiettivo più importante della nostra politica economica e sociale. Il conseguimento di un più elevato livello di occupazione nell'ambito del mercato unico dipende dal miglioramento delle condizioni macroeconomiche soggiacenti, dalla occupabilità e dalle qualifiche della forza lavoro, dal corretto funzionamento dei mercati dell'occupazione e da efficienti e competitivi mercati di merci, servizi e capitali a livello degli Stati membri e della Comunità. L'introduzione dell'Euro ha comportato un miglioramento significativo delle condizioni per una maggiore crescita ed occupazione. Per sfruttare appieno questo potenziale e conseguire una crescita più dinamica ed un più elevato livello di occupazione, pur mantenendo la stabilità dei prezzi, la strategia volta a sostenere gli investimenti e l'innovazione deve essere potenziata. Il Consiglio europeo è pertanto tenuto ad aumentare gli sforzi nell'ambito degli Stati membri ed a cooperare più strettamente nell'ambito dell'Unione europea. Questi sono gli obiettivi cui mira il Patto europeo per l'occupazione, che il Consiglio europeo considera fondamento e quadro di un processo sostenuto per una maggiore crescita ed occupazione e che è conforme agli indirizzi di massima per le politiche economiche, il principale strumento di coordinamento delle politiche economiche della Comunità. Nel contempo, con questo approccio politico, l''Unione apporta un contributo positivo alla soluzione dei problemi dell'economia mondiale.
  2. Alla strategia coordinata dell'occupazione e alle riforme economiche si aggiunge il dialogo macroeconomico come terzo pilastro del Patto europeo per l'occupazione. Questo nuovo elemento è destinato a migliorare le condizioni per un dosaggio di politiche cooperative macroeconomiche intese a promuovere la crescita e l'occupazione mantenendo la stabilità dei prezzi. Con questi tre pilastri del Patto europeo per l'occupazione, che si sostengono e rafforzano reciprocamente, l'Unione ha trovato il punto d'appoggio della sua politica per una maggiore occupazione in una strategia globale per rafforzare uno sviluppo dinamico delle nostre economie.
  3. Negli indirizzi di massima per politiche economiche, gli Stati membri e la Comunità convengono annualmente i principali elementi delle rispettive politiche economiche; negli orientamenti per l'occupazione gli Stati membri e la Comunità convengono annualmente i principali elementi della strategia coordinata in materia di occupazione; nelle relazioni di Cardiff sulla riforma economica gli Stati membri e la Comunità si riferiscono alle riforme economiche che sono state varate e indicano la direzione dei futuri sforzi. Queste procedure consolidate costituiscono il contesto idoneo a fornire al Patto europeo per l'occupazione un contenuto supplementare adeguato alle sempre mutevoli necessità.

II. Strategia coordinata per l'occupazione e riforme economiche: attuazione a buon punto

4. Il Consiglio europeo ribadisce il proprio impegno nei confronti della strategia coordinata in materia di occupazione (processo di Lussemburgo) e delle riforme economiche (processo di Cardiff). Migliorare l'occupabilità, in particolare per coloro che si trovano attualmente in posizione di svantaggio sul mercato del lavoro, e assistere i disoccupati nell'acquisizione delle conoscenze e capacità di cui necessitano, sviluppare l'imprenditorialità, incoraggiare l'adattabilità delle aziende e del loro personale e migliorare le pari opportunità per le donne e gli uomini costituiscono gli elementi chiave di questa strategia. Il Consiglio europeo considera che le riforme strutturali dei mercati del lavoro, delle merci e dei capitali siano essenziali al fine di mettere le aziende europee in grado di competere con successo sui mercati mondiali e sfruttare appieno il potenziale di crescita delle economie europee. Al riguardo esso desidera altresì sottolineare l'importanza di un dialogo permanente tra Consiglio, Commissione e parti sociali sulla strategia coordinata in materia di occupazione in sede di comitato permanente dell'occupazione.

III. Dialogo macroeconomico per la promozione di crescita e occupazione

5. Per pervenire ad una crescita vigorosa dell'occupazione mantenendo la stabilità dei prezzi, la politica fiscale, la politica monetaria e l'evoluzione delle retribuzioni devono interagire in modo da sostenersi a vicenda. Il Consiglio europeo sollecita tutti coloro che decidono o incidono sulla politica economica e dell'occupazione a contribuire ad una maggiore occupazione sulla base di una crescita vigorosa e non inflativa, che rispetti allo stesso tempo la loro indipendenza ed autonomia nei rispettivi settori di competenza. In un dialogo macroeconomico basato sulla reciproca fiducia, devono essere opportunamente scambiate informazioni ed opinioni per quanto riguarda le modalità di concepire la politica macroeconomica in modo da aumentare e sfruttare appieno il potenziale di crescita e occupazione.

6. Il Consiglio europeo ritiene necessario, oltre ai processi di Lussemburgo e di Cardiff, istituire un dialogo macroeconomico periodico nell'ambito del Consiglio ECOFIN in cooperazione con il Consiglio "Lavoro e affari sociali" e con la partecipazione dei rappresentanti di entrambe le composizioni del Consiglio, della Commissione, della Banca centrale europea e delle parti sociali. Lo svolgimento e la preparazione tecnica del dialogo dovrebbero avvenire secondo quanto indicato nella relazione della Presidenza sul Patto europeo per l'occupazione.

7. Il Consiglio europeo accoglie con compiacimento la dichiarazione delle parti sociali europee sul Patto europeo per l'occupazione. Accoglie altresì con soddisfazione la volontà espressa dalle parti sociali e dalle autorità monetarie di partecipare al dialogo macroeconomico.

RELAZIONE AL CONSIGLIO EUROPEO SUL PATTO EUROPEO PER L'OCCUPAZIONE

Una più stretta cooperazione per sostenere l'occupazione e le riforme economiche in Europa

I. Introduzione

L'aumento dei posti di lavoro costituisce la priorità assoluta per l'Europa. Non esistono in definitiva né giustizia sociale né coesione senza un elevato livello di occupazione. Per migliorare la situazione dell'occupazione nella Comunità su basi durature, abbiamo bisogno di creare le condizioni per una forte e continua crescita non inflazionistica. Abbattere gli ostacoli che impediscono la crescita significa abbattere contestualmente gli ostacoli che impediscono l'occupazione. L'introduzione dell'euro crea il potenziale per un benessere e una crescita maggiori. Occorre sfruttare tale potenziale.

Con il processo di Lussemburgo l'Unione europea ha fatto della lotta alla disoccupazione un obiettivo comune. I nostri rinnovati sforzi stanno dando i primi frutti. La situazione dell'occupazione nella Comunità europea è notevolmente migliorata grazie all'accelerazione della crescita nel 1998 e la disoccupazione è diminuita. Tuttavia, se si considera la media di detto anno, il livello di disoccupazione è stato ancora pari al 10% della popolazione attiva. Non dobbiamo pertanto consentire che i nostri sforzi comuni si affievoliscano; dobbiamo invece intensificarli con un approccio globale tale da sostenere una forte crescita interna. L'obiettivo del Patto europeo per l'occupazione è preparare il terreno per una riduzione della disoccupazione e per una crescita sostenuta che crei posti di lavoro, raggiungendo tassi di crescita che superino notevolmente gli aumenti della produttività del lavoro e dell'offerta di manodopera.

Come rilevato dal Consiglio europeo di Vienna una politica per l'aumento dell'occupazione deve essere inserita in un approccio globale che comprenda politiche macroeconomiche miranti alla crescita e alla stabilità, l'ulteriore sviluppo e l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e di riforme strutturali decisive volte a promuovere l'efficienza e la competitività. Il Consiglio europeo di Colonia dovrebbe concordare una strategia che consenta di realizzare detti obiettivi e convinca tutti i responsabili delle politiche economiche a partecipare al patto europeo per l'occupazione.

II. Approccio

Il patto europeo per l'occupazione dovrebbe contribuire a conseguire un elevato livello di occupazione in tutta l'Europa mantenendo nel contempo la stabilità dei prezzi. Ciò comporta il riesame non solo degli approcci ma anche delle singole misure politiche per accertarsi se favoriscano la creazione di posti di lavoro o il mantenimento della competitività di quelli esistenti. Deve inoltre esservi un'interazione efficace tra le politiche nazionali ed europee in materia di occupazione. Il compito di creare le condizioni per una maggiore occupazione e crescita, che compete in primo luogo agli Stati membri, deve essere basato su una strategia europea di riforme strutturali e un dosaggio equilibrato di politica macroeconomica. È così che si utilizza al meglio il quadro per una crescita economica più sostenuta creato dall'Unione economica e monetaria europea. Occorre tenerne conto al momento dell'adozione e dell'attuazione delle misure e politiche comunitarie. In particolare, il sostegno fornito attraverso i fondi strutturali e il fondo di coesione, che sono stati oggetto di riforma nell'ambito dell'Agenda 2000, dovrà favorire la creazione di posti di lavoro. La comunicazione della Commissione ai sensi dell'articolo 127 del trattato CE, quale modificato dal trattato di Amsterdam, contiene importanti elementi al riguardo. Anche la relazione della Commissione "L'Europa come entità economica", quale importante documento di lavoro, potrebbe dare un contributo al patto europeo per l'occupazione.

Il patto europeo per l'occupazione deve tener conto di tre obiettivi per promuovere una forte crescita non inflazionistica che crei occupazione:

  • il più ampio grado di un'interazione tra dinamica salariale, politica di bilancio e politica monetaria, che ne consenta il reciproco potenziamento;
  • l'ulteriore sviluppo e un'attuazione ancora migliore della strategia coordinata in materia di occupazione nell'ambito del processo di Lussemburgo;
  • un rafforzamento delle riforme strutturali al fine di migliorare la competitività e il funzionamento dei mercati delle merci, dei servizi e dei capitali conformemente al processo di Cardiff.

Ciascuno di questi tre settori politici ha significato per una strategia occupazionale coerente, sostenibile e coronata da successo sulla quale dobbiamo collaborare con le parti sociali. I settori di attività si integrano e si rafforzano reciprocamente; tuttavia nessuno di essi può sostituire gli altri:

In primo luogo è importante utilizzare al meglio il potenziale produttivo e occupazionale esistente. Allo stesso tempo è necessario conseguire un livello elevato di investimenti per consentire in modo duraturo tassi di crescita più elevati e maggiore occupazione attraverso l'espansione delle capacità produttive. Ciò richiede il pieno utilizzo del potenziale occupazionale fornito dall'aumento della partecipazione femminile alla forza lavoro, mediante un più efficace inserimento dei lavoratori scarsamente qualificati e in un contesto macro e microeconomico in cui gli investimenti aggiuntivi in capitale effettivo e in capitale umano siano remunerativi.

