Microplastiche: origini, effetti e soluzioni

Da dove provengono le microplastiche e quali sono i loro effetti? Cosa c’è da sapere sulle microplastiche e quali sono le soluzioni a cui sta lavorando l’UE.

Entro il 2030, l'UE mira a  ridurre del 30% il rilascio di microplastiche nell'ambiente, nell'ambito di un piano più ampio volto a ridurre l'inquinamento e promuovere ecosistemi sani. Per raggiungere questo obiettivo, il Parlamento europeo ha sostenuto una serie di misure volte ad affrontare sia le fonti intenzionali che quelle non intenzionali di microplastiche.

 

Maggiori informazioni sulle azioni dell'UE per affrontare il problema dei rifiuti di plastica.


Cosa sono le microplastiche e da dove provengono?

Le microplastiche sono dei minuscoli pezzi di materiale plastico, solitamente inferiori ai 5 millimetri. In base alla loro origine, possono essere suddivise in due categorie principali:

Microplastiche primarie:

  • Rilasciate direttamente nell’ambiente sotto forma di piccole particelle
  • Si stima che questa categoria di microplastiche rappresenti il 15-31% delle microplastiche presenti nell’oceano
  • Fonte principale: lavaggio di capi sintetici (35% delle microplastiche primarie)
  • Abrasione degli pneumatici durante la guida (28%)
  • Microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti per la cura del corpo (per esempio, le micro-particelle dello scrub facciale) 2%

Microplastiche secondarie:

  • Prodotte dalla degradazione degli oggetti di plastica più grandi, come buste di plastica, bottiglie o reti da pesca
  • Rappresentano circa il 68-81% delle microplastiche presenti nell’oceano

Quali sono gli effetti delle microplastiche?

Le quantità di microplastiche presenti negli oceani sono in aumento. Nel 2017 l’ONU ha dichiarato che ci sono 51mila miliardi di particelle di microplastica nei mari, 500 volte più numerose di tutte le stelle della nostra galassia.

Le microplastiche presenti in mare possono essere inghiottite dagli animali marini. Attraverso la catena alimentare, la plastica ingerita dai pesci può così arrivare direttamente nel nostro cibo.

Le microplastiche sono state trovate negli alimenti e nelle bevande, compresi birra, miele e acqua del rubinetto. Per cui, non c’è nulla di cui stupirsi se di recente sono state trovate particelle di plastica anche nelle feci umane.

Gli effetti sulla salute sono ancora ignoti, ma spesso la plastica contiene degli additivi, come agenti stabilizzatori o ignifughi, e altre possibili sostanze chimiche tossiche che possono essere dannosi per gli animali o gli umani che li ingeriscono.

Piccoli pezzi di plastica sulla spiaggia
51mila miliardi di particelle di microplastica sono presenti nei mari

Soluzioni: interventi dell’UE per ridurre le microplastiche


Il Parlamento sostiene da sempre l'azione dell'UE volta a contrastare le microplastiche in ogni fase del loro ciclo di vita. L'attenzione è rivolta alla prevenzione dell'inquinamento alla fonte e alla garanzia che le industrie si assumano la responsabilità del proprio impatto ambientale.


Riduzione delle microplastiche nei prodotti


Nel settembre 2018, i deputati europei hanno approvato una strategia sulla plastica che mira ad aumentare il tasso di riciclaggio dei rifiuti plastici nell'UE e hanno invitato la Commissione europea ad adottare misure per ridurre al minimo il rilascio di microplastiche da tessuti, pneumatici, vernici e mozziconi di sigarette.

L'UE ha adottato restrizioni che vietano l'aggiunta intenzionale di microplastiche in prodotti quali cosmetici, detergenti, fertilizzanti o materiali utilizzati su superfici sportive artificiali. La misura riguarda anche prodotti come glitter e microsfere. Secondo le valutazioni della Commissione europea, le norme dovrebbero impedire il rilascio nell'ambiente di circa mezzo milione di tonnellate di microplastiche.

Limitare la plastica monouso e altri rifiuti di plastica

Nell'ottobre 2018, il Parlamento ha sostenuto un divieto dell'UE su alcuni prodotti di plastica monouso che si trovano comunemente nei mari e per i quali esistono già sostituti non plastici. I deputati hanno aggiunto alla lista dei prodotti da vietare la plastica oxo-degradabile. La plastica oxo-degradabile è una plastica convenzionale che si degrada facilmente in minuscoli frammenti a causa degli additivi e contribuisce all'inquinamento da microplastiche negli oceani.

Nel 2015 il Parlamento ha votato a favore di una restrizione dei sacchetti di plastica leggeri nell'UE.

Nuove norme UE sui granuli di plastica

Nel 2023, la Commissione europea ha proposto norme per prevenire la perdita di pellet di plastica, le materie prime industriali utilizzate per fabbricare prodotti di plastica, che rappresentano una delle tre principali fonti di inquinamento microplastico involontario nell'UE.

I deputati europei hanno adottato le nuove norme nell'ottobre 2025. La legislazione stabilisce requisiti vincolanti per le aziende in materia di manipolazione, trasporto e stoccaggio dei pellet in modo sicuro, con l'obiettivo di prevenire meglio l'inquinamento microplastico lungo tutta la catena di approvvigionamento.

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