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Alle urne, cittadini!

Dal 1979 i cittadini dell'Unione europea scelgono i propri rappresentanti al Parlamento europeo. Gli eurodeputati sono eletti a suffragio universale diretto per un periodo di cinque anni secondo una procedura che non è uniforme ma che tuttavia soddisfa talune regole comuni.

Le prossime elezioni europee avranno luogo fra il 10 e il 13 giugno prossimo.

La data di domenica 13 giugno è stata scelta per la maggior parte dei venticinque Stati membri: Germania, Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Svezia.

I Paesi Bassi e il Regno Unito, che tradizionalmente votano di giovedì, hanno scelto la data del 10 giugno. Gli irlandesi si recheranno alle urne venerdì 11 giugno, mentre in Lettonia e a Malta lo scrutinio avrà luogo il giorno seguente, sabato 12 giugno. Infine nella Repubblica Ceca e in Italia lo scrutinio si svolgerà in due giorni: l'11 e il 12 giugno nel primo paese e il 12 e il 13 giugno nel secondo.

Se la maggior parte degli Stati membri sono organizzati in un'unica circoscrizione che ricopre tutto il territorio nazionale, sette Stati membri sono divisi in varie circoscrizioni: 3 in Belgio (collegi francofono, fiammingo e germanofono), 4 in Irlanda, 5 in Italia, 8 in Francia (paese in cui la legge elettorale è stata di recente modificata), 11 nel Regno Unito, 13 in Polonia e 16 in Germania (paese in cui le liste elettorali possono essere costituite a livello di Land o di Stato federale).

Il voto di lista e la proporzionale in comune

La maggior parte degli Stati membri non ha fissato una percentuale minima di voti che ciascuna lista ufficialmente presentata deve ottenere. Tuttavia in Germania, Danimarca, Francia (in ogni circoscrizione), Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia le liste che non hanno ottenuto il 5% dei voti sono escluse dalla ripartizione dei seggi. Tale percentuale è del 4% in Austria e in Svezia e del 3% in Grecia.

D'altra parte, in taluni Stati membri è possibile votare per candidati presenti in liste diverse o esprimere un voto preferenziale per uno o più candidati (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Svezia), mentre altri Stati membri applicano il sistema delle liste chiuse. In Irlanda, a Malta e nell'Irlanda del Nord (3 dei 78 seggi attribuiti al Regno Unito), la ripartizione dei seggi si effettua tramite il voto trasferibile semplice.

Contro il cumulo dei mandati

Cumulare un seggio al Parlamento europeo e al parlamento nazionale è ormai proibito. Solo l'Irlanda e il Regno Unito possono derogare a tale regola.

A chi vuol essere deputato al Parlamento europeo è vietato cumulare altri mandati. Vige infatti l'incompatibilità con la carica di membro di un governo nazionale, della Commissione, della Corte di giustizia o del Tribunale di primo grado delle Comunità europee.

Le condizioni di voto e di eleggibilità

I cittadini dell'Unione europea residenti in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza hanno il diritto di votare nello Stato membro di residenza, alle stesse condizioni dei cittadini di questo Stato. Nell'Unione europea allargata l'età minima richiesta per esercitare il diritto di voto è di 18 anni. La nozione di residenza non è invece oggetto di una definizione uniforme.

Per essere eletti è necessario essere cittadini di uno Stato membro e soddisfare le condizioni di residenza definite dalla legge elettorale di tale Stato. I candidati devono inoltre aver compiuto i 18 anni in Germania, Danimarca, Spagna, Finlandia, Ungheria, Lussemburgo, nei Paesi Bassi, in Portogallo, a Malta, in Slovenia e in Svezia. In Austria l'età minima richiesta è di 19 anni, in Belgio, Irlanda, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, nella Repubblica Ceca, nel Regno Unito e in Slovacchia l'età minima è di 21 anni. In Francia la legge elettorale prescrive un'età minima di 23 anni. A Cipro, in Grecia e in Italia, bisogna avere compiuto 25 anni.

Promuovere la parità

Taluni Stati membri ricorrono alla legge per favorire la parità dell'accesso di donne e uomini ai mandati elettorali e alle funzioni elettive. Altrove, i partiti politici continuano a stabilire regole proprie.

Al Parlamento europeo 220 seggi sono occupati da donne e 568 da uomini: la presenza femminile (28%) è perciò più elevata rispetto a quella osservata nella maggior parte dei parlamenti degli Stati membri. In Svezia tale percentuale è vicinissima alla parità (45%) e solo in Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Finlandia e nei Paesi Bassi essa è superiore al 30%.



 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004