In secondo luogo dobbiamo collaborare per attuare politiche del mercato del lavoro e politiche in materia di formazione appropriate affinché la domanda di lavoro corrisponda quanto più possibile all'offerta.

In terzo luogo la forte innovazione, la ricerca, la formazione e il perfezionamento professionale, le moderne infrastrutture, le riforme strutturali e un contesto economico favorevole alle imprese innovative sono tutti elementi che contribuiscono al conseguimento di un livello elevato di occupazione ad alto valore aggiunto.

È pertanto necessario creare su base permanente le condizioni essenziali per un dosaggio delle politiche macroeconomiche commisurato alla crescita e all'occupazione in un contesto di stabilità dei prezzi e al tempo stesso promuovere l'innovazione e la produttività realizzando riforme strutturali nei mercati delle merci, dei servizi e del lavoro.

In particolare, con l'introduzione di una moneta unica e di una politica monetaria unica, si sono sviluppate nuove interazioni tra livello nazionale e livello UE. Il patto europeo per l'occupazione mira ad assicurare un'azione congiunta e coerente di questi due livelli al fine di promuovere l'occupazione mantenendo nel contempo la stabilità, nonché a stabilire un coordinamento delle politiche macroeconomiche, inclusi un dialogo macroeconomico (processo di Colonia), una strategia coordinata in materia di occupazione e riforme economiche (processi di Lussemburgo e di Cardiff). Al tempo stesso la moneta unica ha accresciuto il peso e le responsabilità dell'Europa nell'economia mondiale. L'Europa deve proseguire gli sforzi miranti all'instaurazione di un sistema commerciale e finanziario aperto e deve rimanere competitiva a livello internazionale.

Per l'attuazione del patto europeo per l'occupazione deve essere fatto ampio uso degli strumenti e delle procedure necessari. In tal modo si può garantire che gli sforzi a livello nazionale collimino con quelli a livello europeo e siano conformi al trattamento delle questioni corrispondenti in un contesto internazionale più ampio. Con il processo di Lussemburgo e il processo di Cardiff sono già state acquisite preziose esperienze. Occorre portare avanti e consolidare tali processi, per poter superare in tutta la Comunità gli ostacoli strutturali alla crescita e all'occupazione.

È tuttavia altrettanto importante migliorare le condizioni essenziali per un'interazione priva di tensioni degli strumenti macroeconomici intensificando lo scambio di informazioni e di opinioni tra gli operatori politici ed economici in questione. A tale proposito una cooperazione più intensa ai fini di una maggiore crescita ed occupazione in Europa deve essere intrapresa

senza mettere a repentaglio l'indipendenza della Banca centrale europea e delle banche centrali nazionali,

senza mettere in discussione l'autonomia delle parti sociali nella contrattazione collettiva,

tenendo conto dei diversi sistemi di determinazione dei salari, la cui responsabilità ricade su vari livelli,

osservando le disposizioni del Patto di stabilità e crescita,

e rispettando il principio di sussidiarietà.

III. Singoli settori politici

1. Coordinamento delle politiche macroeconomiche - Processo di Colonia

Per conseguire una forte crescita dell'occupazione in un contesto di stabilità dei prezzi è essenziale che gli strumenti macroeconomici interagiscano armonicamente. Tale dosaggio delle politiche costituisce una valida base per investimenti generatori di posti di lavoro. I vari settori della politica macroeconomica sono indipendenti quanto alle decisioni adottate per ognuno di essi, ma si influenzano reciprocamente.

Per un dosaggio efficace ed equilibrato delle politiche è importante che i singoli settori siano organizzati nel modo seguente:

La politica di bilancio deve rispettare gli obiettivi del patto di stabilità e crescita che implica bilanci portati stabilmente vicino al pareggio o a un avanzo a medio termine. Oltre a ciò dovrebbero essere ristrutturati i bilanci pubblici a favore di maggiori investimenti al fine di affrontare le sfide future come quelle poste dall'invecchiamento della popolazione. Allo stesso tempo è importante tenere d'occhio l'evoluzione macroeconomica.

I salari devono seguire un percorso sostenibile, con una dinamica salariale coerente con la stabilità dei prezzi e la creazione di posti di lavoro.

L'obiettivo prioritario della politica monetaria è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Per conseguirlo è essenziale che la politica monetaria sia sostenuta da politiche di bilancio e da una dinamica salariale rispondenti alla descrizione di cui sopra. Senza mettere a rischio l'obiettivo della stabilità dei prezzi, la politica monetaria sostiene la politica economica generale della Comunità, per contribuire ad una crescita sostenibile e non inflazionistica e ad un livello di occupazione elevato.

Gli indirizzi di massima per le politiche economiche costituiscono lo strumento principale del coordinamento della politica economica nell'UE. Essi possono fornire un quadro appropriato per determinare come sia possibile migliorare l'interazione tra i responsabili della politica macroeconomica in Europa favorendo la crescita e l'occupazione. Nell'area dell'euro, il dialogo che ha luogo nel Gruppo "Euro 11" contribuisce ugualmente a conseguire un dosaggio equilibrato delle politiche. In un contesto internazionale più ampio, le questioni inerenti ad una coerente strategia per l'occupazione e alle sue correlazioni economiche globali potranno essere discusse tra l'altro nel Gruppo dei Sette (G7) e ai vertici economici.

Per attuare con successo un dosaggio coerente delle politiche, è opportuno instaurare un proficuo dialogo macroeconomico tra parti sociali, responsabili della politica di bilancio e dell'occupazione e responsabili della politica monetaria nell'ambito delle istituzioni esistenti. Nel corso di tale dialogo la posizione di partenza e le prospettive future potrebbero essere discusse sulla base di analisi e dati statistici ed essere scambiate idee su come le parti interessate, fatte salve le rispettive responsabilità e la loro indipendenza, pensino di poter conseguire un dosaggio delle politiche che promuova la crescita e l'occupazione in un contesto di stabilità dei prezzi. L'instaurazione su solide basi di un siffatto dialogo macroeconomico e la sua attuazione rivestono un'importanza centrale per il patto europeo per l'occupazione. Quest'ultimo è da intendersi in questo senso come un processo in corso sostenuto.

Per quanto riguarda l'attuazione del dialogo macroeconomico, si veda il punto IV.

2. Strategia coordinata in materia di occupazione del processo di Lussemburgo

Il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri nel quadro degli orientamenti in materia di occupazione e dei piani d'azione nazionali, incluse le misure di sostegno e integrative nel settore della formazione professionale, rappresenta un importante contributo alla crescita dell'occupazione. Il miglioramento dell'occupabilità, lo sviluppo dello spirito imprenditoriale, la promozione della capacità di adattamento delle imprese e dei lavoratori e il potenziamento delle misure atte a promuovere pari opportunità tra uomini e donne sono i quattro pilastri di tale strategia.

Le strategie preventive, diversamente dalle misure puramente passive, contribuiscono a migliorare la funzionalità dei mercati del lavoro e l'occupabilità dei lavoratori. Nel quadro del patto europeo per l'occupazione occorrerebbe pertanto ampliare la formazione permanente, sviluppando costantemente in tutto l'arco della vita lavorativa conoscenze specialistiche e competenze, promuovere gli investimenti nella qualificazione dei lavoratori, anche avvalendosi del Fondo sociale europeo, e contribuire a evitare e a eliminare la disoccupazione giovanile. Il rapido sviluppo della società dell'informazione e la costante crescita del settore dei servizi esigono che siano prodigati sforzi straordinari per elevare il livello di qualificazione della manodopera. Particolare attenzione sarà richiesta per l'istruzione dei gruppi scarsamente qualificati.

Nell'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione, nella presentazione dei piani d'azione nazionali e nella valutazione da effettuare nel quadro della relazione congiunta sull'occupazione, ancora maggior risalto sarà dato alla segnalazione e allo scambio delle prassi migliori. Ove appropriato, nei PAN si stabiliranno ulteriori obiettivi quantitativamente verificabili a livello nazionale. Per una corretta valutazione occorre altresì fissare indicatori appropriati. Tutte le possibilità di creare nuovi posti di lavoro attraverso miglioramenti nell'organizzazione del lavoro e la riduzione dell'orario di lavoro dovrebbero essere esaminate nel quadro della strategia coordinata in materia di occupazione.

Nel quadro di una coerente strategia per l'occupazione, particolare importanza è annessa alla verifica dei regimi fiscali e previdenziali al fine di ridurre l'onere dei lavoratori. Da un lato è importante a tale proposito esaminare come si possa limitare l'onere che grava in particolare sui lavoratori meno qualificati e che percepiscono salari bassi. Dall'altro, considerato il progressivo invecchiamento della popolazione, il regime pensionistico dovrebbe essere collocato su basi improntate al senso di responsabilità nei confronti delle generazioni future.

La disoccupazione giovanile, di circa il 20%, rappresenta oltre il doppio della disoccupazione totale: sono indispensabili ulteriori sforzi al fine di ridurla. La Presidenza tedesca ha pertanto presentato il memorandum "I giovani e l'Europa: il nostro futuro", che si prefigge il miglioramento delle prospettive occupazionali per i giovani in Europa. Tale memorandum dovrebbe contribuire a individuare le migliori prassi, migliorare l'offerta di programmi di formazione transfrontalieri, di formazione professionale pratica e di formazione professionale di base e promuovere le misure transfrontaliere finalizzate al collocamento in programmi di lavoro e formazione. I giovani dovrebbero potersi preparare meglio per affrontare il sempre più integrato mercato del lavoro in Europa. Occorre parimenti studiare la maniera di promuovere lo sviluppo di nuovi servizi e nuovi impieghi specialmente per i giovani.

Inoltre, nel quadro del patto europeo per l'occupazione, si dovrebbe porre l'accento su misure che contribuiscano ad evitare la disoccupazione di lunga durata e che diano maggiore flessibilità alle

disposizioni relative alla partecipazione dei lavoratori più anziani all'attività lavorativa. Ciò comprende il miglioramento delle attività di informazione e di collocamento di tutti i servizi competenti.

L'obiettivo della promozione attiva e preventiva dell'occupazione riguarda anche i disabili. Il Consiglio ha preso atto in una risoluzione che la Commissione intende presentare nel quadro di una coerente politica globale, una proposta concernente uno strumento giuridico che contempli pari opportunità di lavoro per i disabili.

Per migliorare le tendenze occupazionali in Europa è importante garantire una relazione equilibrata tra competitività, flessibilità dell'occupazione e protezione sociale dei lavoratori. È opportuno a tale riguardo elaborare ulteriormente un nucleo adeguato di norme sociali minime conformemente alle disposizioni del trattato CE sulla promozione delle condizioni di vita e di lavoro.

