Stato di diritto: gli eurodeputati fanno pressione sulla Commissione per la difesa dei fondi UE

Gli eurodeputati chiedono che la Commissione Europea dimostri di essere all’altezza della difesa del bilancio europeo, nei confronti degli Stati membri che violino lo Stato di diritto.

Statua della dea bendata, simbolo della giustizia con la bandiera europea sullo sfondo
La legislazione approvata a fine 2020 vincola il bilancio comunitario al rispetto dello stato di diritto ©AdobeStock/Respiro888

Nella risoluzione approvata alla plenaria di luglio 2021, gli eurodeputati hanno invitato alla Commissione europea una rapida indagine sulle potenziali violazioni dello Stato di diritto, sostenendo che la situazione attuale in alcuni Stati membri, sia già tale da giustificare un'azione immediata.


La risoluzione tiene conto delle linee guida della Commissione sull’implementazione del diritto dell'UE, secondo cui l'erogazione dei fondi agli Stati membri sia vincolata al rispetto dello Stato di diritto da parte di questi ultiimi.

La normativa è in vigore dal 1° gennaio 2021 ma fino ad oggi, la Commissione non ha ancora proposto alcuna delle misure previste. Il Parlamento sostiene che il regolamento non richieda alcuna interpretazione aggiuntiva per la sua applicazione e che lo sviluppo di linee guida non debba causare ulteriori ritardi.


I deputati hanno inoltre chiesto che la Commissione riferisca al più presto in Parlamento, sui primi casi oggetto di indagine e che, in caso di mancata azione, il Parlamento sarebbe pronto a presentare ricorso presso la Corte di giustizia europea.


Il Parlamento ha avanzato richieste simili in una precedente risoluzione adottata il 10 giugno.


Nella risoluzione dell'8 luglio 2021, il Parlamento ha condannato la legge ungherese che, con il pretesto di combattere la pedofilia, vieta la presenza di contenuti LGBTIQ nei materiali didattici scolastici o negli spettacoli televisivi per bambini.


Secondo i deputati “la legge in questione non è un caso isolato, ma costituisce piuttosto un ulteriore esempio intenzionale e premeditato del graduale smantellamento dei diritti fondamentali in Ungheria” e che “la discriminazione sostenuta dallo Stato nei confronti delle minoranze abbia un impatto diretto sui progetti in cui gli Stati membri decidono di investire i fondi dell'UE e incida pertanto direttamente sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione”.



Il Parlamento ha invitato la Commissione ad avviare immediatamente la procedura per sospendere o tagliare i pagamenti del bilancio dell'UE all'Ungheria.


La difesa dello Stato di diritto: una questione urgente

Lo scorso 26 maggio gli eurodeputati hanno discusso le modalità di applicazione delle nuove norme in materia di bilancio dell'UE e Stato di diritto con Gert Jan Koopman, direttore generale per il bilancio della Commissione Europea.

Koopman ha sottolineato come le potenziali valutazioni della Commissione sullo Stato di diritto nei paesi dell’UE, siano di natura sensibile: “Le decisioni prese saranno soggette al controllo giurisdizionale del Tribunale [Europeo] di Giustizia [...] Dobbiamo fare bene fin dal principio. Non possiamo permetterci il lusso di commettere errori e presentare casi annullati dalla Corte. Questo sarebbe un disastro”.

I deputati hanno dichiarato che tali linee guida non sono necessarie e che il regolamento è già sufficientemente chiaro. "Se si volesse compilare una breve serie di linee guida, sarebbe sufficiente dire: 'Date un'occhiata alle regole' " ha affermato l'eurodeputato finlandese Petri Sarvamaa (EPP, FI) . "Tutti gli Stati membri dovrebbero poter vedere che la Commissione sta conducendo le proprie indagini in modo totalmente obiettivo" ha aggiunto Sarvamaa.


“Quando si tratta di violazioni dello Stato di diritto, si parla di una questione molto seria. Siamo consapevoli di dover stare molto attenti con queste valutazioni. Ma il rigore e la meticolosità non possono rinviare per sempre l'applicazione del regolamento " ha affermato l'eurodeputata socialista spagnola Eider Gardiazabal Rubial (S&D, ES) .


Alcuni membri del Parlamento europeo hanno affermato che è in corso "una crisi dello Stato di diritto" nell'UE e hanno chiesto che la Commissione intervenga in maniera decisa, per evitare un ulteriore deterioramento della situazione. “Abbiamo assoluta fiducia nella capacità di monitoraggio della Commissione nello scoprire e valutare i casi. Disponete di alcuni tra i migliori avvocati d'Europa, avete i migliori funzionari pubblici per proteggere il bilancio dell'UE e lo Stato di diritto" ha sostenuto l'eurodeputata tedesca Terry Reintke (Greens/EFA, DE) . “Però si ha come l’impressione, e parlo a nome di milioni di cittadini europei, che manchi la percezione dell'urgenza, è come stare seduti in una casa che sta prendendo fuoco e dire: "Prima di chiamare i vigili del fuoco, dobbiamo tracciare le linee guida su come spegnere il fuoco” ha aggiunto.


Il bilancio dell'UE e lo Stato di diritto

 


La legislazione approvata alla fine del 2020 ha condizionato l’accesso al bilancio comunitario al rispetto dello Stato di diritto. Se la Commissione stabilisce che un Paese ha violato lo Stato di diritto, in modo tale da minacciare gli interessi finanziari dell’UE, allora può proporre la sospensione o il congelamento dei pagamenti dei fondi comunitari per tale governo.


A quel punto spetta al Consiglio di prendere una decisione sulle misure proposte, con un voto a maggioranza qualificata.


Le norme mirano a tutelare gli interessi dei beneficiari dei fondi (agricoltori, studenti, piccole imprese o ONG) che non dovrebbero venir puniti, a causa delle azioni dei loro governi.


Sfide legali

 

Il Parlamento insiste sull'attuazione del meccanismo, per porre fine alle violazioni dello Stato di diritto verificatesi negli ultimi anni in alcuni paesi europei.


Ungheria e Polonia hanno presentato ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) contro il nuovo meccanismo e hanno chiesto l'annullamento del regolamento.

Nel frattempo, i leader dell'UE durante il vertice del 10-11 dicembre 2021 hanno concordato che la Commissione elabori delle linee guida per l'attuazione delle norme, precisando che queste non sarebbero state ultimate, prima della sentenza della Corte di Giustizia.


Il Parlamento ha insistito invece sul fatto che le regole sono già in vigore e che la Commissione ha l'obbligo giuridico di difendere gli interessi e i valori europei.


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