CONSIGLIO EUROPEO
DI VIENNA
11 E 12 DICEMBRE 1998

CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

Il Consiglio europeo si è riunito a Vienna l'11 e 12 dicembre 1998 per discutere sulle questioni e sulle sfide più importanti che l'Unione europea deve affrontare. Ha iniziato i lavori con uno scambio di opinioni con il sig. José Maria GIL-ROBLES, Presidente del Parlamento europeo, in merito ai principali argomenti da trattare.

Per le discussioni su occupazione, crescita e stabilità ci si è avvalsi anche dello scambio di vedute tra la troika e le parti sociali svoltosi il giorno precedente.

È stata tenuta una riunione con i Capi di Stato o di Governo e i Ministri degli Affari esteri dei paesi dell'Europa centrale e orientale e di Cipro, che partecipano al processo di adesione.

Il Consiglio europeo ha espresso la sua gratitudine all'ex Cancelliere federale Helmut Kohl per il suo eccezionale contributo allo sviluppo dell'Unione europea e ha deciso di conferirgli il titolo di "Cittadino onorario dell'Europa".

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I. STRATEGIA DI VIENNA PER L'EUROPA

  1. L'integrazione europea ha acquisito nuovo slancio. La moneta unica sta per essere varata. Gli sforzi coordinati per promuovere l'occupazione hanno dato risultati incoraggianti. Il processo di allargamento è a buon punto. Sulla soglia del nuovo millennio, l'Unione dovrà potenziare la sua capacità di essere al servizio dei cittadini.
  2. A Cardiff il Consiglio europeo ha avviato un ampio dibattito sul futuro sviluppo dell'Unione europea. La riunione di Pörtschach ha evidenziato la necessità di un'Unione forte ed efficiente. Su questa linea, il Consiglio europeo di Vienna ha individuato quattro temi di primaria importanza per i cittadini europei, in relazione ai quali occorre agire in modo rapido ed efficace. Esso ha pertanto convenuto la seguente "Strategia di Vienna per l'Europa":

Promuovere l'occupazione, la crescita economica e la stabilità

  • Relazione al Consiglio europeo di Colonia dell'elaborazione di un patto europeo per l'occupazione nel quadro del processo di Lussemburgo.
  • Rafforzamento dei meccanismi di coordinamento della politica economica; esame da parte del Consiglio europeo di Helsinki degli strumenti e dell'esperienza acquisita.
  • Accordo politico sugli elementi chiave del pacchetto riguardante la politica fiscale; relazione al Consiglio europeo di Helsinki.
  • Miglioramento dell'architettura finanziaria internazionale; relazione al Consiglio europeo di Colonia.
  • Promozione degli investimenti nell'infrastruttura europea e nel capitale umano; relazione al Consiglio europeo di Colonia.

Migliorare la sicurezza e la qualità della vita

  • Attuazione del piano d'azione sull'istituzione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia; esame in occasione della riunione speciale del Consiglio europeo di Tampere.
  • Miglioramento dell'accesso dei cittadini alla giustizia; esame in occasione della riunione di Tampere.
  • Rafforzamento dell'azione dell'Unione europea in materia di diritti dell'uomo; relazione al Consiglio europeo di Colonia.
  • Integrazione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile nelle politiche dell'Unione europea; esame in occasione del Consiglio europeo di Helsinki.

Riformare le politiche e le istituzioni dell'Unione

  • Accordo politico sul pacchetto dell'Agenda 2000 nel marzo 1999 affinché possa essere definitivamente adottato prima delle elezioni del Parlamento europeo nel giugno 1999.
  • Decisione in occasione del Consiglio europeo di Colonia sulla questione di come e quando affrontare i problemi istituzionali rimasti insoluti ad Amsterdam.
  • Miglioramento del funzionamento del Consiglio; esame in occasione del Consiglio europeo di Helsinki.
  • Riforma interna della Commissione; relazione del Presidente della Commissione al Consiglio europeo di Colonia.
  • Lotta efficace contro le frodi; esame della situazione in occasione del Consiglio europeo di Helsinki.

Promuovere la stabilità e la prosperità dovunque in Europa e nel mondo

  • Proseguimento dinamico dei negoziati e dei preparativi di adesione e presentazione da parte della Commissione di relazioni sull'andamento della situazione nei paesi candidati nella prospettiva del Consiglio europeo di Helsinki.
  • Applicazione effettiva dei nuovi strumenti della politica estera e di sicurezza comune (PESC) a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Amsterdam (Alto Rappresentante, cellula di programmazione e tempestivo allarme della PESC, migliori meccanismi decisionali); esame in occasione del Consiglio europeo di Helsinki.
  • Preparazione delle prime strategie comuni per quanto riguarda la Russia, l'Ucraina, la regione mediterranea e i Balcani occidentali; prima adozione in occasione del Consiglio europeo di Colonia.
  • Proseguimento della riflessione sull'elaborazione di una politica europea in materia di sicurezza e di difesa; esame al Consiglio europeo di Colonia.

Basandosi su questi elementi, il Consiglio europeo di Helsinki adotterà una "Dichiarazione del Millennio" sulle priorità dell'Unione per gli anni futuri.

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II. DIRITTI DELL'UOMO

3. In occasione del 50· anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo il Consiglio europeo riafferma l'importanza fondamentale che annette a tale Dichiarazione. Si tratta di una pietra angolare dell'edificio costruito dopo la seconda guerra mondiale per tutelare e promuovere i diritti dell'uomo a livello nazionale, regionale e globale e della base per progredire e assicurare la dignità umana nel mondo intero.

4. L'Unione europea, che si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e libertà fondamentali nonché sullo stato di diritto, condivide i valori che stanno alla base della Dichiarazione e su di essi imposta la propria azione.

5. Il Consiglio europeo aderisce alla dichiarazione dell'Unione europea del 10 dicembre 1998 e invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri ad esaminare quale sia il modo migliore per attuare le misure concrete ivi suggerite.

6. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di combattere qualsiasi manifestazione di razzismo, xenofobia e antisemitismo, sia nell'Unione europea che nei paesi terzi. Al riguardo esso mette in rilievo il ruolo dell'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia. Il Consiglio europeo invita la Commissione a elaborare, per la riunione di Colonia, proposte di misure volte a contrastare il razzismo nei paesi candidati e invita gli Stati membri a valutare l'adozione di misure analoghe all'interno dell'Unione.

In tale contesto il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente l'intenzione del governo svedese di organizzare a Stoccolma una conferenza internazionale per diffondere la conoscenza dell'Olocausto.

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III. OCCUPAZIONE, CRESCITA, STABILITÀ E RIFORMA ECONOMICA

7. L'introduzione dell'euro alla data del 1· gennaio 1999 costituisce una pietra miliare nel processo dell'integrazione europea. La moneta unica rafforzerà la capacità dell'Europa di promuovere l'occupazione, la crescita e la stabilità.

8. L'introduzione dell'euro porterà alla creazione di una delle più vaste aree monetarie del mondo. Ciò implica per l'Unione responsabilità globali e la necessità di esprimersi in modo unanime ed essere efficacemente rappresentata.

9. La moneta unica rafforza la necessità di un coordinamento della politica economica. Nell'approssimarsi dell'Unione economica e monetaria sono stati predisposti strumenti per:

  • coordinare le politiche macroeconomiche;
  • migliorare l'efficacia delle politiche nazionali in materia di occupazione;
  • accelerare la riforma dei mercati dei prodotti, dei servizi e dei capitali.

10. Molto è già stato realizzato: solida crescita economica, bassa inflazione e tassi di interesse in diminuzione. La crescita dell'occupazione ha avuto un impulso con la creazione nel corso dell'ultimo anno di 1,7 milioni di posti di lavoro. L'equilibrio tra politica di bilancio e monetaria si è evoluto in modo da favorire la crescita sostenibile.

11. Occorre tuttavia un ulteriore impegno per rafforzare gli attuali strumenti e forgiarli in una strategia coerente per l'occupazione, la crescita, la stabilità e la riforma economica che evolva verso un patto europeo per l'occupazione nel quadro del processo di Lussemburgo.

A. UNIONE ECONOMICA E MONETARIA: UN IMPORTANTE PASSO AVANTI

i) Introduzione dell'euro

12. Il Consiglio europeo rileva con grande soddisfazione che la transizione alla terza fase dell'Unione economica e monetaria il 1· gennaio 1999 sarà realizzata senza scosse, nonostante i disordini dei mercati finanziari mondiali. È questo il risultato di politiche economiche prudenti nel contesto dell'UEM, che occorre portare avanti.