Con i loro accordi sul congedo parentale, il lavoro a tempo parziale e infine i contratti di lavoro a tempo determinato, le parti sociali hanno fornito contributi che il Consiglio ha già attuato o intende attuare mediante direttive. Le parti sociali dovrebbero continuare su questa via, tenendo pienamente conto in tale contesto, dell'impatto dei nuovi regolamenti sulla creazione di posti di lavoro e sull'occupazione.

Le parti sociali a livello europeo e nazionale svolgono un ruolo importante per l'ulteriore sviluppo e attuazione degli orientamenti in materia di occupazione. Il nuovo Comitato permanente dell'occupazione offre al riguardo una sede adeguata per la cooperazione tra il Consiglio, la Commissione e le parti sociali. Sull'esempio del Consiglio "Lavoro e affari sociali" anche il Comitato per l'occupazione ed il mercato del lavoro dovrebbe cooperare più strettamente con le parti sociali.

3. Riforme economiche - Il processo di Cardiff

Per un aumento duraturo dell'occupazione è necessario un processo di crescita sostenuto. Per utilizzare appieno il potenziale di crescita, il migliore dialogo macroeconomico e la strategia coordinata in materia di occupazione avviata nell'ambito del processo di Lussemburgo devono essere integrati da riforme economiche quali quelle varate con il processo di Cardiff. Dette riforme sono volte a migliorare la competitività e il funzionamento dei mercati delle merci, dei servizi e dei capitali. Esse sono esposte nelle relazioni nazionali sulle riforme strutturali e sono trattate nelle relazioni Cardiff I e Cardiff II della Commissione basate sui contributi degli Stati membri e sull'intenso lavoro svolto dal Comitato di politica economica come pure dal Gruppo orizzontale "Mercato interno". Vi si affrontano le questioni dell'ulteriore sviluppo e del consolidamento del mercato unico europeo e delle modalità da seguire affinchè le riforme strutturali promuovano quanto più possibile l'occupazione e la crescita.

Il Consiglio "Mercato interno", nelle conclusioni del 25 febbraio 1999, ha rilevato l'esigenza concreta di intervenire per migliorare ulteriormente il contesto concorrenziale in Europa, eliminare i restanti ostacoli agli scambi tra gli Stati membri, aumentare l'efficienza del settore dei servizi compreso il turismo e rendere il contesto economico per le piccole e medie imprese più favorevole alla crescita e all'occupazione. A tale proposito rivestono particolare importanza mercati efficienti di beni e di servizi, così come mercati di capitali efficienti e una adeguata disponibilità di capitali di rischio, un'efficace politica di concorrenza e l'ulteriore riduzione degli aiuti di Stato, che producono sgradite distorsioni della concorrenza.

Le relazioni sulle riforme strutturali nel processo di Cardiff devono essere utilizzate a fondo per individuare le migliori prassi ed adottarle ogniqualvolta sia possibile o ne sembri probabile il successo. Occorre proseguire sistematicamente a livello nazionale ed europeo le iniziative destinate ad eliminare le normative superflue, onde ridurre drasticamente gli oneri che incombono sulle piccole imprese, creatrici di un numero notevole di posti di lavoro, ed agevolare l'avviamento di attività imprenditoriali.

In Europa si dovrebbe attivamente incoraggiare l'affermarsi della società dell'informazione, ad esempio diffondendo maggiormente l'uso dei computer nelle scuole ed assicurando una più rapida diffusione delle tecnologie dell'informazione nelle piccole imprese. Pur nel rispetto della sussidiarietà, un'iniziativa europea per la società dell'informazione dovrebbe garantire che il potenziale occupazionale esistente in questo settore sia utilizzato quanto più possibile. Lo sviluppo del commercio elettronico non deve essere ostacolato da regole burocratiche non necessarie. Dovrebbero essere moltiplicati gli sforzi nazionali volti a sfruttare il potenziale offerto dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in particolare incrementando le possibilità di formazione, dalle conoscenze di base alla formazione permanente.

Le infrastrutture europee devono essere ulteriormente migliorate attraverso le reti transeuropee - in particolare i progetti prioritari nel settore dei trasporti nonché, nel settore delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell'informazione, lo sviluppo di progetti che favoriscano l'innovazione e la concorrenza - e l'assistenza fornita dalla Banca europea per gli investimenti. Inoltre va rafforzato il potenziale innovativo per migliorare la capacità di risposta ai processi di trasformazione industriale attraverso un maggiore sforzo di ricerca.

IV. Dialogo macroeconomico - Il processo di Colonia

Il patto europeo per l'occupazione riunisce il dosaggio delle politiche macroeconomiche, la strategia coordinata in materia di occupazione del processo di Lussemburgo e le riforme economiche del processo di Cardiff in una triade di politiche economiche.

Sia il processo di Lussemburgo che quello di Cardiff come pure la preparazione degli orientamenti generali della politica economica si svolgono nell'ambito di istituzioni ufficiali e seguono procedure stabilite. In tale quadro possono essere fissate nuove priorità per il patto europeo per l'occupazione.

Per migliorare l'interazione tra la dinamica salariale, la politica di bilancio e la politica monetaria ai fini della crescita e dell'occupazione è invece necessario un dialogo macroeconomico che intensifichi il nostro impegno nel quadro istituzionale stabilito. Due compiti diventano preminenti.

In primo luogo, dobbiamo analizzare approfonditamente le prospettive e gli sviluppi macroeconomici affinché il dialogo, suffragato da dati esaustivi, possa essere della massima efficacia.

In secondo luogo, dobbiamo individuare una sede adeguata in cui le parti sociali, i rappresentanti del Consiglio e i responsabili della politica monetaria, con la partecipazione della Commissione, mantenendo le rispettive competenze e salvaguardando la propria indipendenza, possano scambiare idee su come essi ritengono possibile realizzare un dosaggio di politiche che promuova la crescita e l'occupazione mantenendo nel contempo la stabilità dei prezzi.

Per il dialogo macroeconomico si sta adottando un approccio in due fasi, tenendo conto del fatto che i partecipanti dovrebbero essere in numero tale da assicurare l'efficiente funzionamento dei vari organismi.

Gli attuali sviluppi e le condizioni preliminari per un dosaggio delle politiche che funzioni agevolmente verranno prima discussi a livello tecnico. A tal fine verrà costituito un gruppo di lavoro nell'ambito del Comitato di politica economica in collaborazione con il Comitato per l'occupazione ed il mercato del lavoro, con la partecipazione di rappresentanti di entrambi i comitati (compresa la Banca centrale europea), della Commissione e di rappresentanti del Gruppo macroeconomico del dialogo sociale. Per far sì che le riunioni a livello politico abbiano un'adeguata preparazione, la prima riunione dovrebbe svolgersi prima che la Commissione adotti la raccomandazione sugli orientamenti generali della politica economica e la seconda riunione dovrebbe far seguito alla presentazione delle previsioni di autunno e della relazione economica annuale della Commissione.

Su tale base, scambi di idee di carattere riservato volti a creare la fiducia si svolgeranno tra i responsabili delle decisioni, a livello politico. Due volte l'anno si terranno a questo fine riunioni nel quadro del Consiglio Ecofin in collaborazione con il Consiglio "Lavoro e affari sociali", con la partecipazione di rappresentanti di entrambe le formazioni del Consiglio, della Commissione, della Banca centrale europea e delle parti sociali. La prima riunione dovrebbe aver luogo anteriormente all'elaborazione da parte del Consiglio ECOFIN del progetto di orientamenti generali della politica economica e la seconda anteriormente all'adozione da parte del Consiglio europeo delle conclusioni in materia di orientamenti per l'occupazione, per esempio in occasione del Consiglio Jumbo.

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ALLEGATO II - STRATEGIA COMUNE DELL'UNIONE EUROPEA SULLA RUSSIA
del 4 giugno 1999

IL CONSIGLIO EUROPEO,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 13,

considerando che tra le Comunità europee, i loro Stati membri e la Russia è entrato in vigore il 1· dicembre 1997 l'accordo di partenariato e cooperazione (APC),

HA ADOTTATO LA PRESENTE STRATEGIA COMUNE:

PARTE I

VISIONE DELL'UNIONE EUROPEA CIRCA IL PARTENARIATO CON LA RUSSIA

Una Russia stabile, democratica e prospera, saldamente ancorata ad un'Europa unita e libera da nuove linee divisorie, è essenziale per una pace duratura nel continente. I problemi cui l'intero continente è confrontato possono essere risolti soltanto con una cooperazione sempre più stretta fra la Russia e l'Unione europea. L'Unione europea si rallegra che la Russia sia tornata ad occupare il posto che di diritto le spetta nella famiglia europea, in uno spirito di amicizia, di cooperazione, di giusta conciliazione degli interessi, e poggiando sui valori condivisi incarnati nel retaggio comune della civiltà europea.

Gli obiettivi strategici dell'Unione europea sono chiari:

  • democrazia stabile, aperta e pluralistica in Russia, che si fondi sullo Stato di diritto e a sua volta sorregga una prospera economia di mercato da cui traggano uguale beneficio tutti i popoli della Russia e dell'Unione europea;
  • salvaguardia della stabilità in Europa, promozione della sicurezza globale e risposta alle sfide comuni che si pongono al continente attraverso una cooperazione più intensa con la Russia.

L'Unione prosegue nel suo fermo impegno a lavorare con la Russia, a livello federale, regionale e locale, per darle un valido sostegno nella sua trasformazione politica ed economica. L'Unione e i suoi Stati membri si offrono di condividere con la Russia il vasto bagaglio di esperienze da essi acquisito nell'erigere strutture politiche, economiche, sociali ed amministrative moderne, sempre riconoscendo appieno che il principale artefice del futuro della Russia è la Russia stessa.

Il Consiglio europeo adotta quindi la presente strategia comune per rafforzare il partenariato strategico fra l'Unione e la Russia agli albori del nuovo secolo. È convinzione del Consiglio europeo che il futuro della Russia sia un elemento essenziale per il futuro del continente e rappresenti per l'Unione europea un interesse strategico. Le relazioni rafforzate proposte, basate su valori democratici condivisi, agevoleranno la Russia nell'affermazione della sua identità europea e apriranno nuove opportunità a tutti i popoli del continente. L'allargamento dell'Unione determinerà un ulteriore sviluppo di tali benefici e opportunità.

La presente strategia comune delinea gli obiettivi e i mezzi di cui l'Unione si varrà per far progredire il partenariato. Il nucleo delle relazioni tra l'Unione e la Russia resta l'accordo di partenariato e cooperazione (APC), volto a promuovere l'integrazione della Russia in una più ampia area di cooperazione in Europa e ad instaurare le condizioni necessarie per creare in futuro una zona di libero scambio tra la Comunità europea e la Russia. Dal canto loro, l'Unione europea ed i suoi Stati membri svilupperanno il coordinamento, la coerenza e la complementarità di tutti gli aspetti delle loro politiche nei confronti della Russia. Inoltre, l'Unione, la Comunità e gli Stati membri collaboreranno con organizzazioni regionali e di altro tipo, e al loro interno, nonché con i partner che perseguono gli stessi scopi, per realizzare gli obiettivi delineati nella presente strategia. Le posizioni che gli Stati membri prenderanno in tutte le sedi pertinenti si conformeranno alla presente strategia comune. Il Consiglio europeo invita la Russia a collaborare con l'Unione in base alla presente strategia comune, per il reciproco beneficio.

