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Allargamento – Le prossime tappe

Al "Big Bang" del 2004, allorché il numero degli Stati membri dell'Unione europea passerà a 25, farà seguito un ulteriore ampliamento: i negoziati con la Bulgaria e la Romania sono già in corso, nel dicembre 2004 si deciderà sull'avvio dei negoziati di adesione con la Turchia e nel frattempo anche la Croazia ha presentato richiesta di adesione.

Sebbene i negoziati di adesione con la Bulgaria e la Romania siano stati avviati nel 1999, cioè all'incirca nello stesso periodo dei dieci paesi che aderiranno all'Unione nel maggio 2004, non è ancora stato dato il via libera all'entrata dei due paesi in questione. Al vertice di Copenaghen del dicembre 2002, i capi di Stato e di governo dell'UE non hanno ritenuto che la Bulgaria e la Romania fossero ancora pronte, pur riconoscendo i notevoli progressi compiuti fino ad allora da entrambi i paesi.

La Bulgaria, pur soddisfacendo i criteri politici, risultava ancora assai carente per quanto riguarda gli aspetti giudiziari, la lotta alla corruzione e alla criminalità transfrontaliera, nonché l'eliminazione delle discriminazioni nei confronti della minoranza Rom. Dal punto di vista economico, la Bulgaria non era ancora in grado di competere con le forze di mercato dell'Unione. Doveva inoltre ancora assicurare la trasparenza delle procedure per gli appalti pubblici e garantire una maggiore tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Al paese veniva inoltre consigliato di migliorare la propria strategia di approvvigionamento energetico e di disattivare quattro reattori della centrale nucleare di Kozloduy. Le pari opportunità per uomini e donne dovevano ancora trovare riscontro nella legislazione. Infine, la Bulgaria doveva adottare una più rigorosa legislazione in materia ambientale. Il Parlamento esprimeva inoltre un giudizio critico sulla continua discriminazione nei confronti degli omosessuali, prevista dalla legge.

Anche la Romania soddisfaceva i criteri politici, ma la corruzione si confermava un problema grave. Per quanto riguarda l'economia, neppure questo paese sarebbe stato ancora in grado di competere con le forze di mercato dell'Unione. Si registravano scarsi progressi in relazione alla libera circolazione delle merci e delle persone e al paese mancava la capacità amministrativa di porre in essere una nuova legislazione a tutela dell'ambiente. La politica energetica presentava inoltre delle incoerenze. Quantunque fossero stati constatati notevoli miglioramenti sul versante dei controlli di frontiera e della politica dell'immigrazione, la gestione delle frontiere doveva essere ancora rafforzata. Le carenze amministrative in numerosi settori destavano ancora notevole preoccupazione. Nelle sue relazioni il Parlamento ha deplorato a più riprese le violenze nei confronti dei bambini e lo stato di abbandono in cui versano questi ultimi negli istituti statali, evidenziando altresì i problemi dei bambini di strada e della tratta dei minori. Da allora, tuttavia, la Romania ha adottato importanti misure volte a migliorare il trattamento dei bambini.  Tra gli altri problemi evidenziati dal Parlamento vi era anche la necessità di favorire l’integrazione delle minoranze, in particolare di quella Rom, di rendere più sicura l'industria nucleare e mineraria e di garantire la libertà di informazione e l'indipendenza dei mezzi di informazione.

Tenuto conto di questa situazione, i capi di Stato e di governo dell'Unione hanno deciso, nel dicembre 2002 a Copenaghen, di proseguire i negoziati di adesione con la Bulgaria e la Romania, intensificando gli sforzi per preparare i due paesi all'adesione, possibilmente entro il 2007.

Nelle ultime relazioni sui progressi compiuti in vista dell'allargamento, il Parlamento si è congratulato con la Bulgaria per i suoi successi e ha affermato che il paese sembra in grado di terminare i negoziati di adesione entro la fine del 2004. Per quanto riguarda la Romania, il Parlamento ha rilevato che il paese ha fatto notevoli progressi in molti settori, tuttavia permangono delle difficoltà in merito al rispetto dei criteri di Copenaghen. Secondo i deputati, la Romania non potrà aderire all'UE finché non avrà applicato pienamente delle misure di lotta alla corruzione e non avrà assicurato l'indipendenza e il funzionamento soddisfacente della giustizia, nonché la libertà dei media. Il paese deve inoltre prendere delle misure per porre fine ai maltrattamenti all'interno dei commissariati di polizia. Il Parlamento ha inoltre chiesto alla Romania di creare un sistema efficace di protezione dei minori.

