Presidente Sassoli: Non vogliamo un mondo di privilegiati 

 

Discorso del Presidente del Parlamento Europeo all'inaugurazione della mostra "Femmes" al Parlamentarium

CHECK AGAINST DELIVERY

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Grazie e Buongiorno a tutti,

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno permesso l’inaugurazione di questa mostra, in primo luogo gli amici di Samusocial, il Segretariato Generale del Parlamento e la direzione del Parlamentarium che ci ospita. Noi qui non stiamo soltanto inaugurando una mostra di fotografie. Noi, qui e adesso, affermiamo un principio: le istituzioni pubbliche devono essere vicine ai cittadini, soprattutto a quelli più deboli e indifesi. Con questo spirito abbiamo aperto l’edificio Kohl alle donne senza tetto in collaborazione con Samusocial e costruito una forte rete di solidarietà a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Siamo particolarmente orgogliosi di quanto avvenuto a Bruxelles: aver dato ospitalità a delle donne in difficoltà, aver interrotto il calvario e l’angoscia di dover ogni giorno abbandonare il proprio dormitorio, averle finalmente trattate e curate come donne e basta, senza aggettivi. è stato un risultato importantissimo anche per il futuro. Di questo non posso che ringraziare la cura, la sensibilità e l’attenzione dei volontari di Samusocial.

Il Covid ci ha rivelato tante realtà:ha rivelato la nostra fragilità, il nostro essere importanti l’uno per l’altro, l’importanza della sanità pubblica, l’importanza di agire insieme e di collaborare per il bene comune. Ma, dopo anni di silenzio colpevole, è anche venuta alla luce una realtà che molti negavano: quella della povertà e della emarginazione. Per decenni una parte del mondo ha cercato di nascondere la povertà. Una certa ideologia ha voluto farci credere che il nostro pianeta fosse destinato a una crescita infinita, che il mondo disponeva di risorse infinite, addirittura che la povertà fosse un colpa.

Parlavano di apertura al mondo, ma in realtà si aprivano solamente le strade ai grandi poteri economici per investimenti senza vincoli nè complicazioni. Come ha detto Papa Francesco nella enciclica “Fratelli tutti”: “Certe parti dell’umanità sembrano sacrificabili a vantaggio di una selezione che favorisce un settore umano degno di vivere senza limiti. In fondo, «le persone non sono più sentite come un valore primario da rispettare e tutelare, specie se povere o disabili. Siamo diventati insensibili ad ogni forma di spreco, a partire da quello alimentare, che è tra i più deprecabili”.

La verità è che in questi anni la “crescita” è stata solo per pochi. E sono cresciuti solamente i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o spettatori. Per questo è stata nascosta la povertà. Noi invece vogliamo parlarne. Per una ragione molto semplice: la povertà non va nascosta. Per me la povertà va combattuta e sconfitta. Questo deve essere il nostro modo di affrontare la ricostruzione dopo le devastazioni socio economiche create dalla pandemia. Questo è il nostro chiodo fisso nel negoziato in corso con il Consiglio Europeo per il bilancio pluriennale della UE: usare la leva delle enormi risorse economiche che l’Unione Europea metterà a disposizione di tutti, per cambiare il modo di vivere, non per restaurare il passato così come era. Per avere finalmente una economia ecologicamente sostenibile, che valorizza le risorse del pianeta e non le impoverisce, che abbia al centro il bene di tutti e non solo il profitto di pochi.

Sono sicuro che ci accompagneranno in questa strada i volontari di Samusocial e con loro tutte quelle organizzazioni non governative che in silenzio, con pochi soldi a disposizione, hanno lavorato nel sociale e sul territorio per dare un riparo ai senza tetto, un pasto caldo a chi non ha da mangiare, una risposta concreta a chi vive nel dolore e nella sofferenza.

Voi, nel buio di questi anni, siete stati una candela accesa. Prima delle restrizioni dovute alla pandemia. ma anche recentemente nei limiti del possibile, sono stato in molti paesi europei.  E ovunque ho incontrato una rete civile di persone che si dedicano agli altri. E ogni volta che mi hanno parlato mi hanno detto: “Noi crediamo all’ Europa, ai suoi valori”. Non possiamo tradire queste aspettative. Come? È sempre Papa Francesco a venirci in aiuto quando ci dice: “Prendersi cura del mondo che ci circonda e ci sostiene significa prendersi cura di noi stessi. Ma abbiamo bisogno di costituirci in un “noi” che abita la Casa comune. Tale cura non interessa ai poteri economici che hanno bisogno di entrate veloci.

Voi , con questa mostra , con la vostra opera ci state aiutando  a costituire il “Noi” , che è la condizione necessaria perchè l’Europa tenga fede ai suoi valori.

Dovremo combattere. Insieme. Anche più di prima. Cominciando a denunciare come una vergogna il fatto che, spesso purtroppo, a voi vengano negati pochi soldi per le vostre iniziative, mentre altri fanno circolare miliardi di euro per investimenti finanziari che arricchiscono soltanto pochi privilegiati.

Abbiamo bisogno di voi, perchè noi, insieme possiamo cambiare  l’Europa, renderla più vicina alle persone perchè  più giusta, perchè capace di sconfiggere la povertà e le disuguaglianze.