13. Il Consiglio europeo si compiace particolarmente di costatare che:

  • tutto il diritto derivato comunitario necessario per l'entrata in vigore della terza fase dell'UEM sarà adottato prima della fine dell'anno;
  • i tassi di conversione irrevocabili per l'euro, conformemente alla procedura stabilita nell'allegato tecnico del comunicato congiunto del 2 maggio 1998, saranno fissati il 31 dicembre in una sessione speciale del Consiglio "ECOFIN";
  • la corona danese e la dracma greca parteciperanno ai nuovi meccanismi di cambio dal 1· gennaio 1999.

ii) L'Europa come attore globale

Parlare con una sola voce

14. L'introduzione dell'euro sarà un evento molto importante per il sistema monetario internazionale. È fondamentale che la Comunità svolga pienamente il suo ruolo nella cooperazione internazionale in materia di politica economica e monetaria in consessi quali il G7 e il Fondo monetario internazionale. Il Consiglio europeo appoggia la relazione del Consiglio sulla rappresentanza esterna della Comunità, la quale prevede che il Presidente del Consiglio "ECOFIN", ovvero il Presidente dell'euro 11 qualora il Presidente appartenga a un paese non aderente all'area dell'euro, assistito dalla Commissione, partecipi alle riunioni del G7 (Finanze) (cfr. Allegato II). Alla BCE, quale organo della Comunità responsabile della politica monetaria, dovrebbe essere accordato lo status di osservatore nel Consiglio di amministrazione dell'FMI. Il punto di vista della Comunità europea/UEM su altri temi di particolare importanza per l'UEM saranno illustrati al Consiglio di amministrazione dell'FMI dal corrispondente membro dell'ufficio del Direttore esecutivo dello Stato membro che esercita la presidenza dell'euro 11, assistito da un rappresentante della Commissione. Il Consiglio europeo invita il Consiglio ad agire sulla base di una proposta della Commissione che includa tale accordo.

15. Per essere coerente ed efficace la Comunità deve poter parlare con una sola voce sulle questioni di particolare rilevanza per l'unione economica e monetaria. Il Consiglio europeo incoraggia la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a prendere le iniziative necessarie atte a garantire una preparazione puntuale ed efficace delle posizioni comuni e dei punti d'intesa da presentare ai terzi nei consessi internazionali.

Rafforzamento del Sistema finanziario internazionale

16. Il Consiglio europeo apprezza la relazione sul rafforzamento del sistema finanziario internazionale, la quale dimostra che gli Stati membri hanno una visione comune in merito alle risposte adatte per contrastare la crisi finanziaria mondiale. L'Europa deve svolgere un ruolo decisivo nell'elaborazione di un nuovo sistema monetario e finanziario internazionale coerente con gli orientamenti contenuti nella relazione. L'FMI è la pietra angolare del sistema monetario e finanziario internazionale e deve rafforzare la cooperazione con altri attori, compresa la Banca mondiale. Dovrebbe essere esaminata l'opportunità di potenziare e/o trasformare i Comitati interinali e per lo sviluppo dell'FMI e della Banca mondiale. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di rafforzare le iniziative di regolamentazione per quanto riguarda la gestione del rischio e le norme prudenziali in seno alle istituzioni del settore finanziario, in particolare esaminando le implicazioni derivanti dalle operazioni effettuate da organismi finanziari internazionali che dispongono di effetto di leva, compresi gli hedge fund. Esso rileva l'importanza capitale dell'osservanza delle norme finanziarie internazionali nei centri offshore. Il Consiglio europeo chiede al Consiglio di preparare una relazione sui miglioramenti del funzionamento del sistema finanziario internazionale per il Consiglio europeo di Colonia. Tale relazione dovrebbe prendere inoltre in considerazione le implicazioni più ampie della globalizzazione.

17. La crisi finanziaria ed economica ha dimostrato l'esigenza di rafforzare le reti di sicurezza sociale nell'economia dei mercati emergenti. Il Consiglio europeo si rallegra del fatto che l'Unione europea sia donatrice di oltre la metà degli aiuti economici in tutto il mondo. Occorre che tali risorse siano mirate al fine di potenziare le riforme strutturali e sociali necessarie.

iii) Rafforzamento del coordinamento economico interno

Miglior coordinamento delle politiche economiche

18. Le politiche economiche nell'UEM debbono essere basate su uno stretto coordinamento di tutti gli attori, comprese, se del caso, le parti sociali europee. Il Consiglio europeo rileva con soddisfazione l'istituzione di un quadro per un'Unione economica e monetaria correttamente funzionante, che include il Patto di stabilità e crescita e le procedure per la cooperazione nel campo delle politiche economiche, e che il coordinamento delle politiche in seno all'euro 11 e al Consiglio "ECOFIN", nonché il dialogo con la Banca centrale europea, procede in modo positivo. Oramai il Consiglio ha un processo di coordinamento annuale pienamente sviluppato, che comprende meccanismi di controllo e sorveglianza del Patto di stabilità e crescita, piani d'azione nazionali per l'occupazione e politiche strutturali per quanto riguarda i mercati dei beni e dei servizi.

19. Il Consiglio europeo sottolinea che sarà necessario approfondire e rafforzare il coordinamento in materia di politica economica, nel quadro concordato, al fine di garantire il successo dell'UEM e favorire una crescita sostenibile atta a creare occupazione. Occorrono risposte appropriate e coordinate alle sfide economiche sia a livello di Stati membri che di Unione europea, che comprendano politiche di bilancio e monetarie nonché politiche strutturali e che tengano conto dell'evoluzione dei salari.

20. Il Consiglio europeo invita il Consiglio "ECOFIN" a riferirgli a Helsinki in merito al funzionamento del coordinamento delle politiche economiche nella terza fase dell'UEM.

Politica fiscale

21. Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la relazione del Consiglio sulla cooperazione rafforzata in materia di politica fiscale e pone in evidenza l'esigenza di combattere la concorrenza fiscale dannosa. La cooperazione nel settore della politica fiscale non mira ad aliquote fiscali uniformi e non è incompatibile con una concorrenza fiscale leale, bensì è necessaria al fine di ridurre le continue distorsioni nel mercato interno, prevenire eccessive perdite di gettito tributario o conferire alle strutture tributarie un indirizzo più favorevole all'occupazione.

22. Il Consiglio europeo, in particolare:

  • si rallegra del fatto che i lavori del Gruppo "Codice di condotta" si siano svolti in modo positivo ed incoraggia il Gruppo a concludere le sue attività al più tardi entro il Consiglio europeo di Helsinki;
  • chiede alla Commissione di sottoporre al Consiglio uno studio sulla tassazione delle imprese, in conformità delle conclusioni del Consiglio "ECOFIN";
  • invita il Consiglio a proseguire i lavori sulle proposte concernenti una direttiva sulla tassazione del risparmio e una direttiva su interessi e diritti per definire un accordo anteriormente al Consiglio europeo di Helsinki;
  • si rallegra dell'intenzione della Commissione e del Consiglio di avviare colloqui con i paesi terzi in merito a questioni inerenti alla tassazione dei redditi da interessi;
  • incoraggia il Consiglio a proseguire i lavori su un quadro per l'imposizione dei prodotti energetici sulla base della relazione del Consiglio "ECOFIN", tenendo conto anche delle sue implicazioni per l'ambiente.

23. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a sottoporgli una seconda relazione relativa alla cooperazione in materia di politica fiscale prima del Consiglio europeo del giugno 1999.

24. Per quanto concerne la decisione del 1991 di sopprimere le vendite esenti da dazio per i viaggiatori all'interno della Comunità, il Consiglio europeo chiede alla Commissione e al Consiglio "ECOFIN" di esaminare entro il marzo del 1999 i problemi che potrebbero eventualmente sorgere in merito all'occupazione e di affrontare, sulla base di proposte della Commissione, le possibilità di risolvere tali problemi, compresa l'eventualità di un'estensione limitata dei regimi transitori.

Riforma economica

25. Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per i progressi compiuti sotto la Presidenza austriaca per portare avanti il programma di riforme economiche e rispettare i requisiti stabiliti a Cardiff. Il Consiglio europeo si compiace della presentazione delle relazioni nazionali sulla riforma strutturale. Attende la loro valutazione nonché la valutazione reciproca fra gli Stati membri, in quanto ulteriore elemento per il miglioramento degli indirizzi di massima per le politiche economiche. Il Consiglio europeo si compiace inoltre dell'intenzione del Consiglio "Mercato interno" di valutare le relazioni per integrare le considerazioni del Consiglio "ECOFIN" nell'ottica del mercato interno.