OBIETTIVI PRINCIPALI

Il Consiglio europeo ha individuato i seguenti obiettivi principali.

1. Consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e delle istituzioni pubbliche in Russia

Il varo di istituzioni pubbliche efficienti e trasparenti è uno dei presupposti per ottenere la fiducia e una maggiore adesione agli orientamenti democratici e per assicurare il funzionamento dello stato di diritto. Esso costituisce il necessario fondamento dello sviluppo economico e sociale. La situazione esistente in Russia impone l'impiego di meccanismi e mezzi adeguati per rafforzare tali istituzioni in termini di efficienza e di responsabilità.

L'Unione intende sostenere la Russia nel processo di consolidamento delle istituzioni pubbliche - specialmente gli organi del potere esecutivo, legislativo e giudiziario e le forze di polizia - secondo principi democratici. Le istituzioni indispensabili per il funzionamento dell'economia costituiscono il secondo aspetto di questo obiettivo. L'Unione europea attribuirà particolare importanza alle amministrazioni regionali e locali, nell'ambito delle rispettive sfere di competenza. Le interrelazioni fra le autorità centrali, regionali e locali rappresentano un fattore essenziale per il futuro della Federazione.

L'emergere della società civile in tutti i campi è indispensabile per il consolidamento della democrazia in Russia. L'Unione europea intende appoggiare tale processo, in particolare instaurando scambi diretti fra esponenti della società civile delle due parti.

2. Integrazione della Russia in uno spazio economico e sociale europeo comune

Tanto l'Unione quanto la Russia hanno interesse a che la Russia sia messa in condizione di integrarsi in uno spazio economico e sociale comune in Europa. Già ora l'Unione è il principale partner commerciale della Russia, dalla quale riceve a sua volta una parte consistente delle sue forniture energetiche. Inoltre, le imprese europee hanno investito e investono ingenti somme in Russia.

Occorre anzitutto realizzare un'economia di mercato funzionante. La crisi che ha recentemente colpito la Russia ha dimostrato la necessità di perseguire energicamente quest'obiettivo. Spetta certo alla Russia compiere lo sforzo maggiore nel quadro di un programma economico globale e sostenibile approvato dall'FMI. Questo deve affrontare, tra l'altro, i problemi legati alla ristrutturazione delle imprese, alle finanze pubbliche, al sistema bancario e alla "corporate governance". L'Unione è pronta a offrire sostegno a tal fine.

L'Unione europea considera lo Stato di diritto una condizione preliminare per lo sviluppo di un'economia di mercato che offra opportunità e benefici a tutti i cittadini russi. Lo sviluppo e la prosperità futura della Russia deriveranno anzitutto da politiche interne e da una gestione economica sane, per le quali è essenziale è il varo di un quadro normativo e regolamentare equo e trasparente, corredato da quello delle necessarie istituzioni. La capacità di attirare l'investimento nazionale ed estero, che sarà notevolmente rafforzata dall'accesso della Russia ai mercati finanziari internazionali, rappresenterà un fattore chiave di sviluppo. L'Unione sosterrà quindi la Russia nel mettere a punto e adottare le politiche economiche necessarie a rafforzare quella fiducia indispensabile per incrementare l'investimento nazionale ed estero e a soddisfare i requisiti fissati dagli organismi di prestito internazionali.

L'Unione si impegna per l'integrazione della Russia nell'economia europea e mondiale. In questo contesto, essa la sosterrà nello sforzo volto a soddisfare i requisiti per l'adesione all'OMC. Valuterà inoltre come si possano instaurare le condizioni necessarie - oltre all'adesione all'OMC - per la futura creazione di una zona di libero scambio fra l'UE e la Russia. Il graduale ravvicinamento delle legislazioni e delle norme fra la Russia e l'Unione europea, previsto dall'APC, faciliterà la creazione di spazi economici comuni.

Infine, l'instaurazione dell'economia di mercato deve tener presenti i risvolti sociali della transizione e i bisogni della popolazione, in particolare degli strati più deboli. L'Unione è pronta a fornire consulenza e ad intensificare gli scambi in quest'ambito.

3. Cooperazione per rafforzare la stabilità e la sicurezza in Europa e altrove

La Russia e l'Unione hanno interessi strategici ed esercitano responsabilità particolari nel mantenimento della stabilità e della sicurezza in Europa e in altre parti del mondo.

L'Unione considera la Russia un partner essenziale verso il conseguimento di quest'obiettivo ed è determinata a cooperare con essa. Propone di far evolvere il partenariato strategico in un quadro permanente di dialogo politico e di sicurezza, inteso ad avvicinare gli interessi e a dare risposte comuni ad alcune delle sfide che si pongono alla sicurezza del continente europeo. Questo tipo di dialogo permetterà una migliore concertazione in tutti i pertinenti consessi cui partecipano sia la Russia che gli Stati membri, in particolare l'ONU e l'OSCE.

4. Sfide comuni nel continente europeo

La prossimità geografica così come l'approfondimento delle relazioni e lo sviluppo degli scambi fra l'Unione e la Russia stanno creando un'interdipendenza sempre maggiore in una vasta gamma di settori. Soltanto con risposte comuni si potranno superare le sfide che sempre più spesso accomunano le due parti.

È nell'interesse comune dell'Unione e della Russia imprimere alle loro politiche energetiche un'evoluzione che permetta di migliorare lo sfruttamento e la gestione delle risorse e la sicurezza dell'approvvigionamento in Russia e in Europa.

La sicurezza nucleare è questione d'importanza fondamentale. L'Unione è pronta a continuare a fornire consulenza e sostegno al riguardo.

L'ambiente è patrimonio comune dei popoli della Russia e dell'Unione europea. In quest'ambito hanno carattere prioritario lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, la gestione delle scorie nucleari e la lotta all'inquinamento atmosferico e idrico, specialmente attraverso le frontiere.

E' nell'interesse comune della Russia e dell'Unione intensificare la cooperazione nella lotta a flagelli comuni quali la criminalità organizzata, il riciclaggio dei capitali, la tratta degli esseri umani e il traffico di droga. Altro tema di primo piano è la lotta contro l'immigrazione clandestina. L'Unione propone di instaurare una maggiore cooperazione in questi settori dotando gli organismi competenti degli strumenti e delle forme di cooperazione necessari e intensificando gli scambi di esperti. E' inoltre pronta a fornire consulenza, in particolare per la definizione della normativa e lo sviluppo delle istituzioni competenti.

La cooperazione regionale, in particolare nell'ambito delle organizzazioni regionali esistenti, è uno strumento utile per instaurare una cooperazione pratica che permetta di dare una risposta locale a queste sfide.

STRUMENTI E MEZZI

1. Disposizioni generali

La presente strategia comune è attuata secondo le procedure applicabili previste dai trattati. Il Consiglio europeo chiede al Consiglio e alla Commissione, secondo le competenze definite agli articoli 3 e 13 del trattato sull'Unione europea, di assicurare l'unitarietà, la coerenza e l'efficacia delle iniziative che l'Unione intraprende per attuare la presente strategia comune.

L'Unione europea si adopererà per realizzare gli obiettivi della presente strategia comune facendo adeguato ricorso a tutti i pertinenti strumenti e mezzi di cui l'Unione, la Comunità e gli Stati membri dispongono.

Il Segretario Generale del Consiglio, Alto Rappresentante per la PESC, assiste il Consiglio nell'attuazione della presente strategia comune nel quadro degli obblighi derivantigli dai trattati. La Commissione è pienamente associata, a norma degli articoli 18 e 27 del trattato sull'Unione europea.

2. Consiglio, Commissione, Stati membri

Il Consiglio europeo chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di:

  • riesaminare, in base alle rispettive competenze e capacità, le azioni, i programmi, gli strumenti e le politiche esistenti al fine di assicurarne la coerenza con la presente strategia e, qualora si ravvisino incongruenze, apportarvi i necessari adeguamenti alla prima data di riesame;
  • sfruttare appieno e opportunamente gli strumenti e i mezzi esistenti, in particolare l'APC, oltre a tutti gli strumenti pertinenti dell'UE e degli Stati membri e ai programmi degli Stati membri, nonché stendere e tenere aggiornato, a tal fine, un inventario indicativo delle risorse dell'Unione, della Comunità e degli Stati membri mediante le quali sarà attuata la presente strategia comune.
3. Coordinamento

Gli Stati membri si impegneranno ulteriormente per coordinare le loro iniziative nei confronti della Russia, anche nell'ambito di organizzazioni regionali e internazionali quali il Consiglio d'Europa, l'ONU, l'OSCE e gli IFI, compreso il coordinamento con la Comunità nei casi di sua competenza.

Va inoltre consolidato il coordinamento tra gli Stati membri e la Commissione, anche tramite consultazioni periodiche tra i rispettivi rappresentanti in Russia.

Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri si adopereranno per una cooperazione più efficace con le organizzazioni regionali e internazionali e cercheranno di realizzare gli obiettivi della strategia insieme ad altri paesi che perseguono gli stessi scopi.

L'Unione europea inviterà i paesi candidati ad associarsi alle iniziative che rientrano nella presente strategia comune.

4. Attuazione e riesame

Il Consiglio europeo chiede al Consiglio di:

  • assicurare che la prossima Presidenza presenti al Consiglio, nell'ambito del suo programma generale, un piano operativo per l'attuazione della presente strategia comune, che si ispiri ai settori d'azione di cui alla Parte II e tenga conto delle iniziative specifiche di cui alla Parte III;
  • riesaminare e valutare le iniziative lanciate dall'Unione sulla base della presente strategia e riferire al Consiglio europeo, almeno annualmente, sui progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi in essa previsti;
  • riesaminare la situazione regnante in Russia e l'andamento della cooperazione russa nell'attuazione della presente strategia, anche mediante rapporti periodici dei capimissione, e inserire una valutazione al riguardo nella relazione destinata al Consiglio europeo;
  • se necessario, raccomandare al Consiglio europeo modifiche delle Parti II e III della presente strategia.

La Commissione, nell'ambito delle sue competenze, contribuirà a tale attuazione e riesame.

5. Cooperazione con la Russia

L'Unione europea e gli Stati membri lavoreranno in stretta collaborazione con la Russia per attuare la presente strategia comune, in particolare attraverso l'APC e le istituzioni ivi previste.

