Bilancio 2022: “La priorità è la ripresa economica”

La ripresa dalla pandemia di Covid-19 nell'UE, costituisce la massima priorità del Parlamento in termini di bilancio per il prossimo anno. Scoprite di più nella nostra intervista.

Karlo Ressler (EPP, HR), relatore  per il bilancio UE 2022, nella foto durante l'intervista
Karlo Ressler (EPP, HR), relatore per il bilancio UE 2022, nella foto durante l'intervista

Il 24 novembre gli eurodeputati hanno approvato il bilancio per il 2022, trasformandolo in legge. In questa intervista, realizzata prima dei negoziati, l’eurodeputato Karlo Ressler (EPP, Crozia), responsabile della supervisione del processo legislativo per conto del Parlamento, ha spiegato le priorità del Parlamento.


Quali sono le priorità del Parlamento europeo per il budget 2022?

La priorità assoluta è supportare la ripresa dalla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 e, allo stesso tempo, gettare le fondamenta per un’Unione più resiliente. Vogliamo investire in un’economia dinamica, per aiutare le piccole e medie imprese(PMI) e promuovere l’occupazione, soprattutto dei giovani. La seconda priorità è quella di continuare con la transizione digitale ed ecologica. In terzo luogo, vogliamo sviluppare una Unione forte e in salute. Infine, vogliamo concentrarci soprattutto sulle giovani generazioni e sui nostri figli. In questo senso, l’Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà sono probabilmente gli esempi più rappresentativi ma, in fin dei conti, la maggior parte dei nostri programmi si rivolgono direttamente o indirettamente ai giovani.


In che modo vi aspettate che il bilancio acceleri la ripresa dopo la pandemia di Covid-19?

Dopo la crisi, dobbiamo essere ambiziosi. Dobbiamo investire. Questa è l’idea di fondo. In termini pratici questo significa investire di più e assistere coloro che sono stati colpiti maggiormente dalla pandemia. In questo senso, crediamo nel supporto concreto alle piccole e medie imprese di tutta Europa. Si tratta di qualcosa di piuttosto tangibile.

In che modo il bilancio può aiutare ad affrontare situazioni come quella venutasi a creare in Afghanistan?

Stiamo cercando di far fronte alla situazione afghana investendo di più negli aiuti umanitari. Questo è stato l’obiettivo principale di uno degli emendamenti più importanti fatti dal Parlamento europeo. Penso che tutte le istituzioni concordino sul fatto che si tratti di sviluppi imprevedibili, che il mondo stia cambiando rapidamente e che non possiamo ignorarlo. Sarà necessario lavorare fianco a fianco con la Commissione e il Consiglio per provare a trovare una soluzione. A tal proposito, stiamo ancora aspettando una proposta concreta dalla Commissione, ma cerchiamo di risolvere la situazione afghana innanzitutto attraverso una linea speciale di aiuti umanitari per il popolo afghano e i paesi confinanti.

Quest’anno ha portato sfide impreviste come l’attuale aumento del costo dell’energia, la situazione in Afghanistan e i disastri ambientali. Programmare un bilancio annuale sta diventando sempre più difficile dal momento che molte “riserve cuscinetto” devono essere messe da parte?


Direi di sì. Per l’UE è difficile programmare quando è in atto una pandemia che costituisce la più grande crisi della nostra generazione. Questo ci ha fatto capire che dobbiamo essere più resilienti. Dobbiamo essere preparati ad agire tempestivamente e non è possibile farlo senza finanziamenti adeguati.