B. OCCUPAZIONE SOSTENIBILE PER L'EUROPA

1. Verso un patto europeo per l'occupazione

26. L'occupazione è la principale priorità dell'Unione europea. È il modo migliore per offrire reali opportunità ai cittadini e lottare efficacemente contro la povertà e l'esclusione, e rappresenta pertanto la base del modello sociale europeo.

27. Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei notevoli progressi compiuti nella creazione di posti di lavoro e nella riduzione della disoccupazione. Esso elogia gli sforzi realizzati dagli Stati membri nell'attuazione degli orientamenti per il 1998.

28. Per la prima volta dal 1992 il tasso di disoccupazione è sceso al di sotto del 10%. Si tratta di uno sviluppo positivo. Occorre fare ancora di più. La politica dell'occupazione deve essere inserita in un approccio globale, che comprenda politiche macroeconomiche miranti alla crescita e alla stabilità, una riforma economica che promuova la competitività, e gli orientamenti in materia di occupazione, destinati a migliorare l'occupabilità, l'adattabilità, le pari opportunità e la creazione di posti di lavoro in imprese esistenti e nuove.

29. Sono stati compiuti positivi progressi, come emerge dalla relazione congiunta sull'occupazione. Il controllo multilaterale dell'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione è un elemento essenziale del processo di Lussemburgo. L'utilizzo di parametri di riferimento e la promozione delle migliori pratiche si sono dimostrati strumenti di valutazione efficaci. Tuttavia questo processo deve essere rafforzato. Ciò richiede obiettivi e scadenze supplementari verificabili a livello sia europeo che nazionale, indicatori comuni di efficienza e di politica nonché una base statistica coerente quali elementi chiave per un patto europeo per l'occupazione nell'ambito del processo di Lussemburgo. È altresì necessaria una maggiore partecipazione e responsabilità delle parti sociali.

i) Orientamenti 1999 in materia di occupazione

30. Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la proposta della Commissione relativa a orientamenti per il 1999 e approva i risultati della sessione congiunta dei Consigli "ECOFIN" e "Lavoro e Affari sociali" su tali orientamenti.

31. Nel rivedere i loro piani d'azione nazionali, gli Stati membri dovrebbero prestare particolare attenzione ai seguenti elementi:

  • conseguire progressi tangibili nella promozione delle pari opportunità tra uomini e donne, ricorrendo in particolare a parametri di riferimento (benchmarks) e un approccio basato sull'integrazione di genere;
  • realizzare il concetto di formazione permanente fissando in particolare un obiettivo nazionale per coloro che beneficiano di tali misure;
  • sfruttare appieno il potenziale del settore dei servizi e dei servizi connessi con l'industria, in particolare delle tecnologie dell'informazione e del settore ambientale;
  • creare condizioni che consentano alle imprese, e specialmente alle piccole imprese, di prosperare;
  • esaminare i sistemi di agevolazioni fiscali per stimolare i disoccupati o le persone inattive a sfruttare le opportunità di occupazione o di formazione ed i datori di lavoro a creare nuovi posti di lavoro;
  • appoggiare i lavoratori più anziani nel loro tentativo di aumentare la propria partecipazione alla forza lavoro;
  • promuovere l'inserimento sociale e pari opportunità per i gruppi svantaggiati.

ii) Rafforzare il processo di Lussemburgo

32. Al fine di favorire la realizzazione degli impegni contenuti nei piani d'azione nazionali, gli Stati membri sono invitati a definire politiche e prefiggersi a livello nazionale, ove opportuno, ulteriori obiettivi quantificati e scadenze.

33. Il Consiglio europeo si compiace per i progressi conseguiti in materia di indicatori comuni di efficienza e di politica e per la presentazione della relazione della Commissione concernente statistiche raffrontabili, che considera di importanza vitale per un controllo e una valutazione efficaci e trasparenti, sia a livello nazionale che a livello di Unione e invita la Commissione europea e gli Stati membri a raggiungere un accordo sulla definizione degli indicatori pertinenti in tempo utile per il Consiglio europeo di Colonia.

34. Le relazioni sull'attuazione dei piani d'azione nazionali 1999 dovrebbero essere presentate all'esame entro la metà del mese di giugno del 1999, e la Commissione dovrebbe presentare le sue proposte di relazione congiunta sull'occupazione e di nuovi orientamenti in materia di occupazione per il 2000 anteriormente al mese di settembre del 1999. Il Consiglio europeo chiede inoltre al Consiglio di ricercare una maggiore sinergia tra gli orientamenti in materia di occupazione e gli orientamenti di massima di politica economica.

35. La Commissione è inoltre invitata a presentare, nella primavera del 1999, un pacchetto contenente una comunicazione sull'integrazione delle politiche dell'occupazione a livello comunitario basata sull'articolo 127 del trattato CE, modificato dal trattato di Amsterdam, nonché un aggiornamento della relazione della Commissione "L'Europa come entità economica". La Commissione è inoltre invitata a consentire agli Stati membri che lo desiderino di sperimentare aliquote IVA ridotte su servizi ad alto impiego di manodopera non esposti a concorrenza transnazionale.

36. Il Consiglio europeo raccomanda che la riforma del Fondo sociale europeo sia mirata a sostenere la strategia per l'occupazione e la qualificazione delle risorse umane.

37. Per il futuro successo del processo di Lussemburgo è di primaria importanza un dialogo intenso e di ampia portata fra tutte le parti interessate, ossia Consiglio, Commissione, Parlamento europeo, parti sociali, Banca centrale europea e Banca europea per gli investimenti), che contribuisca alla strategia globale per l'occupazione, la crescita e la stabilità.

38. Le parti sociali hanno importanti responsabilità nel processo a favore dell'occupazione, come riconosciuto nella relazione del gruppo ad alto livello sulle implicazioni economiche e sociali dei mutamenti industriali. Il Consiglio europeo invita la Commissione e gli Stati membri a tener conto delle raccomandazioni in esso contenute. Il Consiglio europeo rileva altresì con soddisfazione che, in un recente "mini-vertice", le parti sociali hanno manifestato, al recente mini vertice convocato a Vienna il 4 dicembre 1998, la loro disponibilità a sviluppare un proprio calendario per la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro.

2. Un ambiente favorevole all'occupazione

i) Investire per i posti di lavoro

39. Gli investimenti nelle infrastrutture e il finanziamento di progetti innovativi costituiscono elementi importanti della strategia volta a stimolare la crescita, l'occupazione e la competitività. Il Consiglio europeo prende atto della comunicazione della Commissione intitolata "Gli investimenti pubblici nel quadro della strategia economica" in cui gli Stati membri sono invitati a rivedere la struttura dei bilanci nazionali nell'ottica di rafforzare la parte relativa degli investimenti. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a riesaminare i progressi compiuti circa le Reti transeuropee (RTE), in particolare circa i 14 progetti prioritari nel settore dei trasporti, nonché lo sviluppo di progetti nel settore delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell'informazione, al fine di accelerare l'attuazione di tali progetti. Tale riesame dovrebbe includere modalità per migliorare meccanismi finanziari che coinvolgano anche la Banca europea per gli investimenti in linea con la sua esperienza nell'ambito del piano speciale d'azione di Amsterdam.

40. Il Consiglio europeo riconosce inoltre quanto sia importante sviluppare un mercato europeo funzionante per i capitali di rischio nonché nuove forme di finanziamento a cui partecipino sia il settore privato che quello pubblico. Il Consiglio europeo invita gli Stati membri a dare informazioni sull'andamento dell'attuazione del piano d'azione relativo ai capitali di rischio.

41. La Banca europea per gli investimenti ha mantenuto l'intensità delle sue operazioni di erogazione di prestiti a favore di progetti di investimento validi, inclusi quelli in settori prioritari nell'ambito del piano speciale d'azione di Amsterdam, quali progetti di investimenti nell'istruzione, nella salute e nell'ambiente urbano.

42. In tale contesto il Consiglio europeo invita la Banca a prendere in considerazione la possibilità di accelerare la concessione di finanziamenti per operazioni di capitali di rischio entro il massimale di un miliardo di ecu, il cui raggiungimento era inizialmente previsto per il 2000, con l'obiettivo che tali operazioni si svolgano in tutti gli Stati membri. Potrebbe essere compreso, in particolare, il tempestivo raddoppio delle risorse assegnate al meccanismo europeo per le tecnologie.