6. Iniziative specifiche

L'Unione perseguirà le iniziative specifiche elencate nella Parte III della presente strategia comune, che si basano sui settori d'azione individuati nella Parte II. Queste iniziative saranno adattate, ove necessario, e non precluderanno eventuali nuove iniziative nel corso dell'attuazione della presente strategia comune. Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri, nell'ambito delle rispettive competenze e funzioni, sosterranno e opereranno per il raggiungimento di tali iniziative specifiche.

PARTE II

SETTORI D'AZIONE

L'Unione europea si concentrerà sui seguenti settori d'azione per l'attuazione della presente strategia comune.

1. Consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e delle istituzioni pubbliche in Russia

Per rafforzare la democrazia, l'edificazione delle istituzioni e lo Stato di diritto in Russia, che sono condizioni preliminari per lo sviluppo di un'economia di mercato, l'Unione si adoprerà al fine di:

a) rafforzare lo Stato di diritto e le istituzioni pubbliche

  • incoraggiando le necessarie riforme istituzionali che condurranno ad un'amministrazione moderna ed efficiente nell'ambito dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario in Russia, a livello federale, regionale e locale e fornendo il relativo sostegno, in particolare sviluppando, attraverso la promozione di contatti tra le autorità giudiziarie e gli organi di applicazione della legge degli Stati membri dell'UE e quelli della Russia, un sistema giudiziario e una pubblica amministrazione indipendenti e strutture di applicazione della legge tenute a rispondere del loro operato;
  • sviluppando programmi di formazione per giovani politici e pubblici dipendenti;
  • esplorando, in risposta ad una richiesta della Russia, le possibilità di un'azione dell'UE, in cooperazione con organizzazioni internazionali come l'OSCE, a sostegno dello svolgimento efficiente di elezioni, per la Duma e presidenziali, libere e regolari nel 1999 e nel 2000;
  • sostenendo l'impegno della Russia per adempiere i propri obblighi internazionali in materia di diritti dell'uomo, fra l'altro nell'ambito del Consiglio d'Europa, dell'ONU e dell'OSCE, e promuovendo le attività comuni dell'UE e del Consiglio d'Europa relative alla Russia nei settori dello Stato di diritto e dei diritti dell'uomo, nonché fornendo assistenza per quanto attiene alla salvaguardia dei diritti dell'uomo, nonché delle donne, dei minori e delle minoranze e potenziando i programmi volti a promuovere l'abolizione della pena di morte.

b) rafforzare la società civile

  • potenziando i contatti tra esponenti politici della Russia e dell'UE a livello federale, regionale e locale, comprese le Assemblee a tutti i livelli;
  • promuovendo scambi culturali e educativi più numerosi tra la Russia e l'UE, nonché contatti più profondi tra le due società basandosi sulla lunga tradizione del contributo della Russia alla formazione della civilizzazione europea, in particolare riesaminando e potenziando, ove necessario, i programmi di borse di studio ed i contatti tra studenti;
  • dando sostegno alle ONG indipendenti;
  • cooperando con la Russia per rafforzare il sostegno ai rifugiati e agli sfollati all'interno del paese;
  • contribuendo alla libertà di stampa;
  • promuovendo pari opportunità per uomini e donne.

2. Integrazione della Russia in uno spazio economico e sociale europeo comune

L'UE:

a) consoliderà il processo di riforme economiche in Russia

  • intensificando l'impatto della consulenza in materia di politica economica, anche mediante un dialogo politico ad alto livello, in modo da promuovere lo sviluppo di un'economia di mercato, tenendo pienamente conto dei problemi transitori risultanti dalle necessarie modifiche strutturali;
  • impegnandosi ulteriormente, in seno agli organismi competenti, per coordinare la politica dell'UE nell'ambito di istituti finanziari internazionali;
  • fornendo assistenza affinché sia istituito e realizzato in Russia un quadro legislativo e regolamentare trasparente e stabile, destinato a promuovere l'attività economica e maggiori investimenti nazionali ed esteri;
  • promuovendo la creazione del quadro legislativo e istituzionale necessario a politiche fiscali sostenibili (ad es. fiscalità, contabilità e controllo della spesa);
  • promuovendo riforme credibili nel settore bancario con condizioni eque per le banche estere ed un efficace coordinamento dei donatori con la piena partecipazione dell'UE;
  • incoraggiando ulteriori riforme strutturali, economiche e amministrative, tra cui un'ulteriore privatizzazione, la ristrutturazione delle imprese e la crescita delle PME russe;
  • contribuendo a rendere più competitivi in Russia i settori dell'industria, dell'agricoltura e dell'energia;
  • contribuendo a gettare le basi per un'efficace riforma agraria in Russia, che consenta l'introduzione della proprietà privata, e fornendo assistenza tecnica per questo processo (per esempio mediante un catasto funzionante);

b) appoggerà l'integrazione della Russia in un'area più vasta di cooperazione economica in Europa

  • promuovendo il progressivo ravvicinamento delle legislazioni, in particolare nel settore doganale, nonché in materia di norme e certificazione, di politica della concorrenza e di ambiente;
  • incoraggiando l'ulteriore integrazione della Russia nel sistema commerciale multilaterale e appoggiando lo sforzo della Russia volto a soddisfare i requisiti per l'adesione all'OMC, inclusa la riforma legislativa e istituzionale;
  • valutando come si possano instaurare le condizioni necessarie, oltre all'adesione della Russia all'OMC, per la futura creazione di una zona di libero scambio UE-Russia;
  • incoraggiando la Russia a rimuovere gli ostacoli agli scambi commerciali e agli investimenti, in particolare migliorando le procedure e le strutture di transito doganale, e esaminando, secondo le norme e le procedure UE, le preoccupazioni della Russia per quanto riguarda l'accesso al mercato dell'UE;
  • esplorando più concretamente le possibilità di cooperazione in settori in cui le conoscenze specialistiche russe sono consolidate (per esempio scienza, aeronautica, settore spaziale e energia);
  • promuovendo il partenariato allo scopo di favorire lo sviluppo dell'industria culturale in Russia, anche nel settore della gestione del patrimonio artistico;
  • coordinando in modo migliore e, se necessario, espandendo gli attuali programmi europei intesi a formare dirigenti e imprenditori russi;

c) porrà le basi per un'economica di mercato sociale

  • favorendo il dialogo sociale tramite il sostegno alla costituzione di sindacati e di organizzazioni dei datori di lavoro di tipo moderno;
  • incoraggiando una maggiore adesione alle norme fondamentali dell'OIL in materia di lavoro;
  • cercando di assicurare la tutela sociale di tutti i cittadini russi, in particolare delle categorie vulnerabili, mediante il sostegno tecnico alla riforma amministrativa dei servizi sociali e dei sistemi di assistenza sanitaria in Russia.

3. Cooperazione per rafforzare la stabilità e la sicurezza in Europa e altrove

L'UE desidera approfondire ed estendere la cooperazione con la Russia e individuare risposte comuni alle sfide in materia di sicurezza in Europa e altrove mediante:

a) un rafforzamento del dialogo politico

  • valutando le possibilità di imprimere maggiore continuità all'attuale dialogo politico e di renderlo più operativo, avvalendosi tra l'altro dell'importante ruolo che sarà svolto dal Segretario Generale del Consiglio, Alto Rappresentante della PESC;
  • collaborando con la Russia per sviluppare iniziative di politica estera comuni a sostegno di obiettivi di politica estera comuni;

b) la collocazione della Russia nell'ambito dell'architettura europea di sicurezza

  • sviluppando ulteriormente la cooperazione con la Russia nell'ambito della nuova architettura europea di sicurezza nel contesto dell'OSCE, in particolare, nella preparazione del vertice di Istanbul;
  • proseguendo la cooperazione con la Russia nell'elaborazione di alcuni aspetti della Carta della sicurezza europea;
  • esaminando la possibilità di agevolare la partecipazione della Russia qualora l'Unione europea si avvalga dell'UEO per missioni nel contesto dei compiti di Petersberg;

c) la diplomazia preventiva

  • potenziando la cooperazione tra l'Unione europea e la Russia per contribuire a prevenire e a risolvere i conflitti nonché a gestire le crisi, anche nell'ambito dell'OSCE e dell'ONU;
  • favorendo il controllo degli armamenti e il disarmo e l'attuazione degli accordi esistenti, rafforzando i controlli sulle esportazioni, riducendo la proliferazione delle armi di distruzione di massa (WMD) e appoggiando il disarmo nucleare e la distruzione delle armi chimiche.
4. Sfide comuni sul continente europeo

L'Unione europea coopererà, in particolare, con la Russia in materia di:

d) energia e sicurezza nucleare

  • potenziando l'impegno della Russia nella riforma del settore energetico, inclusa la sicurezza nucleare e la tutela dell'ambiente, ad esempio collaborando con la Russia per migliorare l'efficienza e fornendo assistenza tecnica in materia di conservazione dell'energia, in Russia; migliorando la sicurezza delle centrali nucleari e cooperando su questioni relative alle scorie nucleari e al combustibile esaurito nella Russia nordoccidentale;
  • promuovendo l'impegno russo per la sicurezza nucleare nel quadro della Convenzione sulla sicurezza nucleare, tramite l'accordo sul conto "sicurezza nucleare" e nel contesto di iniziative internazionali e contribuendo a rafforzare l'autorità di regolamentazione russa per la sicurezza nucleare (GAN);
  • promuovendo la ratifica da parte della Russia del trattato sulla Carta europea dell'energia e proseguendo le consultazioni su un accordo quadro multilaterale di transito che rafforzerà la cooperazione tra la Russia e i suoi vicini sull'accesso al sistema russo di oleodotti;

e) ambiente e sanità

  • incoraggiando e sostenendo lo stoccaggio in condizioni di sicurezza di scorie nucleari e rifiuti chimici e la gestione sicura di combustibile esaurito, soprattutto nella Russia nord occidentale;
  • sostenendo l'integrazione di considerazioni ambientali nella riforma economica e fornendo assistenza per la creazione di sistemi efficaci per controllare e assicurare la conformità con accordi multilaterali in materia di ambiente e sostenendo la Russia per rafforzare l'applicazione della legislazione nazionale sull'ambiente;
  • collaborando con la Russia, specialmente nelle zone vicine ad una futura Unione allargata per ridurre l'inquinamento atmosferico e idrico, migliorare la protezione dell'ambiente e cooperare alla promozione dell'uso sostenibile delle risorse naturali, in particolare nelle varie sedi di cooperazione regionale;
  • cooperando con la Russia per migliorare la prevenzione contro le malattie infettive, anche sostenendo dei programmi di vaccinazione;
  • cooperando anche per un rafforzamento dei controlli fitosanitari;

f) lotta contro la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro, la tratta di esseri umani e il traffico di droga; cooperazione giudiziaria