Decisione sull'apertura dei negoziati con la Turchia nel 2004

Pur avendo concluso un accordo di associazione con l'Unione già nel 1964 e presentato richiesta di adesione nel 1987, la Turchia è stata formalmente riconosciuta come paese candidato all'adesione soltanto al vertice di Helsinki del 1999 e, finora, non è stata adottata alcuna decisione sull'avvio dei negoziati di adesione. Nel corso degli anni, un problema rilevante è stato rappresentato dai precedenti negativi della Turchia in materia di democrazia, Stato di diritto, diritti dell'uomo e diritti delle minoranze. Tuttavia, nel dicembre 2002, i governi dell'UE hanno riconosciuto che, in un lasso di tempo relativamente breve, il paese aveva compiuto passi importanti per quanto riguarda la riforma del proprio ordinamento legislativo, allo scopo di soddisfare i criteri politici per l'adesione. La Turchia è stata esortata a proseguire vigorosamente il programma di riforme. Qualora il Consiglio, in base a una relazione e a una raccomandazione della Commissione, decida nel dicembre 2004 che la Turchia soddisfa i criteri politici fissati a Copenaghen, l'Unione europea avvierà senza indugio i negoziati di adesione.

In una risoluzione approvata il 5 giugno 2003 il Parlamento ha condiviso tale posizione, accogliendo con soddisfazione i progressi compiuti dalla Turchia per soddisfare i criteri politici per l'adesione all'Unione, ma ribadendo che non vi erano ancora tutte le condizioni per l'avvio dei negoziati di adesione. I deputati al Parlamento europeo hanno sottolineato la necessità di un'ampia riforma della Stato, esprimendo preoccupazione per il "ruolo chiave" dell'esercito in Turchia. Anche se i valori politici dell'Unione - democrazia, stato di diritto, diritti dell'uomo e delle minoranze, libertà di religione e di coscienza ...- si fondano sulla cultura giudaico-cristiana e umanistica dell'Europa, questi stessi valori possono essere accettati positivamente e difesi da un paese a maggioranza mussulmana. In altre parole, la religione dominante di un paese candidato non dovrebbe, agli occhi dei deputati, costituire un ostacolo di principio alla sua adesione.

Prospettive per i Balcani occidentali

Con i processi di allargamento del 2004 ed 2007 si è avviato un dibattito sulle frontiere definitive dell'Unione. È impossibile al momento dare una risposta conclusiva. Tuttavia, durante il Consiglio europeo di Salonicco del giugno 2003, i capi di Stato e di governo dell'UE hanno chiaramente indicato la possibilità di adesione all'Unione ai cinque paesi dei Balcani occidentali: Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia e Montenegro, nonché l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Le relazioni tra l'Unione europea e i Balcani occidentali saranno ulteriormente rafforzate grazie all’esperienza acquisita con il processo di adesione dei paesi dell'Europa centrale e orientale. Venendo incontro a una richiesta del Parlamento, alle risorse finanziarie già disponibili per la regione per il periodo 2004-2006 saranno aggiunti 200 milioni di euro. I deputati al Parlamento europeo hanno sottolineato come fosse giunto il momento di passare dall'obiettivo di garantire la sicurezza a quello di promuovere lo sviluppo sociale ed economico, onde evitare che i Balcani occidentali scivolassero permanentemente verso la povertà, rischiando di trasformarsi nuovamente in una regione di conflitto. La Croazia ha presentato richiesta di adesione nel febbraio 2003, cui la Commissione ha appena dato parere favorevole. La Macedonia ha presentato la sua candidatura nel marzo 2004.



  
Relatori:
  
Bulgaria: Geoffrey Van Orden (EPP-ED, UK)
Romania: Baroness Nicholson of Winterbourne (ELDR, UK)
Turchia: Arie Oostlander (EPP-ED, NL)
  
Gazzetta Ufficiale - atti definitivi:
  
Bulgaria
Romania
Turchia (testo adottato dal Parlamento europeo)
Consiglio europeo di Salonicco

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004