43. Il Consiglio europeo invita la Banca a riesaminare gli attuali meccanismi di finanziamento per i progetti nel settore ambientale da realizzare nell'Unione e nei paesi candidati prendendo in debita considerazione gli effetti di tali progetti sull'occupazione.

ii) Investimenti nell'innovazione e nel capitale umano

44. La crescita, la competitività e l'occupazione sono intimamente legate alla ricerca e all'innovazione. Il Consiglio europeo esprime pertanto la propria soddisfazione per l'accordo sul quinto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico.

45. L'istruzione e la formazione assumono particolare rilievo nell'ottica del rafforzamento della capacità di innovazione dell'Unione. Il Consiglio europeo si compiace dell'adozione delle posizioni comuni del Consiglio in merito ai programmi d'azione "Socrates" e "Leonardo da Vinci".

46. Gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea devono altresì far fronte alle preoccupazioni dei giovani d'Europa in un'ottica più generale, rivolgendo in tal modo un messaggio politico positivo ai cittadini d'Europa. Il Consiglio europeo plaude pertanto alle iniziative volte ad inserire la questione della partecipazione dei giovani nei programmi delle istituzioni dell'UE. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a pervenire celermente ad una posizione comune in merito al programma per la gioventù.

iii) Mercato interno e servizi finanziari

Mercato interno

47. Sono stati realizzati progressi costanti nell'impegno in materia di modernizzazione, ampliamento e semplificazione del mercato interno in conformità del piano d'azione. Sono state adottate le nuove normative necessarie, in particolare il regolamento sulla libera circolazione delle merci. Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per l'intenzione della Commissione di continuare a sorvegliare, attraverso il quadro di valutazione, i progressi compiuti nell'ambito del mercato interno.

48. Sono necessari la semplificazione e il miglioramento ulteriori delle normative a livello sia comunitario che nazionale, al fine di rendere di più facile applicazione, e quindi più efficaci, le norme per il mercato interno. Il Consiglio europeo sottolinea quanto sia importante, al fine di rafforzare la crescita economica e l'occupazione, che le riforme economiche e la riforma normativa formino una politica coerente in materia di mercato unico e competitività.

49. L'attuazione integrale e corretta della normativa comunitaria è essenziale per il funzionamento del mercato interno. Il Consiglio europeo rileva che, nonostante i notevoli progressi compiuti, il recepimento delle norme comunitarie negli Stati membri non è ancora soddisfacente. È immediatamente necessario un nuovo impegno affinché siano recepiti i rimanenti atti giuridici.

50. Il Consiglio europeo invita il Consiglio "Mercato interno" a presentare una relazione sul piano d'azione per il mercato unico nella quale si esamini quanto già realizzato e si avvii una discussione sulla futura azione in materia di mercato unico. Le future priorità dovrebbero comprendere una migliore regolamentazione/semplificazione, la protezione dei consumatori, i servizi finanziari, gli aiuti di Stato, la cooperazione in materia di politica tributaria, la normazione e un principio di reciproco riconoscimento che funzioni correttamente, nonché riforme strutturali, secondo quanto discusso a Cardiff.

Servizi finanziari

51. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza del settore dei servizi finanziari quale motore per la crescita e la creazione di posti di lavoro, ma rileva anche le sfide che dovranno essere affrontate in seguito all'introduzione di una moneta unica. Esso accoglie pertanto favorevolmente l'iniziativa della Commissione volta a creare un quadro d'azione e l'istituzione di un gruppo ad alto livello. Invita il Consiglio a presentare al Consiglio europeo di Colonia una relazione sulle iniziative necessarie nell'ottica di un mercato unico finanziario. Esso sottolinea altresì la necessità di mantenere ad un livello elevato la protezione dei consumatori.

Problemi creati nel settore informatico dal passaggio all'anno zero

52. Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per la relazione della Commissione riguardante tale problema ed invita gli Stati membri ad attuare tempestivamente piani per la protezione delle loro infrastrutture nonché a continuare a sensibilizzare tutti i settori, concentrando la propria azione sul settore pubblico e sulle piccole e medie imprese.

53. Le autorità competenti degli Stati membri sono invitate a esaminare attentamente tutte le implicazioni del problema costituito da interruzioni della catena dell'approvvigionamento al di fuori dell'UE, ad elaborare piani di emergenza per affrontare tali problemi e a scambiare informazioni con le controparti degli altri Stati membri. Esso invita la Commissione a convocare una riunione di rappresentanti dei fornitori dell'infrastruttura pubblica degli Stati membri per stabilire se le dipendenze transfrontaliere all'interno dell'UE in settori quali i trasporti, l'energia e l'approvvigionamento idrico siano affrontate in modo adeguato e per raccomandare, ove necessario, azioni appropriate al prossimo Consiglio europeo.

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IV. AGENDA 2000

54. Il duplice obiettivo dell'Agenda 2000 è di dotare l'Unione di politiche più efficaci e di istituire un adeguato quadro finanziario entro cui svilupparle. Per raggiungere questo obiettivo è necessario operare scelte politiche importanti sul futuro orientamento di dette politiche e sulle riforme necessarie nel momento in cui l'Unione si prepara a effettuare con successo il futuro allargamento. Ciò deve avvenire in uno spirito di solidarietà, garantendo nel contempo, a livello di Unione, un rigore in materia di bilancio analogo a quello applicato a livello nazionale.

55. I lavori basati sulle proposte della Commissione, la relazione sulle risorse proprie e i contributi degli Stati membri, hanno portato a sostanziali progressi dopo il Consiglio europeo di Cardiff. Tali lavori si riflettono nella relazione del Consiglio e nel dibattito in sede di Consiglio europeo. Le proposte della Commissione e la relazione del Consiglio costituiscono una valida base per proseguire i lavori. Gli elementi fondamentali per una soluzione definitiva sono stati ormai identificati. In numerosi settori è emersa una certa identità di opinioni. I lavori hanno inoltre evidenziato i settori politici nei quali sarà necessario trovare un'intesa nell'ambito del processo di limitazione dei parametri della negoziazione diretta al conseguimento di un accordo definitivo globale.

56. I negoziati sono attualmente entrati nella fase finale. Il Consiglio europeo:

  • ribadisce il suo fermo impegno a raggiungere un accordo globale sull'Agenda 2000 in occasione del Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles il 24 e 25 marzo 1999;
  • considera l'Agenda 2000 come un pacchetto su cui può essere raggiunto un accordo soltanto a livello globale;
  • invita ad esaminare attentamente tutti gli elementi e le posizioni emersi dal dibattito al fine di raggiungere un accordo globale;
  • invita tutti gli Stati membri a contribuire appieno al raggiungimento di un risultato corretto, equilibrato ed accettabile, fondato sulla solidarietà e sul rigore di bilancio.

57. Il Consiglio europeo si compiace della sollecitudine con cui il Parlamento europeo e il Consiglio intendono esaminare approfonditamente i testi legislativi, in modo da pervenire alla loro adozione definitiva prima delle prossime elezioni del Parlamento europeo di giugno.

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V. ALLARGAMENTO

58. Il Consiglio europeo ha proceduto a un'approfondita discussione su tutti gli aspetti del processo di allargamento. Esso si compiace che il processo globale di allargamento avviato a Lussemburgo sia attualmente ben avanzato. Il Consiglio europeo ha accolto con soddisfazione le prime relazioni periodiche sui progressi compiuti elaborate dalla Commissione sulla base delle sue conclusioni di Lussemburgo e Cardiff e sottoscrive le conclusioni del Consiglio del 7 dicembre 1998 in merito all'allargamento dell'Unione europea riportate in allegato. Il Consiglio europeo sottolinea che i vari paesi continueranno a essere giudicati separatamente. Invita la Commissione a presentare le ulteriori relazioni nella prospettiva del Consiglio europeo di Helsinki.

59. Il Consiglio europeo nota con soddisfazione che le sei Conferenze di adesione con Cipro, l'Ungheria, la Polonia, l'Estonia, la Repubblica ceca e la Slovenia hanno avviato negoziati di fondo e raggiunto primi risultati concreti. Esso sollecita il Consiglio, la Commissione e i paesi candidati a mantenere il ritmo dei lavori per poter procedere a intensi negoziati nella prima metà del 1999.

