Il Parlamento europeo
in azione
Avvenimenti principali 1999-2004

 
Il Parlamento europeo
Riforma dell'UE
Allargamento
Diritti dei cittadini
Giustizia e affari interni
Relazioni esterne
Ambiente /
Protezione dei consumatori
Trasporti / Politica regionale
Agricoltura / Pesca
Politica economica
e monetaria
Politica sociale / Occupazione /
Diritti delle donne
Mercato interno / Industria / Energia / Ricerca
Telecomunicazioni
Internet
Diritti d'autore /
Società dell'informazione
Audiovisivo
Liberalizzazione dell'energia
Energie rinnovabili
Ricerca
(6° Programma quadro)
 

EPP-ED PSE Group ELDR GUE/NGL The Greens| European Free Alliance UEN EDD/PDE


16,3 miliardi di euro per incentivare la ricerca scientifica

Il Sesto Programma quadro della ricerca costituisce il principale strumento dell'UE per finanziare la ricerca scientifica. Il suo obiettivo principale è la creazione di uno "Spazio europeo della ricerca", sulla scorta del "mercato comune". Il programma dispone di un bilancio di circa 16,3 miliardi di euro ed ha una durata di quattro anni, dal 2003 al 2006. Il Parlamento europeo ha fermamente appoggiato il programma sin dall'inizio e si è adoperato in ogni modo per accelerarne l'iter legislativo, ma ha anche insistito sulla ridistribuzione di taluni fondi verso le sue priorità e, in particolare, a favore della ricerca sul cancro, l'AIDS, la malaria e la tubercolosi.

La ricerca scientifica in Europa ha bisogno più che mai di un incentivo forte in quanto i principali rivali tecnologici dell'UE, ben lungi dal dormire sugli allori, stanno intensificando i loro sforzi. Attualmente la spesa dell'Europa a favore della ricerca è inferiore a quella di degli Stati Uniti e del Giappone non solo in termini di percentuale del PIL (1,8% contro, rispettivamente, il 2,7% e il 3,1% di USA e Giappone), ma anche per numero di ricercatori, brevetti ed esportazioni di alta tecnologia pro capite.

La proposta di Sesto Programma quadro presentato dalla Commissione europea è stato modificato in taluni punti durante la procedura di codecisione, in cui il Parlamento e il Consiglio dei ministri sono stati protagonisti. Tuttavia, il Parlamento non ha voluto ritardare la procedura e ha approvato il Programma il 27 giugno 2002, consentendone l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003, senza apportare importanti modifiche alla proposta della Commissione in termini di struttura, contenuto, bilancio o disposizioni operative. La dotazione finanziaria complessiva, per il periodo di quattro anni, è pari a 16,27 miliardi di euro, ossia il 17% in più rispetto al Quinto Programma quadro, che rappresenta circa il 4% del bilancio generale dell'Unione.

L'Europa ha una forte tradizione nella ricerca e nell'innovazione, ma i suoi  centri di eccellenza sono disseminati in tutto il continente e patiscono una cooperazione e una messa in rete insufficienti. Il Sesto Programma quadro intende rimediare a questo handicap destinando circa 3 miliardi di euro allo Spazio europeo della ricerca, che è stato definito come l'equivalente di un mercato comune. Questo Spazio europeo si fonda su degli accordi di cooperazione in rete e di progetti integrati, per concentrare le risorse e coordinare le azioni di ricerca nazionali in settori quali la mobilità dei ricercatori, le infrastrutture di ricerca e le questioni di "scienza e società". Non vi sono quote nazionali per i finanziamenti stanziati dal programma che è aperto a tutti gli organismi pubblici e privati, grandi o piccoli.

Sette aree tematiche prioritarie

Gli altri 13 miliardi di euro sono destinati a sette aree tematiche prioritarie definite di comune accordo dal Parlamento e dai ministri della Ricerca: scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute; tecnologie per la società dell'informazione; nanotecnologie e nanoscienze; aeronautica e spazio; qualità e sicurezza alimentare; sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi; scienze economiche e sociali.

Il Parlamento ha svolto un ruolo fondamentale nel migliorare e ridefinire tali categorie. Innanzitutto i deputati europei hanno fatto sì che almeno il 15% dei finanziamenti fosse riservato alle piccole e medie imprese. In secondo luogo, il programma è stato chiarito e la portata di talune aree tematiche estesa.

Nella prima area tematica (genomica e biotecnologia per la salute), infatti, la ricerca fondamentale sulla genomica è stata ampliata dal Parlamento per comprendere tutti gli organismi, dato che da siffatta ricerca possono emergere delle applicazioni utili, anche per la salute umana. Per quanto riguarda le applicazioni mediche della ricerca genomica, il Parlamento ha altresì insistito sull'inclusione di una gamma più ampia di malattie, in particolare il cancro, l'AIDS, la malaria, la tubercolosi, il diabete, le malattie del sistema nervoso e cardiovascolari nonché le malattie rare. Inoltre, i deputati europei sono riusciti con successo a far prevalere un approccio più ampio nei confronti del cancro, non connesso con la genomica, incentrandosi sullo sviluppo di strategie orientate al paziente, dalla prevenzione alla diagnosi e al trattamento. La sesta priorità (sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi) è stata ristrutturata per tenere conto della richiesta del Parlamento di comprendere anche le fonti energetiche rinnovabili, i mezzi di trasporto rispettosi dell'ambiente, il cambiamento climatico mondiale e gli ecosistemi.

Principi etici

Le questioni etiche avevano grande importanza per tutti coloro che erano coinvolti nell'adozione del programma. Le opinioni erano ampiamente divergenti. I deputati del PE hanno cercato inizialmente di proibire che taluni tipi di ricerca fossero finanziati nell'ambito del programma, quali la ricerca sulla clonazione umana a scopi riproduttivi, la creazione di embrioni per scopi di ricerca e la ricerca che potrebbe rendere ereditari i mutamenti genetici. Ma gli Stati membri erano molto divisi e, alla fine, il Parlamento e i ministri della Ricerca hanno raggiunto un compromesso su una dichiarazione più ampia: "Tutte le attività di ricerca effettuate nell'ambito del Sesto Programma quadro devono aver luogo nel rispetto dei principi etici fondamentali."

Il programma è aperto ai Paesi dello Spazio Economico Europeo, ai paesi candidati dell'Europa centrale e orientale, a Cipro, Malta, alla Turchia, alla Svizzera e a Israele. Israele è stato l'unico paese non europeo ad essere pienamente associato ai programmi quadro dell'UE e fornirà al bilancio un contributo di 192 milioni di euro.

Sesto Programma quadro - come funziona

Saranno finanziati solamente progetti che coinvolgono diversi partner di vari paesi. I fondi sono stanziati a seguito di "inviti a presentare proposte" pubblicati dalla Commissione. I progetti sono valutati da una media di cinque esperti indipendenti. I fondi del programma non costituiscono sovvenzioni generali a organizzazioni o società di ricerca. Possono essere utilizzati solamente per lavori specifici o progetti di ricerca. La Commissione è responsabile dell'attuazione del programma.



  
Relatori:
  
Sesto Programma Quadro di Ricerca: Gérard Caudron (GUE/NGL, F)
  
Gazzetta Ufficiale - atti definitivi:
  
Sesto Programma Quadro di Ricerca

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004