Violenza di genere: definizione, dati e iniziative dell’UE per contrastarla
La violenza di genere e quella domestica, che colpiscno in particolare le donne e le ragazze, restano una piaga in Europa. L'UE ha approvato varie misure per eliminarle.
La maggior parte dei paesi dell'UE dispone di leggi per contrastare la violenza basata sul genere o sull'orientamento sessuale. Tuttavia, l'assenza di regole comuni, impedisce che venga affrontarla in modo efficace. Per questo il Parlamento europeo insiste per una normativa europea a riguardo e ha richiesto diverse azioni per contrastarla.
Sebbene le principali vittime di tale violenza siano le donne e le ragazze, anche gli uomini possono essere colpiti da questo tipo di violenza. A loro volta, sono prese spesso di mira le persone LGBTIQ+.
Tale violenza, ha conseguenze negative sia a livello individuale che all'interno della famiglia, con ripercussioni tanto a livello di collettività che a livello economico.
Scoprite le iniziative del Parlamento per garantire l'uguaglianza di genere
Statistiche UE sulla violenza di genere
L'indagine sulla violenza di genere nell'UE fornisce statistiche dettagliate sulla violenza di genere con dati raccolti da settembre 2020 a marzo 2024. Fornisce un quadro completo delle esperienze delle donne in tutta l'UE. Coordinata da Eurostat, dall'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali e dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, l'indagine ha coinvolto 114.023 donne di età compresa tra i 18 e i 74 anni.
L'indagine rivela che una donna su tre nell'UE ha subito violenza di genere dall'età di 15 anni. Circa il 17% delle donne ha subito violenza da un partner intimo.
Riquadro numerico: una donna su tre nell'UE ha subito violenza di genere.
Circa il 30% delle donne nell'UE ha subito violenza fisica o minacce e/o violenza sessuale nel corso della propria vita. Circa il 13% delle donne ha subito violenza fisica o minacce senza violenza sessuale, mentre il 17% ha subito violenza sessuale.
I Paesi dell'UE in cui si registrano i tassi più elevati di violenza di genere sono Finlandia, Svezia e Ungheria. In Finlandia, il 57% delle donne intervistate ha dichiarato di aver subito violenza di genere e il 37% violenza sessuale. In Svezia, il 52% ha riferito di aver subito violenza di genere, con il 41% che ha segnalato episodi di violenza sessuale. In Ungheria, il 49% delle donne ha dichiarato di aver subito violenza di genere, tra cui il 17% violenza sessuale e il 31% violenza fisica.
L'indagine rileva che i confronti tra i Paesi dovrebbero essere effettuati con cautela, poiché la percezione di quali atti siano sbagliati o dannosi e la consapevolezza e il riconoscimento dei diversi tipi di violenza da parte delle persone possono variare da un Paese all'altro.
Che cos’è la violenza di genere?
La violenza di genere si riferisce a qualsiasi forma di violenza diretta contro una persona a causa del suo genere. Questa violenza può manifestarsi in varie forme, tra cui danni fisici (come il femminicidio), sessuali (come lo stupro o le molestie sessuali), psicologici ed economici.
La violenza di genere può avvenire sia nella sfera pubblica che in quella privata. La violenza domestica, ad esempio, si verifica all’interno della famiglia o tra coniugi o partner attuali o passati. Questi tipi di violenza sono spesso perpetrati da membri stretti della famiglia o partner intimi.
I termini “violenza di genere” e “violenza contro le donne” sono spesso usati in modo intercambiabile perché la maggior parte della violenza di genere è perpetrata contro le donne da parte degli uomini. Questa violenza è legata agli squilibri di potere tra i generi ed è una questione complessa, influenzata da strutture, norme e valori sociali e culturali.
Le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e la condivisione non consensuale di materiale intimo o manipolato possono essere considerati forme di sfruttamento sessuale. Inoltre, crimini informatici come il cyberstalking, le molestie online e l’incitamento alla violenza o all’odio in rete sono anch’essi considerati forme di violenza di genere.
L'azione del Parlamento per fermare la violenza di genere
Le norme dell’UE sulla lotta alla violenza contro le donne
Nell'aprile 2024 il Parlamento ha adottato le prime norme dell'UE sulla lotta alla violenza contro le donne. L'obiettivo è prevenire la violenza di genere e proteggere le vittime, in particolare le donne e le vittime di violenza domestica.La direttiva chiede leggi più severe contro la cyberviolenza, una migliore assistenza alle vittime, misure per prevenire gli stupri e una maggiore comprensione del consenso sessuale.
