Intervento alla conferenza di alta livello sul futuro degli oceani 

 

È per me un grande piacere ospitare nell’Emiciclo del Parlamento europeo oltre mille fra cittadini, ricercatori, scienziati, legislatori, imprenditori ed esponenti della società civile e delle associazioni.

Dall’inizio del mio mandato, abbiamo organizzato 11 Conferenze di Alto livello qui al Parlamento Europeo: dalla ricerca al patrimonio culturale, dall’Africa alle migrazioni, al digitale, all’energia pulita.

Abbiamo coinvolto cittadini, imprese, lavoratori, associazioni, istituzioni ed enti di ricerca su temi fondamentali per l’Europa e per i nostri cittadini.

Oggi abbiamo voluto affrontare un tema di primaria importanza, quello del futuro dei nostri Oceani.

Il Parlamento Europeo, vuole dare una risposta immediata ai milioni di giovani che la scorsa settimana sono scesi in piazza a manifestare per il Clima.

Noi siamo con voi. Il Parlamento europeo è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico. Affrontiamo una crisi con conseguenze sociali, economiche, politiche e ambientali epocali.

Per garantire un futuro al nostro Pianeta, dobbiamo essere governanti responsabili e agire subito. La leadership dell’Unione nelle politiche ambientali deve essere un esempio per tutti gli attori globali.

Vogliamo sviluppare maggiori sinergie fra industria e ambiente, mettendo insieme responsabilità sociale, innovazione, lavoro e crescita sostenibile.

La scorsa settimana, a Strasburgo, abbiamo votato una importante Risoluzione sul Clima che accoglie con favore la Comunicazione della Commissione per Un pianeta pulito per tutti.

Vogliamo un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra. Sosteniamo la de-carbonizzazione con l’obiettivo dell'azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050.

Noi esortiamo gli Stati membri a impegnarsi per raggiungere tale obiettivo.

Il Parlamento riconosce i gravi rischi rappresentati dal cambiamento climatico.

Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, tra il 2010 e il 2016 le perdite medie annuali nell'Unione dovute a condizioni meteorologiche e climatiche estreme si sono attestate intorno ai 12,8 miliardi di euro.

Se non verranno prese altre misure, in uno scenario a elevate emissioni, i costi annuali delle inondazioni nell'UE potrebbero aumentare fino a raggiungere 1 000 miliardi di euro entro il 2100.

L'Agenzia ritiene, inoltre, che entro il 2030, il 50 % delle zone popolate dell'UE rischierà una grave carenza idrica.

Per questo, chiediamo un fondo per una transizione energetica giusta, e l’integrazione delle tematiche ambientali in tutte le politiche dell'Unione, compresa la politica commerciale.

Tutti gli accordi commerciali firmati dall'UE devono essere pienamente compatibili con l'Accordo di Parigi, sia per migliorare l'azione globale contro il cambiamento climatico, sia per garantire condizioni di parità ai nostri imprenditori.

Il Parlamento europeo ritiene che la prosperità economica, la competitività industriale globale e la politica climatica si rafforzino reciprocamente.

Dobbiamo investire di più in innovazione industriale, tecnologie digitali, tecnologie pulite ed efficienza energetica, per stimolare la crescita, rafforzare la competitività, promuovere le competenze future e creare milioni di posti di lavoro.

Oceani

Non possiamo continuare a sfruttare ed inquinare gli oceani. Abbiamo lottato per inserire la conservazione e lo sfruttamento intelligente degli oceani fra gli obiettivi di sviluppo del Millennio dell’Onu.

Siamo stati tra i primi a votare gli Accordi di Parigi. Alla Conferenza Onu sugli Oceani del giugno 2017 abbiamo contribuito a definire 19 impegni ambiziosi, dalla riduzione dei rifiuti in mare, al monitoraggio delle acque, alla riforma della governance degli oceani.

Stiamo lavorando per adottare sempre più strumenti giuridici internazionali su biodiversità marina e pesca illegale. Vogliamo arrivare a un quadro giuridico unico per tutte le attività relative agli oceani.

Oggi, ci sono oltre 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Ogni anno finiscono in mare altri 8 milioni di tonnellate. Se continuiamo di questo passo, entro il 2050 nei mari avremo più plastica che pesce.

È un danno non solo ambientale ma anche economico, perché danneggia il turismo e il settore ittico.

Il 70% degli oggetti che inquinano i nostri mari, è costituito da oggetti monouso. Per questo, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva che vieta la plastica monouso entro il 2021.