  • rafforzando lo stato di diritto e fornendo aiuto allo sviluppo dell'ordinamento giuridico, anche incitando la Russia a firmare, ratificare e applicare le convenzioni fondamentali, specialmente nel settore della cooperazione civile, penale e giudiziaria;
  • proseguendo, sulla base delle posizioni comuni esistenti, un dialogo appropriato con la Russia nei negoziati in corso a Vienna sulla Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale;
  • incrementando la cooperazione e lo scambio di esperti tra gli Stati membri e la Russia nel contesto della lotta alla criminalità organizzata, anche nel settore del trattamento e del reinserimento sociale dei tossicodipendenti nonché in quello della prevenzione della tossicodipendenza. Ciò può essere conseguito in collaborazione con l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze;
  • organizzando seminari sui vari tipi e metodi di riciclaggio del denaro;
  • sviluppando la cooperazione dell'EUROPOL con le competenti autorità russe, come previsto dalla Convenzione Europol, in particolare per rendere più efficace la lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di droga nonché l'immigrazione clandestina;
  • intensificando la cooperazione degli ufficiali di collegamento degli Stati membri a Mosca, entro i limiti delle rispettive legislazioni nazionali;
  • sviluppando meccanismi di cooperazione per combattere la criminalità transnazionale connessa con la droga e il coinvolgimento della Russia nel processo di concertazione del Gruppo di Dublino;
  • attuando campagne di informazione in collaborazione con le agenzie russe al fine di impedire la tratta degli esseri umani;
  • migliorando la cooperazione relativa alla riammissione dei propri cittadini, degli apolidi e dei cittadini dei paesi terzi, compresa la conclusione di un accordo di riammissione; combattendo l'immigrazione clandestina anche tramite la prosecuzione dei corsi di addestramento di base e di perfezionamento per il personale delle autorità di frontiera e di immigrazione;
  • intensificando il dialogo con la Russia sull'adeguamento della politica di questo paese concernente i visti rispetto all'Unione europea, attraverso l'introduzione di requisiti in materia in base alle disposizioni CE nonché di documenti di viaggio che siano sufficientemente a prova di contraffazione;
  • cooperando con la Russia affinché quest'ultima introduca sanzioni nei confronti di vettori che forniscono trasporti transfrontalieri a passeggeri non provvisti di documenti idonei e sanzioni penali per combattere le organizzazioni clandestine di immigrazione;

g) cooperazione regionale e transfrontaliera e infrastruttura

  • collaborando maggiormente con la Russia nelle varie sedi della cooperazione regionale (CSMB, CEM, Consiglio euro-artico di Barents) e stimolando la cooperazione transfrontaliera con le regioni russe limitrofe (compresa Kaliningrad), specialmente in vista dell'allargamento dell'Unione europea, anche nel quadro della dimensione settentrionale;
  • potenziando la cooperazione e l'assistenza tecnica nel settore della gestione delle frontiere e in quello doganale;
  • esplorando la possibilità di collaborare per collegare i sistemi di trasporto russi (su strada e per ferrovia) con i corridoi transeuropei e cercare modi reciprocamente soddisfacenti per studiare i problemi dei trasporti.

PARTE III

INIZIATIVE SPECIFICHE

Verranno perseguite le seguenti iniziative specifiche, ferma restando la possibilità di introdurne altre nuove.

Dialogo politico e in materia di sicurezza

L'Unione studierà i modi per conferire maggiore continuità, flessibilità e concretezza all'attuale dialogo politico, come stabilito dall'APC, e per renderlo più operativo ed efficace:

  • il Consiglio esaminerà la possibilità di istituire un meccanismo permanente UE/Russia ai fini di un dialogo politico e in materia di sicurezza, tenendo presente l'importante ruolo che dovrà svolgere il Segretario Generale del Consiglio quale Alto Rappresentante della PESC. Uno degli obiettivi consisterebbe nel lavorare con la Russia per sviluppare iniziative congiunte di politica estera per quanto riguarda determinati paesi terzi e regioni, la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi, specialmente nelle zone confinanti con la Russia, nonché nei Balcani e in Medio Oriente;
  • il Consiglio valuterà la possibilità di affiancare ai colloqui della troika a livello di esperti, attualmente previsti, un meccanismo di consultazione con la Russia in materia di non proliferazione, coinvolgendo eventualmente i paesi terzi nonché intensificando gli sforzi, anche attraverso attività comuni e di coordinamento con i paesi terzi, per appoggiare la distruzione delle armi chimiche della Russia;
  • il Consiglio esaminerà inoltre la possibilità di azioni e posizioni comuni riguardo alla sicura gestione di materiali biologici e chimici, nonché di materie fissili russi soggetti al controllo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) che sono indicati come non più necessari per scopi di difesa, in particolare in base a convenzioni internazionali. Particolare attenzione sarà prestata al Centro internazionale di scienza e tecnologia di Mosca.

I lavori relativi alle suddette azioni inizieranno entro la fine del 1999.

Dialogo relativo alle questioni economiche

La situazione macroeconomica della Russia, l'esperienza dell'integrazione europea, l'introduzione dell'euro e il processo di allargamento accrescono l'importanza delle consultazioni specifiche tra l'Unione e la Russia sulle questioni economiche.

L'Unione prenderà in considerazione l'avvio di un dialogo specifico ad alto livello UE/Russia a sostegno dello sviluppo da parte del Governo russo di misure in grado di promuovere una ripresa economica sostenibile sulla base di un programma economico globale, approvato dall'FMI, che porti all'instaurazione di un'economia di mercato funzionante. L'Unione prenderà altresì in considerazione la prestazione di consulenza ad alto livello al Governo russo in materia di politica economica, con il coinvolgimento di eminenti esperti dell'UE.

Gli Stati membri rafforzeranno, se necessario, il loro coordinamento nelle pertinenti organizzazioni e sedi internazionali.

Una relazione congiunta della Presidenza e della Commissione riguardo a queste proposte dovrebbe essere messa a punto dagli organi competenti entro la fine del 1999.

Scambi e investimenti

Tenuto conto dell'avvio di un nuovi negoziati multilaterali nell'ambito dell'OMC, nonché del fatto che la Comunità ha avanzato proposte circa la maniera in cui la Russia può proseguire i negoziati riguardanti la sua adesione alla suddetta organizzazione, la Comunità ribadisce la sua disponibilità a mantenere e, se del caso, a potenziare il suo attuale sostegno agli sforzi intrapresi dalla Russia per conformarsi nel più breve tempo possibile ai requisiti previsti per l'adesione all'OMC.

Inoltre, la Commissione esaminerà la maniera di approfondire il dialogo sugli investimenti in atto con la Russia nel quadro dell'APC, al fine di migliorare il clima degli scambi e degli investimenti in Russia e agevolare l'espansione del commercio e degli investimenti nei due sensi. Essa presenterà al Consiglio una relazione al riguardo entro la fine del 1999.

Lotta alla criminalità organizzata

L'Unione europea e la Russia sono fortemente interessate all'instaurazione di un'efficace e duratura cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni, in particolare come mezzo per promuovere il rispetto dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto. In tale ambito, la lotta alla criminalità organizzata costituisce naturalmente una priorità.

L'Unione europea propone perciò un piano d'azione che si concentra su un'azione comune con la Russia per combattere la criminalità organizzata, comprese le azioni intese a contrastare la corruzione, il riciclaggio dei capitali, il traffico di droghe, la tratta degli esseri umani e l'immigrazione clandestina. L'Unione propone di coprire tra l'altro i seguenti settori:

  • l'assistenza nella formazione di base del personale delle autorità di polizia e giudiziarie, con particolare riguardo alle tecniche investigative e d'intervento;
  • lo sviluppo del necessario quadro legale, istituzionale e giudiziario per perseguire efficacemente il crimine organizzato, in particolare nel settore del riciclaggio di denaro, dell'attività economica illecita e della tratta di esseri umani;
  • lo sviluppo di efficaci meccanismi di cooperazione per combattere la criminalità legata al traffico transfrontaliero di droghe;
  • lo sviluppo della cooperazione tra l'Europol e le competenti autorità russe come previsto dalla convenzione Europol.

Una discussione con la Russia nell'ambito dell'accordo ACP e un costante dialogo tra i competenti organi russi e gli ufficiali di collegamento degli Stati membri dell'Unione europea di stanza a Mosca permetterà di analizzare esattamente le esigenze della Russia in questo settore. A tale riguardo, rivestirà particolare importanza la Conferenza UE-Russia sulla criminalità organizzata che si terrà nel dicembre 1999. Una relazione sarà presentata al Consiglio nel primo semestre del 2000.

Programmi di gemellaggio

Il duplice obiettivo di rafforzare le istituzioni pubbliche russe e ravvicinare le società civili implica un incremento nello sviluppo degli scambi tra Russia e Stati membri a tutti i livelli.

A tal fine, l'Unione desidera istituire programmi di gemellaggio con la Russia:

  • per rafforzare le istituzioni: nelle amministrazioni regionali e locali;
  • per ravvicinare le società civili: tra le associazioni professionali e le organizzazioni sindacali, le università, le ONG e i mass-media. La Commissione esaminerà la possibilità di utilizzare i programmi comunitari a tal fine (TACIS, TEMPUS e DEMOCRATIE). Saranno altresì utilizzati gli strumenti bilaterali degli Stati membri. Questi ultimi e la Commissione coordineranno i loro programmi e potranno beneficiare, al riguardo, del programma istituito dall'Unione per formare i quadri russi.
  • sulla scorta di un inventario degli strumenti esistenti (che la Commissione dovrà redigere in collegamento con il Segretariato generale del Consiglio) e di una missione di identificazione in Russia, la Commissione sottoporrà una relazione al Consiglio entro la fine del 1999 e, successivamente deciderà in merito alle opzioni e presenterà proposte concrete.

Programmi di scambio per studenti e giovani ricercatori

L'Unione esaminerà la possibilità di elaborare programmi UE di scambio per studenti, facenti parte integrante del loro corso di studi, e per giovani ricercatori che lavorino in base a contratti del Centro di scienza e tecnologia . Ciò comporterà in particolare:

  • l'invito alla Commissione a redigere un inventario dei programmi CE e degli Stati membri esistenti;
  • l'invito alla Commissione a presentare, entro il primo semestre del 2000, una relazione sulla maniera di migliorare la complementarità tra i programmi europei esistenti in questo settore, nonché sulle possibilità e modalità di programmi comunitari di scambio rafforzati.

