Infografica: la storia dei negoziati sul cambiamento climatico
Nella nostra infografica interattiva i momenti chiave e i traguardi della lotta mondiale al cambiamento climatico
Dal vertice della Terra (Earth Summit) all'ultima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, scoprite gli eventi più importanti nella storia dei negoziati sui cambiamenti climatici in ordine cronologico inverso.
L'UE è da sempre un attore chiave nella lotta ai cambiamenti climatici e dal 2021 si è impegnata rendendo giuridicamente vincolante il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, fissando al contempo l'obiettivo di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030.
Da allora, sono state approvate molte misure legate all'energia e all'ambiente per raggiungere questi obiettivi, nell'ambito di un pacchetto noto come Pronti per il 55%.
Nel contesto della guerra in Ucraina, l'UE sta lavorando a norme per promuovere la diffusione di fonti energetiche rinnovabili.
Una guida ai negoziati sui cambiamenti climatici
Scoprite le tappe fondamentali dei negoziati internazionali sui cambiamenti climatici
La conferenza COP30 sui cambiamenti climatici, tenutasi a Belém, in Brasile, raggiunge un
accordo che include misure a sostegno dei paesi nell'attuazione dei loro contributi determinati a livello nazionale
e dei piani di adattamento nazionali, nonché un'iniziativa per
abbandonare i combustibili fossili. La conferenza si conclude con la raccomandazione di
triplicare almeno il sostegno finanziario per il clima entro il 2035, il che rafforzerebbe la solidarietà
con i più vulnerabili.
La conferenza COP29 sui cambiamenti climatici, tenutasi a Baku, in Azerbaigian, raggiunge un accordo che dovrebbe vedere i paesi sviluppati fornire almeno 300 miliardi di dollari all'anno ai paesi in via di sviluppo entro il 2035 per sostenere l'azione per il clima. I negoziati stabiliscono anche le regole su come i paesi e le aziende possono vendere e acquistare crediti di carbonio legati alle attività di riduzione o prevenzione delle emissioni di gas a effetto serra.
La COP28 compie progressi sui combustibili fossili
La conferenza sui cambiamenti climatici COP28, tenutasi a Dubai, approva una tabella di marcia per la transizione dai combustibili fossili. I negoziatori della COP28 concordano anche sugli impegni per triplicare la capacità delle energie rinnovabili e raddoppiare il tasso di miglioramento dell'efficienza energetica entro il 2030. Inoltre, compiono progressi in relazione alle misure di adattamento ai cambiamenti climatici e ai finanziamenti.
I paesi hanno concordato di creare un fondo per le perdite e i danni per aiutare i paesi vulnerabili colpiti da catastrofi climatiche. Tuttavia, nonostante i lenti progressi nella graduale eliminazione dei combustibili fossili e nel raggiungimento dell'obiettivo di 1,5 °C fissato dall'accordo di Parigi, non sono state concordate nuove misure.
I paesi hanno concordato l'obiettivo della neutralità climatica, un aumento dei finanziamenti per i paesi in via di sviluppo vulnerabili e una riduzione dei fondi destinati a nuovi progetti relativi ai combustibili fossili. Non è stata raggiunta una risposta comune sull'eliminazione graduale dell'uso del carbone.
Entra in vigore la legge europea sul climaLa prima legge dell'UE sul clima rende obbligatorio il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Essa mira inoltre a raggiungere emissioni negative dopo il 2050 e fissa un obiettivo climatico intermedio di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030.
Legge europea sul clima: il Parlamento adotta la sua posizione
Il Parlamento europeo approva la sua posizione negoziale sulla legge sul clima, proponendo che l'UE e tutti gli Stati membri raggiungano la neutralità climatica entro il 2050. Stabilisce inoltre un obiettivo più ambizioso di riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030.
