Uguaglianza di genere: l'azione dell'UE per i diritti delle donne

Panoramica degli ultimi cambiamenti nella legislazione dell'UE in materia di parità di genere e diritti delle donne e delle misure aggiuntive chieste dal Parlamento.

Ecco cosa fa il Parlamento europeo per i diritti delle donne e per raggiungere la parità sul luogo di lavoro, in politica e in altre aree della società
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Discriminazioni sul luogo di lavoro. Scelte difficili tra carriera e responsabilità familiari. Molestie online. In tutta Europa molte donne subiscono disuguaglianze nella vita quotidiana.

La parità di genere è stata uno dei valori fondamentali dell'Unione europea fin dai suoi inizi. Il Parlamento europeo lavora per tradurre questo principio in azioni concrete.

Negli ultimi anni ha approvato leggi per aumentare la trasparenza salariale, rafforzare la protezione contro la violenza, migliorare i diritti legati all'equilibrio tra attività professionale e vita privata e promuovere una maggiore presenza delle donne nei posti dirigenziali e decisionali.

Oltre a adottare leggi, il Parlamento esercita continue pressioni sui paesi e sulle istituzioni dell'UE affinché promuovano i diritti delle donne, monitora i loro progressi e chiede azioni specifiche.

Di seguito è riportata una panoramica delle leggi dell'UE intese a combattere le disuguaglianze tra donne e uomini e dei settori per i quali il Parlamento europeo sta chiedendo ai paesi e alle istituzioni dell'UE di fare di più.

Azione chiave dell'UE in materia di parità di genere

  • Norme per aumentare la trasparenza salariale
  • Leggi dell'UE contro la violenza sulle donne
  • Più diritti in materia di congedo parentale
  • Misure volte a promuovere le donne nei ruoli dirigenziali.

Legislazione per proteggere le donne dalla violenza, compresa quella online

Nell'UE una donna su tre ha subito una violenza di genere dall'età di 15 anni.

Nell'aprile 2024 il Parlamento ha adottato le prime norme europee sulla lotta alla violenza contro le donne. Le nuove disposizioni impongono ai paesi dell'Unione di potenziare le loro leggi contro le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e la violenza online. I governi nazionali devono inoltre prendere misure per prevenire gli stupri, ad esempio attraverso campagne di sensibilizzazione.

Stando alle nuove norme, i paesi dell'UE sono tenuti a dare priorità alla sicurezza e al benessere delle vittime e a migliorare il sostegno loro destinato, ad esempio mettendo a disposizione alloggi protetti.

La violenza online contro donne e ragazze è un problema crescente. Comprende molestie online, stalking, condivisione non consensuale di materiale intimo o manipolato e incitamento all'odio o alla violenza.

Vi sono leggi dell'UE, in vigore o in fase di preparazione, che affrontano questo problema. Ad esempio, la nuova normativa europea per combattere la violenza contro le donne impone ai paesi membri di potenziare le regole contro la violenza informatica e di offrire una maggiore assistenza alle vittime. Il nuovo regolamento sui servizi digitali obbliga le grandi piattaforme digitali dell'UE a rimuovere dai loro siti i contenuti illegali, come i video che incitano alla violenza contro le donne o le immagini intime condivise senza consenso.

Il regolamento sull'intelligenza artificiale mira invece a mitigare i rischi associati alla condivisione di immagini o video manipolati con tecnologie deepfake (i cosiddetti deepfake) rendendo obbligatoria la loro etichettatura.

Parità retributiva: regole sulla trasparenza per colmare i divari salariali


Il divario retributivo di genere nell'UE, ossia la differenza tra lo stipendio delle donne e quello degli uomini, era in media del 12 % nel 2023.


Per affrontare questo problema, il Parlamento europeo ha adottato norme vincolanti in materia di trasparenza retributiva. Queste regole impongono alle imprese di divulgare informazioni su stipendi e salari, facilitando il confronto tra le retribuzioni dei dipendenti e l'individuazione dei divari retributivi di genere.

Secondo questa legge, che entrerà in vigore nel giugno 2026, se dalle informazioni sulle retribuzioni emerge un divario retributivo di genere pari o superiore al 5 %, il datore di lavoro dovrà effettuare una valutazione congiunta delle retribuzioni in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori. I paesi dell'UE dovranno imporre sanzioni, ad esempio ammende, ai datori di lavoro che violano le norme.

Per combattere la discriminazione sul posto di lavoro, gli avvisi di posti vacanti e i titoli professionali dovranno essere neutri sotto il profilo del genere.

Il Parlamento europeo ha inoltre invitato la Commissione a proporre una legge che affronti il problema delle pensioni più basse per le donne rispetto agli uomini. Secondo l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), nel 2024 il divario pensionistico era pari al 25 %.