Istituzione di un sistema sanitario e previdenziale sostenibile

Gli Stati membri e la Commissione riesamineranno i loro programmi destinati, in generale, ad incoraggiare gli sforzi che la Russia compie per creare un sistema di previdenza e sicurezza sociale e, in particolare, a sostenere la riforma dei sistemi di sanità pubblica in Russia e migliorare il coordinamento, l'efficienza e la complementarità di tali programmi, in vista di una relazione della Commissione entro il giugno 2000.

Cooperazione transfrontaliera e regionale

L'Unione appoggerà il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e regionale e preparerà un inventario di tutti i pertinenti strumenti ed azioni della CE e degli Stati membri finalizzati a programmi rafforzati UE di coinvolgimento nelle regioni russe che rivestono un particolare interesse per l'UE. In tale contesto, il Consiglio e la Commissione accelereranno i lavori preparatori della Conferenza di Helsinki sulla dimensione settentrionale per le politiche dell'Unione che si svolgerà nel novembre 1999.

PARTE IV

DURATA

La presente strategia comune si applica a decorrere dalla data della sua pubblicazione per un periodo iniziale di quattro anni. Essa può essere prorogata, riveduta e, se del caso, adeguata dal Consiglio europeo su raccomandazione del Consiglio.

PUBBLICAZIONE

La presente strategia comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

Fatto a Colonia, addì

Per il Consiglio europeo

Il Presidente

Dichiarazione del Consiglio europeo

relativa alla strategia comune sulla Russia

Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata nell'adottare le azioni comuni, le posizioni comuni e tutte le altre decisioni che rientrano nell'ambito di applicazione del titolo V del trattato sull'Unione europea (Politica estera e di sicurezza comune) in base alla strategia comune.

Gli atti che non rientrano nel campo di applicazione del titolo V del trattato sull'Unione europea continuano ad essere adottati secondo le procedure decisionali appropriate previste dalle pertinenti disposizioni dei trattati, ivi compresi il trattato che istituisce la Comunità europea e il titolo VI del trattato sull'Unione europea.

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ALLEGATO III - DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUL RAFFORZAMENTO DELLA POLITICA EUROPEA COMUNE IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA

1. Noi, membri del Consiglio europeo, siamo determinati a far sì che l'Unione europea svolga appieno il suo ruolo sulla scena internazionale. A tale scopo, intendiamo fornire all'Unione europea i mezzi e le capacità necessari perché possa assumere le proprie responsabilità per quanto riguarda una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa . Il lavoro intrapreso su iniziativa della Presidenza tedesca e l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam ci consentono oggi di compiere un passo in avanti decisivo.

Nel perseguire i nostri obiettivi in materia di politica estera e di sicurezza comune e la definizione progressiva di una politica di difesa comune siamo convinti che il Consiglio debba poter decidere nell'intero ambito della prevenzione dei conflitti e delle attività di gestione delle crisi definite nel trattato sull'Unione europea, i cosiddetti "compiti di Petersberg". A tal fine, l'Unione deve avere la capacità di condurre azioni in modo autonomo, potendo contare su forze militari credibili, i mezzi per decidere di farle intervenire e la disponibilità a farlo, al fine di rispondere alle crisi internazionali senza pregiudizio per le azioni della NATO. L'UE aumenterà pertanto la propria capacità di contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali secondo i principi della Carta delle Nazioni Unite.

2. Siamo convinti che, per potere svolgere appieno i suoi compiti nel settore della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi, l'Unione europea debba disporre di capacità e di strumenti appropriati. Ci impegniamo pertanto a sviluppare ulteriormente capacità militari europee più efficaci, a partire da quelle già esistenti a livello nazionale, binazionale e multinazionale nonché a rafforzare le nostre capacità a tal fine.

Ciò richiede il mantenimento di uno sforzo di difesa sostenuto, l'attuazione dei necessari adeguamenti e in particolare il rafforzamento delle nostre capacità nei settori dell'informazione, dei trasporti strategici, del comando e del controllo. È inoltre necessario adeguare, addestrare e riunire le forze europee nazionali e multinazionali.

Riconosciamo inoltre la necessità di compiere sforzi sostenuti per rafforzare la base di difesa industriale e tecnologica, che vogliamo sia competitiva e dinamica. Siamo determinati a promuovere la ristrutturazione delle industrie europee della difesa tra gli Stati interessati. Ci adopereremo di conseguenza per una più stretta ed efficiente collaborazione con l'industria della difesa. Cercheremo di compiere ulteriori progressi per quanto riguarda l'armonizzazione delle esigenze in campo militare nonché la pianificazione e l'approvvigionamento degli armamenti, che verranno ritenuti appropriati dagli Stati membri.

3. Ci rallegriamo dei risultati del Vertice NATO di Washington per quanto riguarda il sostegno della NATO al processo avviato dall'UE e la sua conferma che un ruolo più efficace dell'Unione europea nella prevenzione dei conflitti e nella gestione delle crisi contribuirà a dare vitalità ad un'Alleanza rinnovata. Nell'attuare questo processo avviato dall'UE, garantiremo lo sviluppo di una reciproca ed efficace consultazione, cooperazione e trasparenza tra l'Unione europea e la NATO.

Intendiamo sviluppare un'efficace gestione delle crisi sotto la guida dell'UE nel cui quadro gli Stati membri dell'UE, siano essi membri della NATO o neutrali e non alleati, possano partecipare pienamente e su un piano di parità alle operazioni dell'UE.

Adotteremo i necessari meccanismi per consentire agli alleati e ai partner europei che non sono membri dell'UE di partecipare nella più ampia misura possibile a tale impresa.

4. Approviamo e adottiamo pertanto la relazione elaborata dalla Presidenza tedesca, che rispecchia il consenso raggiunto tra gli Stati membri.

5. Siamo adesso determinati a compiere un nuovo passo nella costruzione dell'Unione europea. A tal fine incarichiamo il Consiglio "Affari Generali" di preparare i presupposti e le misure necessari per raggiungere questi obiettivi, compresa la definizione delle modalità per l'inclusione nell'Unione di quelle funzioni dell'UEO che saranno necessarie all'UE per far fronte alle sue nuove responsabilità nell'ambito dei compiti di Petersberg. A questo proposito, l'obiettivo perseguito è l'adozione delle necessarie decisioni entro la fine del 2000. In tale circostanza, l'UEO in quanto organizzazione avrebbe esaurito il suo scopo. Ciò non recherà pregiudizio alle diverse posizioni degli Stati membri rispetto alle garanzie di difesa collettiva. L'Alleanza resta il fondamento della difesa collettiva dei suoi Stati membri.

Invitiamo pertanto la Presidenza finlandese a proseguire i lavori nell'ambito del Consiglio "Affari generali" sulla base della presente dichiarazione e della relazione della Presidenza al Consiglio europeo di Colonia. Auspichiamo una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori da parte della Presidenza finlandese al Consiglio europeo di Helsinki.

Relazione della Presidenza sul rafforzamento della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa

1. Introduzione

Il trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1· maggio, prevede il rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune (PESC), compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune come previsto dall'articolo 17 del TUE. Il trattato prevede altresì la possibilità di integrare l'UEO nell'UE, qualora il Consiglio europeo decida in tal senso.

Il Consiglio europeo di Vienna si è compiaciuto del nuovo slancio impresso al dibattito su una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Esso ha ritenuto che affinché l'Unione europea possa svolgere appieno il suo ruolo sulla scena internazionale la PESC debba poter contare su capacità operative credibili. Si è inoltre rallegrato della dichiarazione franco—britannica fatta il 4 dicembre 1998 a St. Malo. Il Consiglio europeo ha invitato la Presidenza tedesca a proseguire i lavori al riguardo e ha convenuto di riesaminare la questione nella riunione di Colonia. A tal fine l'argomento è stato discusso dai Ministri degli esteri nella riunione informale tenuta a Reinhartshausen il 13 e 14 marzo e al Consiglio "Affari generali" del 17 maggio.

Il Vertice della NATO di Washington si è rallegrato del nuovo slancio che il trattato di Amsterdam ha impresso al rafforzamento di una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa, ed ha confermato che un ruolo europeo più forte contribuirà alla vitalità dell'Alleanza nel XXI secolo.

Il Vertice NATO ha inoltre sottolineato che lo sviluppo della PESC, come auspicato nel trattato di Amsterdam, sarebbe compatibile con la politica di sicurezza e di difesa comune instaurata nell'ambito del trattato di Washington. Tale processo porterà ad un più elevato grado di complementarità, cooperazione e sinergia.

Nella riunione del Consiglio dei Ministri dell'UEO del 10 e 11 maggio la questione è stata discussa sulla base della riflessione informale avviata nella riunione di detto Consiglio svoltasi a Roma. Gli Stati membri intraprenderanno azioni in linea con le conclusioni dell'inventario delle capacità di difesa europee che è attualmente svolto dall'UEO.

2. Principi orientativi

L'obiettivo perseguito è il rafforzamento della PESC mediante lo sviluppo di una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Ciò richiede una capacità d'agire in modo autonomo che possa contare su capacità militari credibili, nonché su organi decisionali appropriati. Le decisioni sulle azioni da intraprendere verrebbero prese nel contesto della PESC secondo procedure appropriate per rispecchiare il carattere specifico delle decisioni in questo settore. Il Consiglio dell'Unione europea sarebbe così in grado di decidere sull'intero spettro degli strumenti politici, economici e militari di cui dispone nel far fronte alle situazioni di crisi. L'Unione europea si è impegnata a preservare la pace e a rafforzare la sicurezza internazionale conformemente ai principi della Carta dell'ONU nonché ai principi dell'Atto finale di Helsinki e agli obiettivi della Carta di Parigi, come previsto nell'articolo 11 del TUE.

Il trattato di Amsterdam incorpora nel trattato i compiti di Petersberg ("le missioni umanitarie e di soccorso, le attività di mantenimento della pace e le missioni di unità di combattimento nella gestione delle crisi, ivi comprese le missioni tese al ristabilimento della pace").

I nostri sforzi dovrebbero quindi essere volti in particolar modo a far sì che l'Unione europea abbia a disposizione le capacità (anche militari) necessarie e le strutture appropriate ad un'efficace capacità decisionale nella gestione delle crisi nell'ambito dei compiti di Petersberg. Questo è il settore in cui maggiormente urge una capacità d'agire europea. Lo sviluppo di una capacità di gestione delle crisi militari deve essere considerato un'attività nel contesto della PESC (titolo V TUE) ed un elemento della graduale definizione di una politica comune di difesa in conformità dell'articolo 17 del TUE.

L'Alleanza atlantica rimane il fondamento della difesa collettiva dei suoi membri. Gli impegni a norma dell'articolo 5 del trattato di Washington e dell'articolo V del trattato di Bruxelles saranno in ogni caso salvaguardati per gli Stati membri che sono parte di tali trattati. La politica dell'Unione lascia impregiudicato il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri.

