Efficienza energetica
Le misure di efficienza energetica dell'UE mirano a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, abbassare le bollette energetiche e migliorare la sicurezza energetica, riducendo nel contempo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. La direttiva sull'efficienza energetica impone ai paesi dell'UE di ridurre il loro consumo di energia dell'11,7 % entro il 2030 rispetto alle proiezioni del 2020. La direttiva fissa obiettivi annuali di risparmio energetico che aumentano nel tempo, impone la riduzione del consumo energetico e la ristrutturazione degli edifici pubblici e introduce misure per far fronte alla povertà energetica. Norme distinte mirano a ridurre in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra e il consumo energetico nel settore dell'edilizia.
Base giuridica
Articolo 194 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).
Risultati conseguiti
A. Direttiva sull'efficienza energetica
1. La direttiva sull'efficienza energetica: verso il 2030
La direttiva sull'efficienza energetica stabilisce gli obiettivi di efficienza energetica dell'UE, intesi a ridurre dell'11,7 % il consumo di energia primaria e finale a livello dell'UE entro il 2030 rispetto alle previsioni formulate nel 2020. Il consumo di energia primaria misura la domanda totale di energia di un paese, mentre il consumo di energia finale si riferisce all'energia totale consumata dagli utenti finali (famiglie, industria, ecc.). In termini assoluti, il consumo di energia primaria e di energia finale dell'UE entro il 2030 non dovrà superare, rispettivamente, 992,5 e 763 megatonnellate di equivalente petrolio (Mtep).
Se l'obiettivo relativo al consumo di energia finale è collettivamente vincolante per i paesi dell'UE, l'obiettivo fissato per il consumo di energia primaria è solo indicativo. La direttiva impone agli Stati membri dell'UE di fissare obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica sulla base dei contributi al consumo finale di energia per conseguire l'obiettivo dell'Unione. Definisce nuovi obblighi annuali di risparmio energetico per i paesi dell'UE, con un incremento graduale degli obiettivi: almeno lo 0,8 % del consumo di energia finale fino al 2023, con un aumento all'1,3 % a partire dal 2024, all'1,5 % a partire dal 2026 e, infine, all'1,9 % a partire dal 2028. Conformemente a quanto disposto dalla direttiva, la Commissione valuta gli attuali partenariati per l'efficienza energetica e, se necessario, ne propone di nuovi per settori specifici a livello dell'UE.
La direttiva introduce l'obbligo per il settore pubblico di svolgere un ruolo esemplare: gli enti pubblici dell'UE sono tenuti a ridurre il loro consumo complessivo di energia finale di almeno l'1,9 % l'anno rispetto al 2021 e ristrutturare ogni anno almeno il 3 % della superficie coperta totale dei loro edifici riscaldati e/o raffrescati. La direttiva rivede la definizione di sistemi di teleriscaldamento efficienti e fissa nuovi requisiti per la completa decarbonizzazione dell'approvvigionamento per tali sistemi entro il 2050.
Infine, prevede obblighi di comunicazione per i centri dati, appositi sportelli unici per le piccole e medie imprese, le famiglie e gli enti pubblici, nonché l'obbligo di elaborare piani di riscaldamento e raffrescamento nei comuni con una popolazione complessiva superiore a 45 000 abitanti. Comprende disposizioni in materia di protezione dei consumatori, definisce la povertà energetica a livello dell'UE e introduce misure per ridurla.
La revisione della direttiva sull'efficienza energetica è stata il risultato di quattro fasi diverse:
- Nel 2018 il pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" ha ridotto il consumo di energia primaria e finale dell'UE del 32,5 % entro il 2030 rispetto alle proiezioni formulate nel 2007.
- Nel 2021 il pacchetto "Pronti per il 55 %" ha proposto di aumentare l'obiettivo di efficienza energetica dell'UE ad almeno il 9 % entro il 2030 rispetto alle proiezioni per il 2030 formulate nel 2020. La revisione ha introdotto il principio "l'efficienza energetica al primo posto" quale pilastro dell'Unione dell'energia.