Le nuove norme vietano anche le mutilazioni genitali femminili e il matrimonio forzato e delineano linee guida particolari per i reati commessi online. La legislazione includerà anche un elenco più lungo di circostanze aggravanti per i reati che dovrebbero comportare pene più severe, come i crimini contro personaggi pubblici, giornalisti o difensori dei diritti umani.
Le norme prevedono che la sicurezza e il benessere delle vittime siano prioritari, anche offrendo l'accesso ad alloggi protetti. L'assistenza sanitaria deve essere resa accessibile, compresi i servizi di salute sessuale e riproduttiva.Le nuove norme sono entrate in vigore nel giugno 2024. Gli Stati membri hanno tre anni per attuarle.
Il diritto all'aborto
In una risoluzione adottata nell'aprile 2024, gli eurodeputati esortano il Consiglio ad aggiungere l'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva e il diritto a un aborto sicuro e legale alla Carta dei diritti fondamentali dell'UE - una richiesta avanzata più volte.
Il testo esorta gli Stati membri a depenalizzare completamente l'aborto in linea con le linee guida dell'OMS del 2022. I deputati chiedono alla Commissione di garantire che le organizzazioni che operano contro l'uguaglianza di genere e i diritti delle donne, compresi i diritti riproduttivi, non ricevano finanziamenti dall'UE.
Scoprite la nostra infografica sull'impatto della pandemia COVID-19 sulle donne.
Tutela delle vittime di violenza all’interno della coppia
Si stima che il 18% delle donne nell'UE abbia subito violenza fisica o minacce o violenza sessuale da parte di un partner intimo nel corso della propria vita, come emerge dall'indagine sulla violenza di genere 2024 dell'UE. Circa il 32% delle donne ha subito violenza psicologica.
L'indagine rileva che, a causa degli stretti legami tra la vittima e l'autore del reato, può essere difficile per le vittime rivelare le proprie esperienze e cercare assistenza, anche per denunciare gli incidenti alla polizia.
Nell'ottobre 2021 il Parlamento ha chiesto misure urgenti per proteggere le vittime della violenza nelle battaglie per la custodia, sottolineando che le udienze dovrebbero essere condotte da professionisti qualificati e svolgersi in ambienti a misura di bambino. I deputati hanno inoltre esortato i paesi dell'UE a sostenere le vittime per consentire loro di raggiungere l'indipendenza finanziaria e abbandonare le relazioni abusive e violente.
Adesione dell'UE alla Convenzione di Istanbul
La Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica è un accordo internazionale che definisce giuridicamente la violenza contro le donne e stabilisce un quadro completo di misure legali e politiche per prevenire tale violenza, sostenere le vittime e punire gli autori.
Tutti i Paesi dell'UE hanno firmato la convenzione, ma alcuni non l'hanno ratificata.
Il Parlamento europeo ha sostenuto l'adesione dell'UE alla Convenzione e ha ripetutamente invitato tutti i Paesi dell'UE a portare a termine il processo di ratifica.
Nel maggio 2023, il Parlamento ha dato il suo consenso all'adesione dell'UE alla Convenzione. Il 1° ottobre 2023, la Convenzione di Istanbul è entrata in vigore per l'Unione europea.
Porre fine alle mutilazioni genitali femminili
Il Parlamento ha approvato leggi e risoluzioni per aiutare a porre fine alle mutilazioni genitali femminili (MGF) in tutto il mondo. Sebbene questa pratica sia illegale nell'UE, si stima che nei soli 13 paesi europei presi in analisi, siano circa 600.000 le donne ad essere state vittime di MGF e 180.000 le ragazze a rischio di questa pratica.
Nel 2019, il gruppo The restorers composto da cinque studentesse del Kenya sviluppatrici di un'applicazione in grado di venire in aiuto alle ragazze vittime di mutilazione genitale, fu selezionato tra i finalisti al Premio Sacharov per la libertà di pensiero.
Nel 2014 il Parlamento europeo assegnò il Premio Sacharov al Dr Denis Mukwege, il ginecologo congolese noto per il suo lavoro in difesa dei diritti delle donne e in particolare delle vittime di stupri di gruppo e violenze sessuali nella Repubblica Democratica del Congo.
Per saperne di più sull'azione in difesa dei diritti delle donne:
- Cronologia: le tappe fondamentali della lotta dell'UE per i diritti delle donne (video)
- Equilibrio vita-lavoro: nuove regole per il congedo per l'assistenza familiare
- Colmare il divario retributivo di genere
- Le donne al Parlamento europeo (infografica)
- Il divario retributivo di genere: definizione, fatti e cause
- Le donne nei processi di pace: come rafforzare il loro ruolo e perchè