60. Il Consiglio europeo si compiace inoltre dei progressi compiuti nella preparazione dei negoziati per l'adesione della Romania, della Slovacchia, della Lettonia, della Lituania e della Bulgaria, descritti nelle relazioni della Commissione. Esso rileva che la transizione dell'esame analitico dell' acquis dalla fase multilaterale alla fase bilaterale a partire dall'inizio dell'anno prossimo conferirà nuovo slancio al processo e favorirà pertanto la preparazione dei negoziati.

61. Il Consiglio europeo si compiace della decisione di Malta di riattivare la domanda di adesione all'Unione europea e prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare all'inizio dell'anno prossimo un aggiornamento del suo parere favorevole del 1993.

62. Il Consiglio europeo ribadisce la volontà dell'Unione di continuare a fornire l'aiuto preadesione durante tutto il processo. Esso si rallegra dell'ampio accordo politico raggiunto, nei termini della relazione del Consiglio sull'Agenda 2000, sugli strumenti di preadesione, che tuttavia resta soggetto a un accordo globale sull'Agenda 2000.

63. Il Consiglio europeo sottolinea la grande importanza che annette all'ulteriore sviluppo delle relazioni tra l'UE e la Turchia per portare avanti la strategia europea intesa a preparare la Turchia all'adesione. In tale contesto esso riconosce il ruolo centrale che riveste l'ulteriore attuazione della strategia europea in linea con le sue conclusioni di Lussemburgo e Cardiff.

64. Il Consiglio europeo ha preso atto dei lavori della Conferenza europea, che costituisce un organo di consultazione politica su questioni d'interesse generale per i partecipanti. Nel 1999 si terrà una riunione a livello di Ministri degli esteri.

65. Il Consiglio europeo esaminerà la questione del futuro ruolo e dei futuri membri della Conferenza europea a Helsinki, alla luce di una relazione del Consiglio sui lavori svolti dalla Conferenza e dagli altri organismi impegnati in attività analoghe. Nel frattempo ha confermato l'invito alla Svizzera ad aderire alla Conferenza in qualità di "membro designato".

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VI. AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE

66. Il Consiglio europeo ribadisce l'impegno assunto a Lussemburgo e a Cardiff di integrare l'ambiente e lo sviluppo sostenibile in tutte le politiche comunitarie conformemente al trattato di Amsterdam. Esso accoglie favorevolmente le relazioni iniziali presentategli al riguardo dai Consigli "Trasporti", "Energia" e "Agricoltura" e li invita a proseguire i lavori al fine di presentare al Consiglio europeo di Helsinki strategie globali per questi settori, compreso un calendario delle ulteriori misure e un insieme di indicatori. Il Consiglio europeo riconosce che sarà necessario garantire che l'integrazione ambientale sia adeguatamente presa in considerazione nelle decisioni da adottare nel quadro delle politiche agricola e strutturale nel contesto dell'Agenda 2000, prendendo atto dello stato di avanzamento raggiunto sinora.

67. Esso invita il Consiglio ad estendere tale impostazione ad altre politiche comunitarie, in particolare nell'ambito dei Consigli "Sviluppo", "Mercato interno" e "Industria". Il Consiglio dovrebbe altresì porre l'accento su questioni orizzontali quali i cambiamenti climatici e la dimensione ambientale dell'occupazione e dell'allargamento. In tale contesto il Consiglio europeo accoglie favorevolmente le conclusioni del Consiglio sulle strategie di adesione nel settore dell'ambiente e sulla sicurezza nucleare nel contesto dell'allargamento dell'Unione europea.

68. La Commissione è invitata a presentare una relazione sull'andamento dei lavori in materia di integrazione della politica ambientale in tempo utile per il Consiglio europeo di Colonia, tenendo conto in particolare della presa in considerazione di valutazioni ambientali per le sue proposte politiche più importanti.

69. Nella riunione di Helsinki il Consiglio europeo procederà a un esame dei progressi globali compiuti per quanto riguarda l'integrazione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, al fine di stabilire un nesso tra le strategie settoriali sviluppate dal Consiglio nelle sue varie composizioni, la relazione coordinata sugli indicatori presentata dalla Commissione e la valutazione globale del quinto programma d'azione in materia ambientale.

70. I cambiamenti climatici rappresentano uno dei problemi ambientali più impegnativi per i prossimi decenni. È necessario intensificare i lavori per giungere alla definizione di politiche e misure comuni e coordinate all'interno della Comunità tenendo presente che l'azione interna dovrebbe fornire i principali strumenti per onorare gli impegni di Kyoto. Il Consiglio europeo si rallegra del piano d'azione "Buenos Aires" e sottolinea l'importanza della sua attuazione per una rapida ratifica del protocollo di Kyoto. Il Consiglio europeo di Colonia dovrebbe prendere in considerazione, sulla base di una relazione della Commissione, una strategia globale dell'UE in materia di politica climatica.

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VII. LAVORI PREPARATORI PER L'ATTUAZIONE DEL TRATTATO DI AMSTERDAM

71. Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza che annette al pieno funzionamento del trattato sin dal momento della sua entrata in vigore. Esso si compiace dei progressi compiuti finora nei lavori preparatori e rileva la necessità di completare al più presto le misure necessarie, fra l'altro nell'importante settore della giustizia e degli affari interni.

72. Il Consiglio europeo ha preso atto del progetto di Statuto dei membri del Parlamento europeo e invita le istituzioni interessate ad assicurare il necessario follow-up.

73. Per quanto riguarda la politica estera e di sicurezza comune, il Consiglio europeo conviene che il Segretario Generale del Consiglio nonché Alto rappresentante per la PESC sarà nominato quanto prima e che dovrà essere una personalità di alto profilo politico. Il Consiglio europeo prende atto dei lavori svolti dal Consiglio per l'istituzione di una cellula di programmazione politica e tempestivo allarme all'interno del Segretariato generale.

74. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a elaborare, conformemente alle raccomandazioni contenute nella sua relazione, strategie comuni per quanto riguarda la Russia, l'Ucraina, la regione mediterranea, tenendo conto in particolare del processo di Barcellona e del processo di pace in Medio Oriente, nonché i Balcani occidentali, fermo restando che la prima strategia comune riguarderà la Russia. Nell'individuare altri settori per i quali elaborare strategie comuni dovrebbero essere presi in considerazione anche aspetti tematici.

75. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a proseguire, d'intesa con l'UEO, la messa a punto delle disposizioni volte a rafforzare la cooperazione ai sensi del protocollo sull'articolo 17 del trattato sull'Unione europea quale modificato dal trattato di Amsterdam, affinché esse possano prendere effetto all'entrata in vigore del trattato.

76. Il Consiglio europeo si compiace del nuovo slancio impresso al dibattito su una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Esso ritiene che affinché l'Unione europea possa svolgere appieno il suo ruolo sulla scena internazionale la PESC debba poter contare su capacità operative credibili. Si rallegra della dichiarazione franco- britannica fatta il 4 dicembre 1998 a St. Malo. Nel rafforzamento della solidarietà europea occorre tener conto delle varie posizioni degli Stati europei, compresi gli obblighi di alcuni Stati membri nell'ambito della Nato.

77. Esso si rallegra dell'intenzione dell'UEO di effettuare una verifica delle risorse disponibili per le operazioni europee.

78. Il Consiglio europeo invita la prossima Presidenza a proseguire i lavori al riguardo alla luce delle discussioni svolte nella riunione dei Ministri dell'UEO tenutasi il 16 novembre a Roma nonché in sede di Consiglio "Affari generali" del 7 dicembre. Il Consiglio europeo esaminerà la questione a Colonia il 3 e 4 giugno 1999.

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VIII. SUSSIDIARIETÀ

79. Il Consiglio europeo riafferma la propria determinazione ad assicurare la piena applicazione del principio di sussidiarietà. Le decisioni devono essere adottate tenendo in massimo conto le esigenze dei cittadini dell'Unione. Sussidiarietà e proporzionalità sono principi giuridicamente vincolanti, sanciti dall'articolo 3B del trattato CE, che le istituzioni debbono rispettare integralmente.

