Riforme per un Parlamento europeo moderno ed efficiente
Il Parlamento ha avviato una serie di riforme per rafforzare la sua integrità e responsabilità e per modernizzare i suoi metodi e procedure di lavoro.
Le riforme in corso sono state introdotte dal 2022 mediante una serie di proposte presentate dalla Presidente del Parlamento Roberta Metsola.
La Presidente ha dichiarato: "Le riforme che abbiamo messo in atto migliorano l'integrità dei sistemi del Parlamento, rendono il processo decisionale più rapido, efficiente e trasparente e rafforzano il Parlamento nel suo complesso. Vogliamo ribadire che il Parlamento europeo è un'istituzione aperta, efficace e moderna."
Modernizzazione dei metodi di lavoro del Parlamento
All'inizio del 2023 è iniziato un più ampio aggiornamento dei metodi di lavoro del Parlamento europeo, che riguarda le sue attività legislative, di bilancio, di controllo, in plenaria ed esterne.
Il 16 luglio 2024 la Conferenza dei presidenti ha concordato un pacchetto di riforme che ha introdotto modifiche al regolamento del Parlamento a partire dall'inizio della legislatura 2024-2029.
Le riforme semplificano le modalità di assegnazione delle proposte della Commissione alle commissioni, consentendo l'invio diretto dei fascicoli a una commissione o a un piccolo gruppo di al massimo tre commissioni, il che riduce le controversie e permette l'avvio anticipato dei lavori.
Per i fascicoli di ampia portata o complessi, il Parlamento può ora istituire commissioni legislative temporanee, mentre per dare priorità a fascicoli specifici è possibile utilizzare procedure più rapide.
Norme più chiare per la risoluzione dei conflitti sulla commissione competente a trattare uno specifico atto legislativo mirano a evitare ritardi causati dalla sovrapposizione di responsabilità, razionalizzando i flussi di lavoro interni e rafforzando il controllo nell'ambito del processo democratico dell'UE.
Cooperazione tra il Parlamento europeo e la Commissione europea
Nel settembre 2025 il Parlamento europeo e la Commissione europea hanno raggiunto un accordo provvisorio su un accordo quadro rinnovato per rafforzare la cooperazione, la fiducia, la trasparenza e il dialogo tra le due istituzioni.
L'accordo si basa sui nove principi politici concordati dalla Presidente del Parlamento Roberta Metsola e dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen nell'ottobre 2024. Esso rafforza il principio della parità di trattamento del Parlamento e del Consiglio, chiarisce il ruolo della Commissione quale mediatore imparziale e garantisce che il Parlamento riceva informazioni complete e tempestive per svolgere i suoi compiti legislativi, di bilancio e di controllo.
Il progetto introduce inoltre impegni più rigorosi per la partecipazione dei commissari alle sedute plenarie e alle riunioni di commissione, ove necessario, e una partecipazione più regolare a lavori parlamentari più ampi, sostenendo nel contempo gli sforzi del Parlamento volti a migliorare la presenza dei deputati.
L'accordo aggiornato entrerà in vigore una volta che sarà stato approvato dalla commissione per gli affari costituzionali e successivamente dal Parlamento, riunito in seduta plenaria, e firmato dalle presidenti delle due istituzioni.
Colmare le lacune e aumentare la trasparenza
A seguito delle risoluzioni del Parlamento che chiedono maggiore trasparenza e responsabilità, nonché di una cultura di sicurezza più solida per quanto riguarda i tentativi di ingerenza straniera, sono state adottate misure in diversi ambiti.
L'Ufficio di presidenza del Parlamento, che adotta decisioni su questioni amministrative, organizzative e relative al personale, ha approvato norme rivedute sugli ex deputati (nuova politica in materia di "porte girevoli"), nuove norme sull'accesso al Parlamento e obblighi di trasparenza per quanto riguarda la partecipazione dei rappresentanti di interessi a eventi organizzati nei locali del Parlamento.
