Il Parlamento europeo
in azione
Avvenimenti principali 1999-2004

 
Il Parlamento europeo
Elezioni al PE
Organizzazione
e funzionamento del PE
Codecisione ed altre procedure
Poteri di bilancio
Controllo di bilancio
Controllo democratico
Statuto dei deputati
e dei partiti politici
Commissioni temporanee
e d'inchiesta
Altre Istituzioni UE
Riforma dell'UE
Allargamento
Diritti dei cittadini
Giustizia e affari interni
Relazioni esterne
Ambiente /
Protezione dei consumatori
Trasporti / Politica regionale
Agricoltura / Pesca
Politica economica
e monetaria
Politica sociale / Occupazione /
Diritti delle donne
Mercato interno / Industria / Energia / Ricerca
 

EPP-ED PSE Group ELDR GUE/NGL The Greens| European Free Alliance UEN EDD/PDE


Le istituzioni dell'Unione europea

L'Unione europea non è né una Federazione come gli Stati Uniti né un'istanza di semplice cooperazione come le Nazioni Unite. Si tratta di una costruzione politica, giuridica e istituzionale unica nel suo genere. Gli Stati che la compongono restano sovrani ma hanno deciso di perseguire politiche comuni. A tal fine hanno creato delle istituzioni per definirle e attuarle. Segue una breve descrizione di quelle principali.

Tutta la meccanica europea è basata su un triangolo istituzionale: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo. La Commissione, vera e propria istanza sovranazionale nel Trattato CECA, ha visto il suo ruolo leggermente ridimensionato a partire dal Trattato CEE. Resta comunque a tutt'oggi il motore dell'integrazione europea. In particolare, detiene il potere di iniziativa legislativa e di bilancio: la Commissione propone. Sono invece il Consiglio, in seno al quale sono rappresentati i governi, e il Parlamento, che rappresenta i cittadini, che dispongono. Queste due istituzioni condividono infatti il potere decisionale in campo legislativo e di bilancio. A questo triangolo originario col tempo è venuto ad aggiungersi un quarto "vertice", il Consiglio europeo, che ritma la vita comunitaria.

Il Consiglio europeo

A partire dal 1961 i capi di Stato e di governo della CEE si sono riuniti in modo informale. Nel 1974 si è deciso di assegnare un ruolo più importante e regolare a tali vertici. Era nato il "Consiglio europeo", che si sarebbe riunito due volte l'anno per dare impulso allo sviluppo dell'Unione e definire gli orientamenti politici generali. Il Consiglio europeo in quanto tale non esercita il potere legislativo. Definisce le sue posizioni per consenso e le sue conclusioni non hanno finora valore giuridico ma orientano i lavori dell'Unione chiedendo regolarmente alle altre istituzioni di adottare misure concrete.

Il Consiglio europeo si compone dei capi di Stato e di governo e del Presidente della Commissione. Secondo una tradizione ormai consolidata, il Presidente del Parlamento è ospite regolare del Consiglio europeo, al quale si rivolge all'inizio di ogni riunione. Attualmente la presidenza del Consiglio europeo è esercitata dallo stesso Paese che esercita la presidenza semestrale del Consiglio dei ministri. Ma il progetto di Costituzione elaborato nel 2003 dalla Convenzione per il futuro dell'Europa prevede una presidenza più lunga: il Presidente del Consiglio europeo sarebbe eletto dai capi di Stato e di governo, a maggioranza, per un mandato di due anni e mezzo (cfr. nota sulla Convenzione).

Il Consiglio europeo si riunisce ormai quattro volte l'anno. In questi due ultimi anni si è riunito alternativamente a Bruxelles e nello Stato membro che esercitava la presidenza semestrale. Dal 1° maggio 2004 tutte le riunioni si tengono a Bruxelles.

Il Consiglio dei ministri

Il Consiglio si compone di un rappresentante ministeriale per ogni Stato membro. È in questa sede che si confrontano i punti di vista nazionali sulle decisioni da adottare. Il Consiglio, con il Parlamento, è uno dei due rami dell'autorità legislativa e di bilancio, ma dispone altresì di poteri esecutivi. Fino al 2002 il Consiglio poteva riunirsi in sedici "formazioni" diverse, secondo le materie trattate. Si è poi deciso di razionalizzare tali riunioni in nove formazioni: affari generali e relazioni estere; problemi economici e finanziari; giustizia e affari interni; occupazione, politica sociale, sanità e consumatori; competitività; trasporti, comunicazioni ed energia; agricoltura e pesca; ambiente; istruzione, gioventù e cultura.