- Nel 2022, a seguito dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, il piano REPowerEU ha proposto di aumentare ulteriormente l'obiettivo vincolante di efficienza energetica, portandolo al 13 % entro il 2030, e ha introdotto obiettivi di riduzione della domanda nel mercato interno dell'energia (nota tematica 2.1.9).
- Nel 2023 il Parlamento e il Consiglio hanno concordato un obiettivo di efficienza energetica dell'11,7 % entro il 2030.
In virtù del regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima, gli Stati membri dell'UE devono elaborare piani nazionali decennali per l'energia e il clima (PNEC) per il periodo 2021-2030 e presentare relazioni intermedie ogni due anni. La Commissione monitora e valuta le relazioni intermedie e può adottare misure a livello dell'UE per garantirne la coerenza con gli obiettivi generali dell'UE.
2. Azioni future
Nell'ambito del patto per l'industria pulita, il piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili mira a migliorare l'efficienza energetica e a ridurre i costi per le industrie e i consumatori. Il piano prevede la creazione di un mercato europeo dell'efficienza energetica che orienti le imprese verso soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi, nonché l'aggiornamento dei regolamenti sull'etichettatura energetica e la progettazione ecocompatibile dell'UE al fine di promuovere prodotti più efficienti e duraturi. Si prevede che tali misure porteranno a risparmi significativi, con riduzioni stimate delle bollette energetiche fino a 162 miliardi di EUR entro il 2030.
B. Quadro generale
1. Prestazione energetica nell'edilizia
a. La direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia
La direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) e il consumo energetico nel settore edilizio dell'UE, rendendolo climaticamente neutro entro il 2050, ristrutturare gli edifici con le prestazioni peggiori e migliorare la condivisione delle informazioni in materia di prestazione energetica. La direttiva è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e dovrà essere recepita nelle legislazioni nazionali entro il 29 maggio 2026.
La nuova direttiva fissa obiettivi di riduzione delle emissioni per gli edifici sia a livello dell'UE che a livello nazionale:
- Tutti gli edifici di nuova costruzione nell'UE dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2030; nel caso di nuovi edifici pubblici (di proprietà pubblica o occupati da enti pubblici), a partire dal 2028.
- Per quanto riguarda gli edifici residenziali, i paesi dell'UE devono adoperarsi per ristrutturare progressivamente il loro intero parco immobiliare, riducendo il consumo medio di energia primaria di almeno il 16 % entro il 2030 e tra il 20 e il 22 % entro il 2035 rispetto al 2020.
- Per gli edifici non residenziali, gli Stati membri dell'UE sono tenuti a definire norme minime di prestazione energetica in modo da ristrutturare il 16 % e il 26 % del parco immobiliare con le prestazioni peggiori entro, rispettivamente, il 2030 e il 2033.
La direttiva stabilisce le definizioni di "edificio a emissioni zero", "edificio a energia quasi zero" e "ristrutturazione profonda" e sostituisce le strategie di ristrutturazione a lungo termine con piani nazionali di ristrutturazione degli edifici, che sono di più facile attuazione e consentono un migliore monitoraggio. Impone inoltre ai paesi dell'UE di installare progressivamente impianti solari negli edifici pubblici e non residenziali, in funzione delle loro dimensioni, e in tutti gli edifici residenziali di nuova costruzione entro il 2030, se tecnicamente ed economicamente fattibile. La direttiva stabilisce la cessazione delle sovvenzioni alle caldaie autonome a combustibili fossili a partire dal 2025, impone ai paesi dell'UE di istituire strutture di assistenza tecnica, definisce eccezioni per gli edifici agricoli e del patrimonio e prevede la possibilità di escludere dal suo ambito di applicazione edifici di particolare valore architettonico o storico, i fabbricati temporanei, le chiese e i luoghi di culto.
b. La strategia "Ondata di ristrutturazioni"
Nell'ottobre 2020 la Commissione ha pubblicato la strategia "Ondata di ristrutturazioni" per stimolare le ristrutturazioni, volta ad almeno raddoppiare il tasso di ristrutturazione nel corso dei dieci anni successivi e garantire che esse comportino una maggiore efficienza energetica e delle risorse.