Il Parlamento ha adottato ulteriori modifiche del suo regolamento, tra cui:
- norme più rigorose per quanto riguarda tutte le attività dei deputati che potrebbero costituire attività di lobbying;
- una maggiore trasparenza sui contributi di attori esterni;
- sanzioni più severe per le violazioni del codice di condotta;
- un ambito di applicazione più ampio dell'obbligo per i deputati di dichiarare le loro riunioni con terzi;
- norme più chiare per contribuire a evitare conflitti di interessi;
- la richiesta di informazioni supplementari nelle dichiarazioni di interessi privati dei deputati;
- dichiarazioni patrimoniali obbligatorie all'inizio e alla fine di ogni mandato.
Sono inoltre state rafforzate le norme sull'accettazione di doni da parte dei deputati al Parlamento europeo e la dichiarazione delle spese di viaggio e di soggiorno per terzi, nonché il divieto di collaborare con gli ex deputati al Parlamento europeo nei sei mesi successivi al termine del loro mandato al Parlamento. Il ruolo del comitato consultivo sulla condotta dei deputati è stato rafforzato e la sua composizione è stata ampliata.
Il Parlamento ha inoltre intensificato la sua cooperazione con le autorità giudiziarie e di contrasto nazionali.
I leader dei gruppi politici hanno chiarito le norme relative alle discussioni d'urgenza in materia di diritti umani in Aula per proteggere la procedura da ingerenze indebite.
I deputati al Parlamento europeo e i dirigenti dell'amministrazione del Parlamento sono tenuti a rendere pubbliche le loro riunioni con i rappresentanti di interessi e i rappresentanti di autorità pubbliche di paesi terzi.
Voto per delega nelle ultime fasi della gravidanza e dopo il parto
Nel novembre 2025 il Parlamento ha proposto un aggiornamento dell'atto elettorale dell'UE al fine di permettere alle deputate di votare per delega durante le ultime fasi della gravidanza e nei primi sei mesi dopo il parto. In tal modo, le deputate potrebbero esercitare pienamente il loro mandato senza dover scegliere tra doveri professionali e maternità.
Informatori
L'Ufficio di presidenza ha adottato norme interne aggiornate sugli informatori, che chiariscono le modalità che chiunque lavori al Parlamento deve seguire per segnalare gravi irregolarità (anche in forma anonima). Le norme indicano come dovrebbero agire i potenziali informatori, cosa potrebbe accadere dopo che hanno effettuato una segnalazione e quali informazioni dovrebbero ricevere.
È stata introdotta una formazione obbligatoria in materia di denunce di irregolarità per il personale dirigente, ed è stato proposto di estendere la formazione agli assistenti accreditati.
Progressi nelle politiche antimolestie
L'Ufficio di presidenza ha deciso di istituire un servizio di mediazione e ha dato il proprio sostegno politico all'introduzione di una formazione obbligatoria per i deputati al Parlamento europeo. Ha inoltre deciso di migliorare le attuali procedure del comitato consultivo competente per le denunce di molestie morali riguardanti deputati al Parlamento europeo. Le nuove norme mirano a razionalizzare e accorciare le procedure, nonché a proteggere i denuncianti.
Sensibilizzazione e formazione
Per garantire che tutte le modifiche siano applicate correttamente, il Parlamento conduce regolarmente campagne di sensibilizzazione. Esso offre al personale e ai deputati una formazione specifica sui requisiti in materia di etica, trasparenza e responsabilità.
Informazioni facilmente accessibili
Il sito web del Parlamento è stato aggiornato per fornire informazioni centralizzate e facilmente accessibili relative all'integrità dell'attività parlamentare nella nuova scheda "Trasparenza ed etica".
Raccomandazioni e azioni supplementari
Nel 2024 le istituzioni e gli organi consultivi dell'UE hanno raggiunto un accordo al fine di istituire un organismo etico interistituzionale indipendente, incaricato di definire norme etiche comuni.
La commissione speciale sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione, ha proposto ulteriori raccomandazioni a medio e lungo termine. Tali raccomandazioni sono state discusse e approvate nel luglio 2023. Nel dicembre 2024 il Parlamento europeo ha istituito una commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia al fine di valutare ed elaborare ulteriori proposte sul modo in cui l'UE può contrastare le ingerenze malevole di attori stranieri.