La COP25 si conclude con un accordo sull'aumento della riduzione delle emissioni di carbonio, ma delude poiché le decisioni su un sistema globale di scambio delle quote di emissione, la chiarezza sui tagli concreti alle emissioni e un sistema per convogliare nuovi finanziamenti ai paesi più vulnerabili sono rinviate alla prossima COP a Glasgow.
Il Parlamento europeo approva la sua posizione negoziale sulla legge sul clima, proponendo che l'UE e tutti gli Stati membri raggiungano la neutralità climatica entro il 2050. Fissa inoltre un obiettivo più ambizioso di riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030.
Il Parlamento europeo dichiara l'emergenza climatica
Il Parlamento europeo dichiara l'emergenza climatica in Europa e nel mondo. Chiede alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio pertinenti siano pienamente in linea con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a meno di 1,5 °C.
La COP24 in Polonia si conclude con risultati contrastanti. I paesi concordano un accordo che mette in pratica l'accordo di Parigi, ma lasciano irrisolte questioni fondamentali relative al sistema globale di scambio delle quote di emissione e alla risposta agli allarmi di un aumento della temperatura superiore a 1,5 °C.
L'IPCC delle Nazioni Unite pubblica il suo rapporto speciale sull'1,5°
Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) delle Nazioni Unite pubblica un rapporto che esamina l'impatto di un aumento della temperatura di 1,5 °C (rispetto ai livelli preindustriali). Il rapporto conclude che le emissioni dovranno essere ridotte più di quanto inizialmente stimato dagli scienziati.
La COP23 compie progressi significativi verso linee guida chiare e complete per l'attuazione dell'accordo di Parigi, che renderanno l'accordo operativo.
Le parti si impegnano a portare avanti la piena attuazione dell'Accordo di Parigi e accolgono con favore lo “straordinario slancio sul cambiamento climatico a livello mondiale”.
Il Parlamento dà il suo consenso alla ratifica dell'accordo di Parigi da parte dell'UE
Grazie al consenso del Parlamento, l'accordo di Parigi può entrare in vigore nel novembre 2016, avendo soddisfatto le condizioni necessarie molto prima del previsto.
Si tratta del primo accordo globale sul clima universalmente vincolante dal punto di vista giuridico. Il suo obiettivo è mantenere l'aumento delle temperature al di sotto dei due gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, idealmente al di sotto di 1,5 gradi. Mira a garantire che le emissioni globali di gas a effetto serra raggiungano il picco il più presto possibile e a bilanciare le emissioni e gli assorbimenti.
Pubblicazione del quinto rapporto di valutazione dell'IPCC
Il rapporto fornisce una panoramica dello stato delle conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici, sottolineando i nuovi risultati ottenuti dalla pubblicazione del precedente rapporto AR4. Il rapporto fa riferimento all'influenza “chiara e crescente” dell'uomo sul clima, avvertendo che, se non controllati, i cambiamenti climatici aumenteranno la probabilità di un impatto grave, pervasivo e irreversibile sulle persone e sugli ecosistemi.
Le parti concordano un calendario per la presentazione dei contributi previsti dai paesi per il nuovo accordo globale sul clima e per le modalità di accelerazione degli sforzi prima del 2020. Istituiscono un meccanismo per affrontare le perdite e i danni causati dai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo vulnerabili. Inoltre, rafforzano l'attuazione delle misure già concordate (ad esempio in materia di finanziamenti per il clima) e la trasparenza delle relazioni sulle emissioni.
I governi concordano di lavorare rapidamente per raggiungere un accordo universale sui cambiamenti climatici entro il 2015 e di trovare modi per intensificare gli sforzi prima del 2020 oltre gli impegni esistenti per ridurre le emissioni. Adottano inoltre l'emendamento di Doha al protocollo di Kyoto, aggiungendo nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni per i paesi partecipanti per il periodo 2012-2020.
A Durban, i governi si impegnano chiaramente a raggiungere un nuovo accordo universale sui cambiamenti climatici entro il 2015 per il periodo oltre il 2020, in cui tutti faranno la loro parte al meglio delle loro capacità e tutti potranno raccogliere insieme i benefici.