Nel rammentare le discussioni tenute nel corso della riunione informale di Pörtschach, il Consiglio europeo conviene quanto segue:

  • le istituzioni debbono ispirarsi da ora in poi ai criteri e alle prassi contenute nel "Protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità" che sarà allegato al trattato CE, una volta entrato in vigore il trattato di Amsterdam;
  • la relazione annuale della Commissione "Legiferare meglio" dovrebbe costituire la base per elaborare relazioni ed esaminare gli sviluppi dell'anno precedente; occorrerebbe presentare le future relazioni in tempo utile per consentire approfondite discussioni nell'ambito delle varie istituzioni e dei vari organismi interessati (Parlamento europeo, Consiglio, Comitato delle Regioni, Conferenza degli organi specializzati negli affari comunitari dei Parlamenti nazionali, Comitato economico e sociale) e quindi per preparare in modo ottimale il Consiglio europeo;
  • il Consiglio deve svolgere un dibattito orientativo su futuri Libri verdi e bianchi della Commissione alla luce del principio di sussidiarietà, senza in alcun modo pregiudicare il diritto di iniziativa della Commissione;
  • prima di proporre un nuovo atto legislativo importante la Commissione dovrebbe verificare se altre normative comunitarie preesistenti in materia debbano essere modificate o consolidate, o abrogate qualora non siano più giustificate;
  • conformemente all'articolo 189 del trattato CE, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione devono salvaguardare pienamente il principio secondo cui le direttive vincolano lo Stato membro cui sono rivolte per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi;
  • conformemente all'articolo 190 del trattato CE, gli atti legislativi adottati dalle istituzioni competenti sono motivati, al fine di dimostrarne la conformità con i principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

80. Il Consiglio europeo di dicembre 1999 passerà in rassegna i risultati degli elementi sopra menzionati nonché le esperienze in materia di applicazione integrale del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

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IX. MIGLIORARE IL FUNZIONAMENTO DELLE ISTITUZIONI

81. Il Consiglio europeo ha avuto una discussione in merito al futuro delle istituzioni dell'Unione europea, in particolare nella prospettiva del futuro allargamento e sulla base delle discussioni informali tenute in ottobre a Pörtschach. Il Consiglio europeo:

  • conviene che la ratifica del trattato di Amsterdam rimane il compito prioritario. Deciderà in sede di Consiglio europeo di Colonia come e quando affrontare le questioni istituzionali che tale trattato ha lasciato in sospeso e che devono essere risolte prima dell'allargamento;
  • si compiace della relazione sull'andamento dei lavori e delle misure già adottate dal Consiglio "Affari generali" per organizzare meglio i lavori e per adottare procedure più efficienti, in particolare al fine di dedicare più tempo alle sue importanti funzioni orizzontali. Invita il Consiglio "Affari generali" a portare a termine questo compito prima del Consiglio europeo di Helsinki;
  • conviene che occorre ridurre il numero delle formazioni del Consiglio e saluta le raccomandazioni del Consiglio;
  • attende con interesse la relazione che il Presidente della Commissione sta elaborando, volta a migliorare l'efficacia e l'amministrazione di quell'istituzione;
  • prende atto con soddisfazione che la relazione del Segretario Generale sul funzionamento del Consiglio nella prospettiva di un'Unione ampliata sarà presentata all'inizio del 1999.

82. Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza che riveste una lotta efficace contro la frode, la corruzione ed altre attività criminose che ledono gli interessi finanziari dell'Unione. Invita le istituzioni e gli organi della Comunità, come pure gli Stati membri, a prendere parte con determinazione a tale lotta. Il Consiglio europeo si compiace della presentazione, da parte della Commissione, di una proposta volta ad istituire un ufficio investigativo europeo sulle frodi. Prende nota del fatto che in tale proposta è chiesta l'istituzione di un ufficio interistituzionale indipendente, che sarà incaricato di svolgere indagini in merito alle frodi ai danni del bilancio comunitario, tanto negli Stati membri, quanto all'interno delle istituzioni e degli organi della Comunità. Invita le istituzioni ad esaminare tale proposta perché sia adottata tempestivamente una decisione, comunque prima del Consiglio europeo di Colonia. Un riesame delle attività di lotta contro le frodi sarà effettuato nel Consiglio europeo di Helsinki.

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X. GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

83. Il Consiglio europeo approva il piano d'azione elaborato dal Consiglio e dalla Commissione sull'istituzione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia che schiude una nuova dimensione per l'azione nel settore della giustizia e degli affari interni in seguito all'entrata in vigore del trattato di Amsterdam e costituisce un quadro concreto per lo sviluppo delle attività in tali settori. Esorta il Consiglio ad avviare immediatamente l'attuazione delle priorità biennali definite nel suddetto piano di azione.

84. Il Consiglio europeo auspica che sia prestata particolare attenzione alla creazione di uno Spazio giudiziario europeo, in conformità del trattato di Amsterdam, dotato degli strumenti necessari per una efficace cooperazione giudiziaria e tra forze di polizia, in particolare nell'area Schengen, all'ulteriore sviluppo del ruolo dell'Europol quale strumento operativo degli Stati membri nella lotta contro la criminalità organizzata, nonché allo sviluppo di una strategia globale in materia di migrazione.

85. Nel settore dell'asilo e dell'immigrazione, il Consiglio europeo rammenta l'esigenza di soluzioni globali per quanto concerne la protezione temporanea e un sistema di solidarietà europea. Esorta il Consiglio a proseguire i lavori in merito alla protezione temporanea, alla solidarietà europea, a Eurodac, alla normativa sui cittadini di paesi terzi e alla strategia globale in materia di migrazione. In tale contesto, il Consiglio europeo saluta la decisione del Consiglio di istituire un Gruppo ad alto livello "Asilo e migrazione".

86. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di una rapida integrazione di Schengen nell'Unione europea. Auspica in particolare soluzioni in merito alla ripartizione delle basi giuridiche dell' acquis di Schengen nonché all'integrazione del Sistema d'informazione Schengen e del Segretariato di Schengen nel quadro dell'UE. Il Consiglio europeo esprime il proprio compiacimento per la prossima conclusione dei negoziati con l'Islanda e la Norvegia.

87. Il Consiglio europeo plaude all'entrata in vigore della convenzione Europol e all'inizio delle attività dell'Europol in un prossimo futuro, condizioni per una cooperazione rafforzata tra forze di polizia nella lotta contro tutte le forme più vistose di criminalità organizzata.

88. Esso esorta il Consiglio a risolvere le questioni pendenti relative al progetto di convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale.

89. Il Consiglio europeo ha esaminato la relazione concernente l'attuazione del piano d'azione contro la criminalità organizzata approvato nella sessione di Amsterdam. Conscio del fatto che sono stati compiuti significativi progressi, sottolinea la necessità di ulteriori lavori, in particolare per quanto concerne una celere ratifica delle pertinenti convenzioni da parte degli Stati membri. Sulla scorta del piano d'azione auspica che sia rafforzata l'azione dell'UE contro la criminalità organizzata secondo le nuove possibilità offerte dal trattato di Amsterdam. Si compiace altresì dell'elaborazione di una strategia globale in materia di prevenzione della criminalità organizzata e sollecita misure concrete come follow-up di detta strategia.

90. Il Consiglio europeo ha esaminato la relazione sulle droghe e su questioni connesse. Invita le istituzioni a sviluppare ulteriormente una strategia post 1999 integrata ed equilibrata in materia di droga che tenga conto delle nuove possibilità offerte dal trattato di Amsterdam. In tale contesto occorre utilizzare pienamente le competenze specializzate dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, nonché quelle dell'Europol. Il Consiglio europeo plaude allo sviluppo di iniziative in materia di cooperazione regionale e lancia un appello affinché quelle concernenti l'America latina e l'Asia centrale siano portate avanti senza indugio. Sul piano internazionale occorre dare pieno sostegno all'attuazione degli orientamenti dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

91. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a esaminare modalità e strumenti atti a rafforzare la sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione nonché, in tale contesto, la proposta di una conferenza sulla sicurezza nella regione dell'Adriatico e del Mar Ionio.

92. Il Consiglio europeo si compiace delle iniziative sulla protezione dell'infanzia. In particolare, la pedopornografia via Internet è stata riconosciuta quale problema globale che richiede un approccio coordinato anche a livello internazionale, specialmente in sede di Nazioni Unite. Il Consiglio è invitato ad assicurare un efficace follow-up di queste iniziative sul piano europeo e internazionale.

93. La sessione speciale del Consiglio europeo che si terrà a Tampere il 15 e 16 ottobre 1999 procederà ad una valutazione dei progressi conseguiti e fornirà ulteriori orientamenti per le azioni dell'Unione nel settore della giustizia e degli affari interni.