"Ciascuno Stato membro assicura l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore."
Articolo 157 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
Fonte ""Ciascuno Stato membro assicura l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore."" Si apre in una nuova finestra

Infrangere il soffitto di cristallo: più donne nei consigli di amministrazione

Nel 2022 il Parlamento europeo ha approvato norme volte a promuovere la parità di genere nei consigli di amministrazione delle società. Secondo queste regole, entro luglio 2026 le imprese dovranno garantire la trasparenza delle procedure di assunzione. L'obiettivo è che almeno il 40 % dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi e il 33 % di tutti i posti dirigenziali siano occupati dal sesso sottorappresentato.

La normativa si applica ai consigli di amministrazione delle società quotate in borsa nell'UE. Le piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti sono escluse dalle norme.

Più equilibrio tra lavoro e vita privata: più flessibilità per i genitori

Continua ad esserci uno squilibrio tra i sessi nell'assunzione delle responsabilità lavorative e familiari. È più probabile che le donne passino al lavoro part-time o interrompano la carriera per dedicarsi ai compiti di assistenza.

Le norme dell'UE hanno rafforzato i diritti al congedo parentale e incoraggiano anche i padri a usufruirne.

La legislazione ha inoltre migliorato i diritti dei genitori di richiedere modalità di lavoro flessibili, ad esempio un orario di lavoro flessibile o ridotto.

Legislazione dell'UE sulla parità di genere sul lavoro

  • Norme in materia di occupazione (tra cui parità di retribuzione, sicurezza sociale, condizioni di lavoro e molestie)
  • Norme sul lavoro autonomo
  • Diritti al congedo di maternità, di paternità e parentale

Mantenere la parità di genere come priorità politica

Il Parlamento europeo non si limita ad approvare le leggi. Mantiene la pressione sui paesi e sulle istituzioni dell'UE affinché portino avanti l'agenda politica.

Una commissione parlamentare specializzata si concentra sui diritti delle donne e sull'uguaglianza di genere. Ogni anno, a marzo, questa commissione celebra la Giornata internazionale della donna. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina web dedicata all'evento.

Inoltre, dal 2020 il Parlamento organizza ogni anno una Settimana europea per l'uguaglianza di genere. Questa iniziativa invita tutte le commissioni parlamentari, di tutti i settori, a tenere conto dell'impatto delle loro politiche sulle donne. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina web dedicata all'evento.

Il Parlamento chiede un'azione più incisiva in materia di violenza contro le donne

Nel novembre 2025 il Parlamento ha invitato la Commissione a presentare una strategia ambiziosa per la parità di genere per il periodo 2026-2030. I deputati europei hanno chiesto che nell'UE la violenza di genere sia riconosciuta come reato particolarmente grave con dimensione transfrontaliera.

Hanno inoltre chiesto alla Commissione europea di presentare un progetto di legge per includere nella legislazione dell'UE una definizione dello stupro basata sul consenso.

Hanno esortato la Commissione a elaborare gli orientamenti necessari affinché i paesi dell'UE attuino la legge del 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne.

Aborto e salute sessuale e riproduttiva delle donne

Più volte i deputati europei hanno esortato il Consiglio (che riunisce i governi nazionali dell'UE) ad aggiungere l'assistenza sanitaria, sessuale e riproduttiva e il diritto a un aborto sicuro e legale alla Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

Hanno esortato i paesi dell'UE a depenalizzare completamente l'aborto secondo le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità del 2022.

Le donne in politica


Il Parlamento europeo ha più volte sottolineato l'importanza della parità di genere in politica, promuovendo la partecipazione paritaria delle donne nei processi decisionali a tutti i livelli.

La quota delle donne elette al Parlamento europeo nelle elezioni del giugno 2024 è stata del 38,5 %. Questa percentuale è aumentata rispetto al 15,9 % delle prime elezioni del Parlamento nel 1979.


Nel 2019 il Parlamento ha invitato i partiti politici europei a garantire la candidatura sia di donne che di uomini per le cariche negli organi direttivi dell'istituzione.

Più donne nel settore digitale e nelle professioni scientifiche

Le donne sono sottorappresentate nel settore digitale europeo in quanto hanno meno probabilità di intraprendere studi o di candidarsi per un lavoro in questo campo. Nel 2018 i deputati europei hanno invitato i paesi dell'Unione a prendere misure per garantire la piena integrazione delle donne nei settori digitale e scientifico, nonché a promuovere l'istruzione e la formazione nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nelle scienze, in ingegneria e in matematica.

I dati mostrano progressi lenti ma costanti in questo settore negli ultimi anni.