Gli accordi di Cancún sono un pacchetto completo adottato dai governi per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare i cambiamenti climatici. Viene istituito il Fondo verde per il clima.
Pubblicazione del quarto rapporto di valutazione dell'IPCC
Il rapporto rappresenta la sintesi più ampia e dettagliata mai realizzata sulla situazione dei cambiamenti climatici, redatta con l'aiuto di un gran numero di collaboratori, sia scienziati che rappresentanti governativi.
Viene avviato il sistema di scambio delle quote di emissione dell'UE
Il sistema di scambio delle quote di emissione dell'Unione europea, il primo e più grande sistema di scambio delle quote di emissione al mondo, viene avviato come pilastro fondamentale della politica climatica dell'UE.
Gli accordi di Marrakech sono adottati alla COP7 e definiscono in dettaglio le norme per l'attuazione del protocollo di Kyoto, istituiscono nuovi strumenti di finanziamento e pianificazione per l'adattamento e stabiliscono un quadro per il trasferimento di tecnologie a sostegno dei paesi in via di sviluppo nella lotta ai cambiamenti climatici
Il Presidente George W. Bush ritira gli Stati Uniti dal processo di Kyoto
Il Presidente George W. Bush ritira gli Stati Uniti dal processo di Kyoto, sostenendo che esso impone un onere maggiore per la riduzione delle emissioni ai paesi industrializzati piuttosto che a quelli in via di sviluppo.
Il Protocollo di Kyoto è il primo trattato mondiale sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Il Protocollo vincola giuridicamente i paesi sviluppati a obiettivi di riduzione delle emissioni - una media del 5% entro il periodo 2008-2012, con ampie variazioni sugli obiettivi per i singoli paesi.
Le parti concordano che gli impegni previsti dalla Convenzione sono “inadeguati” per il raggiungimento degli obiettivi della Convenzione. Stabiliscono un processo di negoziazione di impegni più stringenti per i paesi sviluppati, gettando così le basi per il Protocollo di Kyoto.
14-06-1992
Vertice della Terra a Rio
Governi e parti interessate sono invitati a firmare la Convenzione sui cambiamenti climatici al Vertice della Terra a Rio.
Il testo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici viene adottato presso la sede delle Nazioni Unite a New York. Si tratta del trattato internazionale fondamentale per ridurre il riscaldamento globale e aiutare ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Per la prima volta vengono fissati obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas per i paesi industrializzati.
04-02-1991
Si tiene la prima riunione del Comitato intergovernativo di negoziazione
30-08-1990
L'IPCC pubblica il primo rapporto di valutazione
Nel primo rapporto di valutazione, l'IPCC conclude che le emissioni prodotte dall'umanità si aggiungono alla componente naturale dei gas serra presenti nell'atmosfera. Sottolinea l'importanza dei cambiamenti climatici come sfida che richiede la cooperazione internazionale per affrontarne le conseguenze. Il rapporto svolge quindi un ruolo decisivo nel preparare il terreno per la creazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
Viene istituito il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici
Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) è un organismo scientifico e intergovernativo sotto l'egida delle Nazioni Unite che fornisce al mondo una visione scientifica chiara dello stato attuale delle conoscenze sui cambiamenti climatici e sui loro potenziali impatti ambientali e socioeconomici.
Si tiene a Ginevra la Conferenza mondiale sul clima 1979
Si tratta di uno dei primi grandi incontri internazionali sui cambiamenti climatici. Essenzialmente una conferenza scientifica, vede la partecipazione di scienziati provenienti da una vasta gamma di discipline. Porta alla creazione del Programma mondiale sul clima.
Si tiene la Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente umano
Si tratta della prima grande conferenza delle Nazioni Unite sulle questioni ambientali internazionali e segna una svolta nello sviluppo della politica ambientale internazionale.