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XI. IRLANDA DEL NORD

94. Il Consiglio europeo ha riconosciuto l'importanza di mantenere vivo l'attuale slancio creato dallo storico accordo raggiunto a Belfast il 10 aprile 1998 e di cogliere le opportunità offerte da tale accordo. Ribadisce il suo convincimento, pienamente condiviso dal Parlamento e dalla Commissione, che l'Unione debba continuare a svolgere un ruolo attivo nel promuovere pace e prosperità durevoli nell'Irlanda del Nord e conferma le conclusioni formulate al riguardo dal Consiglio europeo di Cardiff.

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XII. SPORT

95. Nel rammentare la dichiarazione sullo sport allegata al trattato di Amsterdam e riconoscendo il ruolo sociale dello sport, il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare al Consiglio europeo di Helsinki una relazione al fine di salvaguardare le strutture sportive esistenti e il ruolo sociale dello sport nell'ambito comunitario.

96. Il Consiglio europeo sottolinea la sua preoccupazione in merito all'entità e alla gravità del doping nello sport, che corrompe l'etica sportiva e mette in pericolo la salute pubblica. Sottolinea l'esigenza di una mobilitazione a livello dell'Unione europea e invita gli Stati membri a esaminare, congiuntamente alla Commissione e agli organismi sportivi internazionali, eventuali misure volte a intensificare la lotta contro questo pericoloso fenomeno, in particolare per mezzo di un miglior coordinamento delle misure nazionali esistenti.

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XIII. QUESTIONI ESTERNE

SVIZZERA

97. Il Consiglio europeo esprime grande soddisfazione per l'esito positivo dei negoziati con la Svizzera su un pacchetto globale ed equilibrato di sette importanti accordi settoriali. Il pacchetto di accordi servirà ad ampliare e rafforzare ulteriormente gli stretti legami già esistenti con la Svizzera.

SCAMBI INTERNAZIONALI/OMC

98. Il Consiglio europeo ribadisce l'impegno nei confronti dell'OMC come base per la politica commerciale dell'UE e quadro principale di un'ulteriore liberalizzazione degli scambi. Riafferma il sostegno a negoziati dell'OMC globali e ad ampio raggio che inizieranno nel 2000 e invita il Consiglio e la Commissione ad intensificare le attività per garantire l'accordo su questo obiettivo nella terza conferenza ministeriale dell'OMC che si svolgerà verso la fine del 1999.

RELAZIONI TRANSATLANTICHE

99. Il Consiglio europeo guarda con interesse ai vertici UE-Canada e UE-USA del 17 e 18 dicembre come passi avanti verso l'allargamento e l'approfondimento delle relazioni transatlantiche. Saluta i progressi compiuti nell'attuazione del partenariato economico transatlantico con la definizione di un piano d'azione con gli USA. Ribadisce l'importanza dell'ulteriore sviluppo di relazioni commerciali bilaterali con gli USA nel quadro del sistema commerciale multilaterale e sottolinea la continua necessità di rispettare in pieno le disposizioni dell'intesa sulla risoluzione delle controversie dell'OMC per quanto riguarda le controversie bilaterali. In quest'ambito il Consiglio europeo è fermamente convinto che la validità del sistema degli scambi multilaterali dipende dalla disponibilità delle parti ad evitare di ricorrere ad azioni unilaterali a scapito del sistema di risoluzione delle controversie che è al centro dell'OMC.

SUDAFRICA

100. Il Consiglio europeo ha discusso i progressi compiuti nei negoziati con il Sudafrica in merito ad un accordo globale commerciale, di sviluppo e cooperazione. Rileva che nonostante i notevolissimi progressi rimangono in sospeso alcuni punti. Sottolinea l'importanza politica di questo accordo nello spirito dell'incontro del Presidente Mandela a Cardiff. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a concludere questi negoziati positivamente e al più presto, entro il Consiglio europeo di marzo, sulla base di una proposta di compromesso della Commissione. A questo fine sarà necessario l'impegno delle due parti.

EUROPA SUDORIENTALE

101. Il Consiglio europeo ricorda il profondo interesse dell'Unione europea per lo sviluppo politico ed economico di tutti i paesi dell'Europa sudorientale e per la stabilità e la prosperità di tutta la regione. L'UE fornisce un notevole contributo al conseguimento di tali obiettivi mediante il processo di allargamento a cui partecipano alcuni paesi interessati, da un lato, e l'approccio regionale che coinvolge i paesi dei Balcani occidentali, dall'altro. Il Consiglio europeo esprime la propria determinazione a perseguire tali obiettivi.

BALCANI OCCIDENTALI

102. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità che le parti che si affrontano nel Kosovo rispettino in pieno e fin d'ora le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1160, 1199, 1203 e 1207 per conseguire una composizione pacifica della crisi. Deplorando la mancanza di impegno delle parti a sostenere il processo negoziale, sollecita il Governo dell'RFJ e la leadership degli albanesi del Kosovo a mostrarsi flessibili nei colloqui necessari per raggiungere un accordo sul futuro status del Kosovo. Ribadisce la determinazione dell'UE, dimostrata dall'attivo impegno dell'inviato speciale dell'UE Wolfgang Petritsch, a sostenere il processo politico, contribuire agli sforzi umanitari e, non appena le parti avranno raggiunto detto accordo, a concorrere alla ricostruzione del Kosovo, fra l'altro mediante una conferenza dei donatori.

103. Convinto che la democrazia nella RFJ sia fondamentale per la pace e la stabilità nei Balcani, il Consiglio europeo condanna i provvedimenti repressivi nei confronti dei media indipendenti e ricorda ancora una volta l'insistenza dell'UE sulla riforma democratica e la libertà dei mezzi di comunicazione nella RFJ. Chiede inoltre una piena cooperazione con il Tribunale penale internazionale per la ex Iugoslavia. In quest'ambito l'Unione europea continuerà ad incoraggiare attivamente e sostenere il Presidente Djukanovic e il governo eletto nella riforma in corso in Montenegro intesa a promuovere una società democratica e moderna.

104. Tenendo presente la prossima riunione di Madrid del Consiglio per l'attuazione della pace (15-16 dicembre) il Consiglio europeo invita tutte le parti coinvolte a contribuire a un ulteriore progresso verso la normalizzazione in Bosnia-Erzegovina, specie nel settore del ritorno dei rifugiati. Esso ribadisce il proprio costante sostegno agli sforzi dell'Alto rappresentante, Carlos Westendorp.

105. Il Consiglio europeo plaude al contributo dato dalla FYROM alla stabilità nella regione e invita il nuovo Governo di Skopie a portare avanti la riforma economica e politica nonché la cooperazione tra le comunità etniche.

106. Il Consiglio europeo prende atto di alcuni incoraggianti sviluppi nell'atteggiamento della Croazia per quanto riguarda il rientro dei profughi. Esso incoraggia il governo croato a proseguire gli sforzi per attuare pienamente tutti gli impegni, in particolare in materia di ritorno dei rifugiati, di mezzi di comunicazione e di legge elettorale.

107. Il Consiglio europeo saluta l'adozione della nuova costituzione da parte del popolo albanese come passo necessario verso la stabilità politica. Invita tutte le parti, in specie il partito democratico, a partecipare alle istituzioni democratiche e parlamentari. Il Consiglio europeo sottolinea che l'UE è disposta a sostenere gli sforzi di riforma del Governo albanese, fra l'altro nel settore della pubblica sicurezza e in quello dell'economia.

108. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza che nelle relazioni dell'UE con tutti questi paesi annette alla condizionalità nel quadro dell'approccio regionale dell'UE.

DIMENSIONE SETTENTRIONALE

109. Il Consiglio europeo ha preso atto con compiacimento della relazione provvisoria su una dimensione settentrionale per le politiche dell'Unione, presentata dalla Commissione. Ha rilevato l'importanza di questo punto per le politiche interne dell'Unione nonché per le sue relazioni esterne, in particolare con la Russia e la regione del Mar Baltico. Ha sottolineato la necessità di ulteriori discussioni con tutti i paesi interessati in merito all'elaborazione di una strategia sulla dimensione settentrionale e ha invitato il Consiglio a definire, in base alla relazione provvisoria della Commissione, orientamenti per azioni nei pertinenti settori. Ha accolto con compiacimento l'iniziativa finlandese di organizzare, in cooperazione con la Commissione, una conferenza su questo tema nel secondo semestre del 1999.

110. Per quanto attiene al problema del combustibile irradiato e delle scorie nucleari nella Russia nord-occidentale, il Consiglio europeo ha preso atto dei risultati del Vertice UE-Russia svoltosi a Vienna. Si è rallegrato del riconoscimento comune della necessità di affrontare varie questioni in sospeso nel quadro dell'intensificazione degli sforzi volti a risolvere questo grave problema ambientale.