Il Consiglio ha sede a Bruxelles ma nei mesi di aprile, giugno e ottobre si riunisce a Lussemburgo. Gli Stati membri si succedono alla presidenza con ritmo semestrale, fissato fino al 2006: Irlanda e Paesi Bassi nel 2004; Lussemburgo e Regno Unito nel 2005; Austria e Finlandia nel 2006. Il progetto di Costituzione prevede presidenze di turno più lunghe, di un anno, il cui ordine dovrebbe essere adottato dal Consiglio europeo all'unanimità, nel rispetto del principio di rotazione paritaria per tutti gli Stati membri.

Salvo disposizioni contrarie (per esempio per la fiscalità o per talune materie sociali), il Consiglio adotta le sue decisioni a maggioranza qualificata. Attualmente, i voti degli Stati membri sono ponderati in funzione del loro peso demografico ma secondo una proporzionalità decrescente che va da 10 voti per gli Stati più popolati (Germania, Regno Unito, Francia e Italia) a 2 voti per i meno popolati (Cipro, Lussemburgo e Malta). Per il Consiglio a 25, a partire dal 1° maggio 2004, ci saranno 124 voti in totale e la maggioranza qualificata ne esigerà 88, ma solo per qualche mese.

Secondo il Trattato di Nizza, infatti, dal 1° novembre 2004 la ponderazione sarà modificata secondo una logica più favorevole ai grandi Stati membri che, alla stessa data, non disporranno più che di un solo Commissario. Questa nuova ponderazione attribuirà 29 voti ai suddetti quattro grandi paesi, 27 alla Spagna e alla Polonia, 13 ai Paesi Bassi, … e 3 a Malta. Ossia, 321 voti ripartiti tra i 25 Stati membri, con una soglia fissata a 232 per la maggioranza qualificata.

Il progetto di Costituzione propone di sostituire tale sistema complesso con una doppia maggioranza molto più semplice: la maggioranza qualificata è raggiunta quando la metà degli Stati membri rappresentanti il 60% della popolazione si pronuncia a favore di una decisione. È essenzialmente su tale riforma che il Consiglio europeo non è riuscito a raggiungere un accordo nella sua riunione di Bruxelles del dicembre 2003.

La Commissione

La Commissione è un organo collegiale, politicamente indipendente, che rappresenta l'interesse generale europeo. Anche se l'accresciuto potere del Consiglio europeo le ha fatto ombra, la Commissione resta il motore indispensabile del sistema istituzionale europeo. Ha potere esclusivo di iniziativa legislativa; dispone di taluni poteri sovranazionali, nel settore della concorrenza in particolare; è custode dei Trattati e a tale titolo può deferire gli Stati membri alla Corte di giustizia qualora non rispettino i loro impegni; è infine responsabile dell'attuazione delle decisioni del Parlamento e del Consiglio e dell'esecuzione del bilancio. Nei settori della concorrenza, del commercio estero e della politica agricola, la Commissione dispone inoltre di poteri indipendenti - come ad esempio infliggere un'ammenda a un'impresa o negoziare in seno all'OMC.

Con il termine "Commissione" si intende al contempo l'amministrazione permanente incaricata di svolgere tutte le suddette mansioni e l'istanza politica del Collegio dei Commissari, che hanno sede a Bruxelles.  Il mandato dei Commissari è stato portato a cinque anni affinché corrisponda alla durata della legislatura parlamentare e uno dei primi atti del Parlamento consiste proprio nel concedere l'investitura al Presidente della Commissione e, successivamente, al Collegio dei Commissari nel suo insieme. I Commissari sono proposti dagli Stati membri ma, in principio, ne sono indipendenti. Il Collegio è invece responsabile davanti al Parlamento europeo, che ha il potere di destituirlo con mozione di censura (la qual cosa non si è mai verificata).