2. Cogenerazione di calore ed elettricità
La cogenerazione consiste nella produzione simultanea di elettricità e calore utile. Conformemente alla direttiva sull'efficienza energetica, la Commissione può chiedere ai paesi dell'UE di effettuare una valutazione globale del potenziale dell'efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento, compresa la valutazione del potenziale di cogenerazione.
3. Efficienza energetica dei prodotti
L'UE ha introdotto diverse misure relative all'efficienza energetica dei prodotti, tra cui la direttiva sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia e il regolamento sulla progettazione ecocompatibile, unitamente a un quadro per l'etichettatura dell'efficienza energetica dei prodotti che elimina le classificazioni A +, A + + o A + + + e ritorna a una più semplice scala da A a G.
Ruolo del Parlamento europeo
Il Parlamento ha chiesto a più riprese la definizione di obiettivi ambiziosi in materia di efficienza energetica e l'adozione di norme più rigorose.
Il 17 gennaio 2018 il Parlamento ha approvato emendamenti in prima lettura in cui chiedeva un obiettivo minimo di efficienza energetica del 35 % nell'UE entro il 2030, superiore al 30 % proposto dalla Commissione.
Il 15 gennaio 2020 il Parlamento ha approvato una risoluzione sul Green Deal europeo in cui chiedeva la revisione della direttiva sull'efficienza energetica e della direttiva sull'efficienza energetica degli edifici, in linea con la crescente ambizione dell'UE in ambito climatico. Il 17 settembre 2020 ha approvato una risoluzione a favore della massimizzazione del potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell'UE, invitando la Commissione a elaborare misure coerenti per incentivare ristrutturazioni più rapide e profonde per edifici migliori.
Il 14 settembre 2022 il Parlamento ha approvato un emendamento che introduce un aumento dell'obiettivo di efficienza energetica dell'UE proposto dalla Commissione, nell'ambito del suo piano REPowerEU, fino ad almeno il 14,5 % del consumo di energia finale entro il 2030 rispetto alle proiezioni del 2020, il che equivale a limiti di consumo di energia finale e primaria pari, rispettivamente, a 740 Mtep e 960 Mtep.
Il 14 marzo 2023 il Parlamento ha definito la sua posizione in prima lettura sulla necessità che gli edifici residenziali soddisfino norme minime di prestazione energetica a livello dell'UE (classe di prestazione energetica E entro il 2030 e classe D entro il 2030) e sulle misure di sostegno contro la povertà energetica. Gli edifici non residenziali e gli edifici pubblici dovrebbero raggiungere le stesse classi rispettivamente entro il 2027 e il 2030. Una serie limitata di deroghe si applicherebbe a edifici speciali (monumenti, edifici tecnici, fabbricati temporanei o chiese, luoghi di culto, ecc.) e alloggi sociali di proprietà pubblica le cui ristrutturazioni comporterebbero aumenti degli affitti che non possono essere compensati dal risparmio sulle bollette energetiche. Dovrebbero inoltre essere resi disponibili sovvenzioni e sussidi mirati per le famiglie vulnerabili.
Nella risoluzione del 3 aprile 2025 sulle industrie ad alta intensità energetica, il Parlamento ha invitato la Commissione a sostenere le industrie ad alta intensità energetica nell'adozione di tecnologie pulite e a zero emissioni nette e di metodi di produzione efficienti sotto il profilo energetico, nonché a proporre misure urgenti per far fronte agli elevati costi dell'energia per le industrie ad alta intensità energetica.
Per maggiori informazioni sull'argomento, si rimanda al sito web della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia.
Kristin BECKER / Matteo Ciucci