RUSSIA

111. Il Consiglio europeo ha proceduto a un dibattito approfondito sulla situazione in Russia. Esso saluta la relazione del Consiglio sullo sviluppo di una politica globale dell'UE nei confronti della Russia. Riafferma l'importanza della Russia come partner strategico dell'Unione, come ha dimostrato il vertice UE-Russia di Vienna del 27 ottobre. Sottolinea la solidarietà dell'Unione con la Russia e il suo popolo nell'attuale crisi economica. La crisi è molteplice. Tale deve essere anche la risposta dell'UE e della comunità internazionale. Il Consiglio europeo sottolinea la disponibilità dell'Unione ad aiutare la Russia a superare la crisi attraverso riforme credibili, improntate alla continuità e fondate sul mercato, nel rispetto dei bisogni sociali urgenti e con un costante impegno per la democrazia, la libertà dei mezzi di comunicazione, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti dell'uomo.

112. Il Consiglio europeo apprezza gli sforzi già compiuti per adeguare a tale situazione l'assistenza dell'Unione alla Russia, in particolare riguardo alla prosecuzione dell'attuazione dell'accordo di partenariato e cooperazione. Esorta il Consiglio a decidere il più rapidamente possibile un aiuto alimentare alla Russia, accompagnato da adeguati meccanismi di controllo. Chiede al Consiglio di continuare il lavoro su una politica globale dell'UE, determinando come debbano essere portate avanti le priorità dell'UE e in che tempi.

NUOVI STATI INDIPENDENTI

113. Il Consiglio europeo esprime anche preoccupazione di fronte al deteriorarsi della situazione economica nei nuovi Stati indipendenti, in particolare quelli che hanno stretti legami commerciali o finanziari con la Russia. Invita perciò la Commissione europea a preparare una relazione al Consiglio su questa situazione, includendovi proposte sui modi e i mezzi di affrontare i problemi economici, non solo nel quadro dei programmi di assistenza esistenti, ma anche con gli accordi di partenariato e cooperazione, non appena questi saranno entrati in vigore.

UCRAINA

114. Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza fondamentale del partenariato che lega l'Unione europea e l'Ucraina. Saluta il rafforzamento di questa relazione nel quadro dell'accordo di partenariato e cooperazione e del vertice tenutosi con successo a Vienna nell'ottobre 1998.

115. Il Consiglio europeo incoraggia il Governo ucraino a portare avanti le riforme economiche coerentemente e in modo determinato e gli garantisce il proprio appoggio. Ribadisce anche il sostegno alla decisione dell'Ucraina di chiudere la centrale nucleare di Cernobyl entro il 2000 in ottemperanza al memorandum d'intesa del G7.

PARTENARIATO EUROMEDITERRANEO

116. Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza del partenariato euromediterraneo e sottolinea il proprio compiacimento riguardo al dialogo multilaterale in corso in quest'ambito. La terza riunione ministeriale euromediterranea che si svolgerà a Stoccarda nell'aprile 1999 consentirà all'Unione e ai partner mediterranei di proseguire il buon lavoro fin qui svolto e di dare nuovo impulso al partenariato.

PROCESSO DI PACE IN MEDIO ORIENTE

117. Il Consiglio europeo, ricordando le conclusioni di Cardiff, si compiace del nuovo impulso dato al Processo di Pace dal memorandum di Wye River del 23 ottobre 1998. Nel constatare i progressi compiuti sin qui da ambo le parti nell'attuazione del memorandum, il Consiglio europeo si rammarica delle recenti violenze, delle reciproche recriminazioni e dell'imposizione di nuove condizioni che minacciano di vanificare i fragili progressi compiuti dopo Wye. Il Consiglio europeo invita le parti a dar prova di moderazione, astenersi da azioni unilaterali e attuare in pieno, entro il termine previsto e in buona fede, le restanti disposizioni e così contribuire al ripristino del clima di fiducia essenziale per portare a termine il processo di Pace sulla base di Oslo e di Madrid.

118. Nella recente Conferenza di Washington sulla pace e lo sviluppo nel Medio Oriente l'UE - in quanto più grande donatore collettivo dei palestinesi - ha ribadito la propria determinazione, manifestata attraverso gli intensi sforzi effettuati dall'inviato speciale dell'Unione europea, Miguel Moratinos, a dare un contributo politico ed economico al successo del processo di Pace in tutti gli aspetti parallelamente agli USA e alle altre parti coinvolte.

CIPRO

119. Il Consiglio europeo conferma il suo sostegno agli sforzi del Segretario generale dell'ONU per una soluzione globale della questione cipriota, in particolare al processo attuato dal suo rappresentante speciale aggiunto al fine di ridurre le tensioni e favorire progressi verso una soluzione giusta e duratura basata sulle pertinenti decisioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

IRAQ

120. Il Consiglio europeo ha discusso la situazione relativa all'Iraq. Esso condanna il fatto che ancora una volta l'Iraq non abbia ottemperato all'obbligo di cooperare pienamente con l'UNSCOM. Esprime ampio sostegno all'UNSCOM e all'AIEA e ha invitato l'Iraq a rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e a fornire la propria piena cooperazione affinché il Consiglio di sicurezza possa procedere ad un riesame globale, sulla scorta di una relazione elaborata dal Segretario generale delle Nazioni Unite.

REGIONE DEI GRANDI LAGHI

121. Il Consiglio europeo nota che l'inasprirsi e l'internazionalizzarsi del conflitto armato nella Repubblica democratica del Congo oltre al rafforzarsi della presenza militare in loco rappresenta una seria minaccia della stabilità indispensabile allo sviluppo dell'intera regione. Il Consiglio europeo ribadisce il sostegno ai principi di integrità territoriale e di sovranità della Repubblica democratica del Congo e dei paesi vicini e invita tutte le parti interessate a cessare immediatamente le ostilità, a ritirare le truppe straniere dalla Repubblica democratica del Congo e a avviare negoziati per giungere a una rapida soluzione politica del conflitto. Il Consiglio europeo saluta gli sforzi effettuati a tal fine dal vertice franco-africano di Parigi. Ribadisce il proprio sostegno all'inviato speciale dell'Unione europea Aldo Ajello. L'Unione invita inoltre i leader della regione a rispettare i diritti dell'uomo e la legge umanitaria.

TIMOR ORIENTALE

122. Il Consiglio europeo confida che i risultati incoraggianti dei negoziati che hanno avuto luogo tra il Portogallo e l'Indonesia sotto gli auspici del Segretario Generale delle Nazioni Unite si traducano in un progresso tangibile sul terreno, segnatamente in una riduzione effettiva e consistente della presenza militare indonesiana in tale territorio, nella liberazione del leader Xanana Gusmão e di tutti i prigionieri politici nonché nell'instaurazione di una presenza permanente dell'ONU a Timor orientale. Secondo il Consiglio europeo non sarà possibile risolvere definitivamente il problema di Timor orientale senza procedere a libere consultazioni che consentano di verificare la reale volontà del suo popolo.

MACAO

123. Il Consiglio europeo sottolinea il positivo evolversi del processo di transizione a Macao. Si attende che l'attuazione della dichiarazione congiunta sino-portoghese del 1987 contribuisca ad un trasferimento senza intralci delle responsabilità il 20 dicembre 1999 e che il pieno rispetto dell'ampia autonomia della futura Regione amministrativa speciale garantisca anche in futuro la salvaguardia della specifica identità sociale, economica, giuridica e culturale di Macao. Il Consiglio europeo confida in un rafforzamento delle relazioni e dei legami di cooperazione tra l'Unione e Macao, che apporterà un positivo contributo al progresso e alla stabilità del territorio.

URAGANO MITCH

124. Il Consiglio europeo esprime la propria solidarietà alle popolazioni dell'America centrale che hanno subito le drammatiche conseguenze, le perdite di vite umane e le devastazioni causate dall'uragano Mitch. In aggiunta agli aiuti d'urgenza inviati nella regione dall'Unione europea e dagli Stati membri, il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare con sollecitudine al Consiglio un piano d'azione relativo alla cooperazione alla ricostruzione della regione. Invita il Consiglio a convocare una riunione speciale con i paesi dell'America centrale per discutere su questo punto. Il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione ad esaminare le possibilità di ridurre l'onere del debito estero dei paesi interessati.


© Parlamento Europeo : 1999