3. Processi decisionali

Per quanto riguarda i processi decisionali dell'UE in materia di politica di sicurezza e di difesa, devono essere adottate le necessarie disposizioni per garantire il controllo politico e la direzione strategica delle operazioni "Petersberg" dirette dall'UE, affinché quest'ultima possa decidere e condurre efficacemente siffatte operazioni.

Inoltre l'UE dovrà disporre di mezzi di analisi delle situazioni, di fonti di informazione nonché di mezzi per effettuare la pertinente pianificazione strategica.

Ciò potrebbe richiedere in particolare:

  • riunioni periodiche (o ad hoc) del Consiglio "Affari generali", all'occorrenza con la partecipazione dei Ministri della difesa;
  • un organo permanente con sede a Bruxelles (Comitato politico e di sicurezza), composto di rappresentanti con competenza specifica nel settore politico/militare;
  • un Comitato militare dell'UE formato da rappresentanti militari, con il compito di formulare raccomandazioni al Comitato politico e di sicurezza;
  • uno stato maggiore militare dell'UE, compresa una Sala operativa per la raccolta e la valutazione delle informazioni;
  • altre risorse quali un Centro satellitare e un Istituto per gli studi sulla sicurezza.

Potrebbe essere necessario affrontare altre questioni di ordine istituzionale.

Le decisioni relative alle attività di gestione delle crisi, in particolare le decisioni che hanno implicazioni militari o in materia di difesa, saranno prese conformemente all'articolo 23 del trattato sull'Unione europea. Gli Stati membri conserveranno in ogni circostanza il diritto di decidere se e quando spiegare le proprie forze nazionali.

4. Attuazione

Per quanto riguarda le capacità militari, gli Stati membri dovranno creare ulteriori forze (compresi i relativi quartieri generali) in grado di condurre anche operazioni di gestione delle crisi, senza inutili duplicazioni. Le principali caratteristiche di dette forze comprendono la schierabilità, la sostenibilità, l'interoperabilità, la flessibilità e la mobilità.

Per l'efficace attuazione delle operazioni dirette dall'UE, l'Unione europea dovrà determinare, a seconda delle esigenze del caso, se condurre:

  • operazioni dirette dall'UE con il ricorso a mezzi e capacità della NATO, o
  • operazioni dirette dall'UE senza il ricorso a mezzi e capacità della NATO.

Per quanto riguarda le operazioni dirette dall'UE senza il ricorso a mezzi e capacità della NATO, l'Unione europea potrebbe avvalersi di mezzi nazionali o multinazionali europei preindividuati dagli Stati membri. Ciò renderà necessario utilizzare strutture di comando nazionali che assicurino una rappresentatività a livello multinazionale nei quartieri generali, oppure avvalersi di strutture di comando esistenti nell'ambito di forze multinazionali. Ulteriori sforzi saranno necessari al fine di potenziare la capacità delle forze europee multinazionali e nazionali di reagire alle situazioni di crisi.

Per le operazioni condotte dall'UE con il ricorso a mezzi e capacità della NATO, comprese le intese relative al comando europeo, l'accento dovrebbe essere posto in particolare sui seguenti aspetti:

  • attuazione delle intese sulla base delle decisioni di Berlino del 1996 e di quelle del Vertice della NATO di Washington dell'aprile 1999;
  • ulteriori intese, come già espresso dalla NATO al Vertice di Washington, dovrebbero riguardare in special modo:
    • un sicuro accesso dell'UE alle capacità di pianificazione della NATO al fine di contribuire alla pianificazione militare delle operazioni dirette dall'Unione europea;
    • la presunzione di disponibilità per l'UE di capacità e risorse comuni della NATO previamente individuate, da impiegare in operazioni dirette dall'UE.

5. Modalità di partecipazione e di cooperazione

Una valida politica europea di sicurezza e di difesa richiederà quanto segue:

  • dare a tutti gli Stati membri dell'UE, inclusi i membri che non fanno parte dell'Alleanza, la possibilità di partecipare pienamente e su un piano di parità alle operazioni dell'UE;
  • prevedere le intese adeguate per garantire che i membri europei della NATO che non sono membri dell'UE possano partecipare nella misura più ampia possibile alle operazioni condotte dall'UE, assumendo come base le intese di consultazione esistenti nell'ambito dell'UEO;
  • predisporre le intese atte ad assicurare che tutti i partecipanti alle operazioni dirette dall'UE godano di pari diritti nella conduzione delle stesse, fatto salvo il principio dell'autonomia dei processi decisionali dell'UE, segnatamente il diritto del Consiglio di discutere e decidere politiche e questioni di principio;
  • garantire lo sviluppo di un'effettiva consultazione reciproca nella cooperazione e nella trasparenza tra la NATO e l'UE;
  • esaminare le modalità destinate ad assicurare ai paesi associati all'UEO la possibilità di partecipare.

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ALLEGATO IV - DECISIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO RELATIVA ALL'ELABORAZIONE DI UNA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA

La tutela dei diritti fondamentali costituisce un principio fondatore dell'Unione europea e il presupposto indispensabile della sua legittimità. L'obbligo dell'Unione di rispettare i diritti fondamentali è confermato e definito dalla Corte di giustizia europea nella sua giurisprudenza. Allo stato attuale dello sviluppo dell'Unione è necessario elaborare una Carta di tali diritti al fine di sancirne in modo visibile l'importanza capitale e la portata per i cittadini dell'Unione.

Il Consiglio europeo ritiene che la Carta debba contenere i diritti di libertà e uguaglianza, nonché i diritti procedurali fondamentali garantiti dalla convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario. La Carta deve inoltre contenere i diritti fondamentali riservati ai cittadini dell'Unione. Nell'elaborazione della Carta occorrerà inoltre prendere in considerazione diritti economici e sociali quali sono enunciati nella Carta sociale europea e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori (articolo 136 TCE), nella misura in cui essi non sono unicamente a fondamento di obiettivi per l'azione dell'Unione.

Il Consiglio europeo è del parere che un progetto di siffatta Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea dovrebbe essere elaborato da un organo composto di delegati dei capi di Stato o di governo e del Presidente della Commissione europea, nonché di membri del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali. Rappresentanti della Corte di giustizia europea dovrebbero partecipare in qualità di osservatori. Rappresentanti del Comitato economico e sociale, del Comitato delle regioni e di gruppi sociali ed esperti dovrebbero essere invitati a esprimere il proprio parere. Il segretariato dovrebbe essere assicurato dal Segretariato generale del Consiglio.

Questo organo dovrà presentare un progetto in tempo utile prima del Consiglio europeo del dicembre 2000. Il Consiglio europeo proporrà al Parlamento europeo e alla Commissione di proclamare solennemente, insieme con il Consiglio, una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, sulla base di detto progetto. Successivamente occorrerà esaminare l'eventualità e le modalità necessarie per integrare la Carta nei trattati. Il Consiglio europeo incarica il Consiglio "Affari generali" di prendere le iniziative necessarie prima del Consiglio europeo di Tampere.

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ALLEGATO V - DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUL KOSOVO

Il Presidente Ahtisaari, rappresentante dell'Unione europea, ha riferito ai Capi di Stato e di governo riuniti a Colonia sulla missione da lui appena compiuta a Belgrado con Cernomyrdin, inviato speciale del Presidente della Federazione russa.

I Capi di Stato e di governo si sono vivamente congratulati con i due emissari per il successo della loro iniziativa. Hanno preso atto che le autorità iugoslave hanno accettato il piano di pace, che riprende e precisa le condizioni della comunità internazionale.

I Capi di Stato e di governo riconoscono che esiste ora la possibilità reale di giungere a una soluzione politica, la cui prima tappa è l'avvio del ritiro verificabile di tutte le forze iugoslave dal Kosovo. Ciò permetterebbe di sospendere le operazioni della NATO. Essi auspicano che questo processo sia avviato immediatamente.

Sottolineano pertanto che è necessario adottare urgentemente una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU che autorizzi la creazione della forza internazionale di sicurezza e l'avvio dell'amministrazione civile internazionale provvisoria.

Essi hanno deciso che un progetto di risoluzione sarà elaborato senza indugio per essere immediatamente trasmesso ai paesi membri del Consiglio di sicurezza.

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ALLEGATO VI - DOCUMENTI PRESENTATI AL CONSIGLIO EUROPEO DI COLONIA

  • Relazione sul patto europeo per l'occupazione
    (8705/99)
  • Contributo alla relazione della Presidenza sul patto europeo per l'occupazione
    - Progetto di memorandum della Presidenza "Gioventù ed Europa - il nostro futuro"
    (8288/99 + COR 1 (d))
  • Proposta di risoluzione del Consiglio relativa alle pari opportunità di lavoro per i disabili
    (8296/99)
  • Comunicazione della Commissione sulle politiche comunitarie di sostegno all'occupazione
    (7827/99)
  • Patto europeo per l'occupazione
    - Contributi degli Stati membri
    (8906/99)
  • Relazione della Commissione "L'Unione europea come unità economica" - Relazione 1999
    (8746/99)
  • Relazione della Commissione sui progressi compiuti nell'attuazione del processo di Lussemburgo : indicatori comuni e formazione continua
    (8745/1/99 REV 1)
  • Progetto di relazione del Consiglio (ECOFIN) sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e della Comunità
    8586/99)
  • Comunicazione della Commissione "Attuazione del quadro per i mercati finanziari : piano d'azione"
    (8329/99)
  • Conclusioni del Consiglio sulla relazione della Commissione concernente l'attuazione del piano d'azione per i servizi finanziari
    (8616/99)
  • Relazione sui lavori del Consiglio (ECOFIN) al Consiglio europeo: Cooperazione rafforzata in materia di politica fiscale
    (8484/1/99 REV 1)
  • Relazione per il Consiglio europeo sui miglioramenti del funzionamento del sistema finanziario internazionale
    (8460/1/99 REV 1)
  • Relazione della Commissione "investimenti in infrastrutture nell'Unione europea"
    (8453/99)
  • Documento di lavoro della Commissione "integrazione delle esigenze ambientali - Integrazione della politica ambientale"
    (8850/99)
  • Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "Preparativi per l'attuazione del protocollo di Kyoto"
    (8830/99)
  • Nota della Presidenza sui diritti dell'uomo
    (8727/99)
  • Relazione della Presidenza sulla sicurezza e la difesa europee
    (8239/1/99)
  • Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sul processo di stabilizzazione e di associazione per i paesi dell'Europa sudorientale: Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica federale di Iugoslavia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Albania
    (8858/99)
  • Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo sulla lotta contro il razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo negli Stati candidati
    (8831/99)
  • Relazione della Commissione: Il problema del 2000: Stato di preparazione delle più importanti infrastrutture dell'Unione europea al cambio di data del 2000.
    (8996/99)

© Parlamento europeo: 1999