Il pacchetto sull’economia circolare che abbiamo approvato lo scorso anno modifica il modo in cui produciamo. Incentivare il riciclo dei rifiuti urbani e il riutilizzo è la chiave per un futuro sostenibile.

Riciclare 1 milione di tonnellate di plastica equivale a togliere 1 milione di auto dalle strade.

Nella scorsa Plenaria di Strasburgo, abbiamo approvato la direttiva che non considera più automaticamente come produttore il pescatore che porta a terra i rifiuti finiti accidentalmente nelle sue reti. In questo modo vogliamo evitare la scelta tra ributtare le plastiche in mare o assumersi i costi di smaltimento.

Una misura che incentiva le navi a smaltire i propri rifiuti a terra e garantisce nei porti la presenza di impianti adeguati per la raccolta dei rifiuti.

Mi auguro che gli Stati membri recepiscano quanto prima questa direttiva.

Industria, ambiente e ricerca

Con 5,4 milioni di lavoratori e un valore aggiunto di quasi 500 miliardi di euro l’anno, la cosiddetta "economia blu" è un settore fondamentale in Europa.

Alcuni settori presentano ulteriori margini di crescita.  Oggi, il 75% del commercio estero e il 37% degli scambi all’interno dell’Ue si svolgono via mare.

È fondamentale lavorare per avere trasporti marittimi più efficienti. Il nuovo bilancio dell’Unione 2021-2027 deve prevede misure di sostegno a questo scopo.

Mari e coste pulite devono essere motore dell’economia europea. Sono una risorsa economica, commerciale e turistica unica al mondo.

L’industria ittica dell’Ue fornisce ai consumatori europei intorno alle 6,4 milioni di tonnellate di pesce all’anno e dà lavoro a 350.000 europei.

Dobbiamo continuare a sostenere il settore ittico, con il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

E vogliamo conservare la leadership nella pesca sostenibile. Per questo, durante tutta questa legislatura abbiamo lavorato al Regolamento sulla raccolta dei dati e a quello sulla flotta esterna.

Conclusioni

Molte scoperte europee sono state decisive per la salvaguardia del pianeta. Penso all’invenzione della plastica biodegradabile, ai materiali riciclabili o alle tecnologie per la riduzione delle emissioni.

Con il programma Copernico abbiamo dati fondamentali per capire meglio il nostro pianeta e gestire in modo sostenibile l'ambiente in cui viviamo.

I servizi di Copernico sono una risorsa importante per la gestione delle aree urbane, lo sviluppo sostenibile e la protezione della natura, la pianificazione regionale, l'agricoltura, la pesca, la salute, la protezione civile, le infrastrutture, i trasporti e il turismo.

Per questo, il Parlamento europeo chiede maggiori sforzi in investimenti per innovazione e ricerca.

Abbiamo chiesto di aumentare del 50% i fondi del nuovo programma Orizzonte Europa, portandoli a 120 miliardi di euro. E chiediamo che almeno il 30% di tutte le azioni previste nel prossimo bilancio dell’Unione 2021-2027, e il 35% di Orizzonte Europa, vada in misure di sostenibilità.

Per sfruttare meglio le economie di scala e il valore aggiunto europeo, dobbiamo avere risorse comuni all’altezza delle sfide che stiamo affrontando.

E gli Stati membri devono fare la loro parte.

Tutela dell’ambiente, ricerca, innovazione, industria sono indissolubilmente legate. La continua dialettica tra Università, centri di ricerca, associazioni e imprese è la chiave per un proficuo matrimonio tra ambiente ed un’economia innovativa e competitiva.

Noi vogliamo un’Europa più amica degli oceani. Dobbiamo continuare su questa strada. Sia in termini di diplomazia ambientale, come abbiamo fatto alla COP24 di Katowice a dicembre, sia con impegni concreti.

Per questo abbiamo bisogno di tutti voi. È una sfida da affrontare e vincere insieme. Il mio grazie, il grazie di questo Parlamento, va innanzitutto a voi.

Il mio impegno è che voi possiate contare sul pieno sostegno di questo Parlamento.

Grazie

Saluti

Gesine MEISSNER, Delegato speciale del Presidente del Parlamento europeo per gli affari marittimi;

Karmenu VELLA, Commissario europeo per ambiente, affari marittimi e pesca;

Adriana PETCU, Ministro per le Acque e le Foreste, Romania

Alain CADEC, Presidente Commissione PECH;

Adina VALEAN, Presidente Commissione ENVI;

Hans-Olaf HENKEL, Vice Presidente Commissione ITRE;

Geneviève PONS, Direttore dell’Istituto Jacques Delors;

Daniela FERNANDEZ, CEO Alleanza Oceano Sostenibile