Il numero dei Commissari è spesso considerato una condizione per l'efficacia del Collegio. Finora si avevano due Commissari per i "grandi" Stati membri e uno per gli altri, per un totale di 20 nell'ambito della Commissione dell'UE a 15. Dal 1° maggio 2004, a seguito dell'ampliamento, questo numero è stato portato a 30, con un nuovo Commissario per ciascuno Stato aderente. La nuova Commissione che entrerà in funzione nel novembre 2004 vedrà un solo Commissario per Stato membro, per un totale di 25. In virtù del trattato di Nizza, quando l'Unione sarà composta da 27 Stati membri il numero di Commissari dovrà essere inferiore a 27. Secondo il progetto di Costituzione il numero di Commissari "con diritto di voto" sarà riportato a 15 nel 2009, presidente e (futuro) ministro degli affari esteri compresi, mentre un numero indeterminato di Commissari senza diritto di voto continuerà a sussistere. Le due "categorie" si ripartiranno sulla base di una rotazione uguale tra Stati membri.

Il Parlamento

Nello schema istituzionale triangolare è senza dubbio il Parlamento europeo che ha visto il suoi poteri accrescersi maggiormente nel corso degli ultimi decenni, soprattutto dopo le sue prime elezioni a suffragio universale nel 1979. Grazie alla generalizzazione della procedura di codecisione, che dovrebbe essere ulteriormente estesa secondo il progetto di Costituzione, il Parlamento è diventato un vero e proprio colegislatore insieme al Consiglio. Se dovessimo comparare il modello comunitario esistente ai modelli federali classici, il Parlamento europeo rappresenterebbe la Camera dei popoli e il Consiglio sarebbe la Camera degli Stati.

Il Parlamento uscente era composto da 626 deputati. Con l'ampliamento e la nuova ripartizione dei seggi dopo le elezioni del 13 giugno 2004 si avranno 732 eletti. Il progetto di Costituzione prevede una soglia di 736 eletti e attribuisce un minimo di quattro deputati agli Stati più piccoli.

Il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo, dove tiene attualmente 12 sessioni plenarie di quattro giorni, ma le sue commissioni e i gruppi politici si riuniscono a Bruxelles, dove si tengono altresì le sessioni plenarie addizionali, mentre la sua amministrazione si divide tra Bruxelles e Lussemburgo.

Poiché le nostre note informative sono state elaborate nella prospettiva delle elezioni europee, otto di esse forniscono informazioni dettagliate sui principali aspetti dei poteri e del funzionamento del PE.

Altre istituzioni e organi

Oltre alle istituzioni politiche, varie altre istanze completano il paesaggio istituzionale dell'Unione. La Corte di giustizia, che ha sede a Lussemburgo, garantisce il rispetto del diritto comunitario e può essere adita dalle altre istituzioni. Non deve essere confusa con la Corte europea dei diritti dell'uomo, che invece ha sede a Strasburgo e dipende dal Consiglio d'Europa. Un'altra istituzione che ha sede a Lussemburgo è la Corte dei conti, la quale garantisce la buona gestione delle finanze comunitarie. Il Mediatore invece ha sede a Strasburgo, e garantisce la buona amministrazione degli interessi dei cittadini da parte delle istituzioni (cfr. nostra nota sulla cittadinanza europea).

Fra le istituzioni finanziarie la Banca centrale europea, responsabile della politica monetaria nella zona euro, ha sede a Francoforte (cfr. nota sul controllo della BCE), mentre la Banca europea per gli investimenti, che finanza progetti di investimento europeo, ha sede a Lussemburgo.

Due organi consultivi hanno sede a Bruxelles: il Comitato economico e sociale, che rappresenta le organizzazioni economiche, sociali e civiche dell'UE, e il Comitato delle regioni, dove si esprimono le collettività regionali e locali.

Infine, l'Unione conta 15 agenzie specializzate, le cui sedi sono ripartite fra i vari Stati membri e che svolgono mansioni tecniche, scientifiche o di gestione ben precise, per esempio nel settore dell'ambiente, dei farmaci o della sicurezza alimentare.



  
Links per le istituzioni e gli organi dell'Unione:
  
Consiglio dell'Unione europea
Commissione europea
Parlamento europeo
Corte di giustizia delle Comunità europee
Corte dei conti europea
Mediatore europeo
Banca centrale europea
Banca europea per gli investimenti
Comitato economico e sociale europeo
Comitato delle regioni
Agenzie della Comunità europea

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004