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Quando il Parlamento indaga

Nel periodo 1996-1997 il Parlamento europeo ha istituito due commissioni d'inchiesta: una sul transito comunitario e l'altra, più mediatizzata, sulla gestione della crisi della "mucca pazza". In questa legislatura non vi sono state commissioni d'inchiesta vere e proprie, ma sono state istituite quattro commissioni temporanee. Anche se forse meno spettacolari, le commissioni temporanee consentono ai deputati di fare luce su tematiche oggetto di dibattito pubblico, e di formulare proposte utili su basi concrete. Queste commissioni temporanee si sono occupate del sistema di intercettazione delle comunicazioni "Echelon", della genetica umana, dell'afta epizootica, nonché della sicurezza marittima a seguito dei naufragi del Prestige e dell'Erika.

Tra i vari strumenti di controllo e fonti di informazione di cui i deputati dispongono, le commissioni d'inchiesta e le commissioni temporanee vengono ad aggiungersi alle commissioni parlamentari permanenti e alle audizioni pubbliche. Il Parlamento può costituire una commissione d'inchiesta se un quarto dei deputati lo richiede, a condizione che questa richiesta sia avallata dalla Conferenza dei presidenti (cioè i capi dei gruppi politici) e, successivamente, dall'Assemblea plenaria. La commissione d'inchiesta dispone allora di 12 mesi per svolgere le sue indagini, che possono essere prorogate di tre mesi a due riprese. L'obiettivo dell'inchiesta può però riguardare solo presunte infrazioni al diritto comunitario o casi di cattiva amministrazione dello stesso da parte di un'istituzione comunitaria o di un'amministrazione pubblica di uno Stato membro. L'inchiesta sulla "mucca pazza", che riguardava il modo in cui la Commissione, il Consiglio e il governo del Regno Unito avevano gestito questa crisi così inquietante per la salute umana, ha portato a raccomandazioni rigorose e ad una riforma interna della Commissione per tenere maggiormente conto della protezione dei consumatori.

Le commissioni temporanee sono invece istituite per un periodo di 12 mesi, ma possono essere prorogate a tempo indefinito. L'oggetto delle loro indagini può andare oltre lo stretto quadro dell'applicazione del diritto comunitario. Per questo, la formula della commissione temporanea è stata preferita a quella della commissione d'inchiesta per cercare di saperne di più sul sistema "Echelon", le cui implicazioni andavano ben oltre al diritto comunitario, ancora in gran misura inesistente in questo settore. Inoltre, una commissione d'inchiesta avrebbe avuto minore libertà d'azione, visto che sarebbe stata limitata, in base alle norme vigenti, da motivi di segretezza o di sicurezza pubblica o nazionale.

Echelon esiste e bisogna proteggersene

Nel 1999 il Parlamento europeo ha preso conoscenza, con grande stupore, del testo di una relazione che aveva chiesto a Duncan Campbell, un giornalista investigativo britannico. Questa relazione rivelava l'esistenza di un sistema mondiale di intercettazione delle telecomunicazioni chiamato "Echelon" che, andando ben oltre alle classiche attività di raccolta di informazioni, sarebbe arrivato fino allo spionaggio industriale e all'ascolto di comunicazioni private. La relazione rivelava che questa rete vedeva coinvolti gli Stati Uniti d'America, il Regno Unito, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda e che, attraverso questo sistema, i servizi di intelligence statunitensi aiutavano le imprese americane a ottenere contratti a discapito dei concorrenti europei.

Il Parlamento ha deciso di istituire una commissione temporanea per verificare questi asserzioni ed esaminare le misure da prendere. A partire dal luglio 2000, i deputati hanno ascoltato numerosi esperti di telecomunicazioni e di protezione dei dati, membri dei servizi di intelligence, giornalisti, giuristi e deputati nazionali. La commissione temporanea ha presentato le sue conclusioni nel settembre 2001, sotto forma di una risoluzione approvata dall'Assemblea plenaria. Il Parlamento europeo ha concluso che la rete "Echelon" esiste realmente, e serve proprio ad intercettare comunicazioni private e commerciali.

I deputati hanno invitato gli Stati membri a elaborare programmi europei di criptaggio e a sensibilizzare i cittadini e le imprese sulla necessità di proteggersi. La Commissione europea è stata invitata a rafforzare il proprio sistema di sicurezza e le imprese sono state esortate a rafforzare la cooperazione con i servizi di controspionaggio. A seguito delle raccomandazioni del Parlamento, l'Unione si è dotata di un'agenzia incaricata della sicurezza delle reti di informazione.

La genetica umana: un esame delicato

Nel dicembre 2000 è stata creata un'altra commissione temporanea, incaricata di esaminare i recenti sviluppi della genetica umana e delle altre nuove tecnologie della medicina moderna, quali la clonazione o la ricerca sulle cellule staminali. Dopo la nascita di Dolly, la prima pecora clonata, nel 1996, la scienza e la biotecnologia hanno fatto rapidissimi progressi. Nel 2000 il governo del Regno Unito ha deciso di sostenere la clonazione a fini terapeutici. Questi sviluppi scientifici hanno implicazioni sociali, giuridiche, etiche ed economiche che interessano il Parlamento europeo. Quest'ultimo intendeva quindi documentarsi in modo approfondito al fine di poter assumere le proprie responsabilità politiche e formulare raccomandazioni nel miglior modo possibile.

Nel gennaio 2001 i deputati si sono messi al lavoro. In un periodo di sei mesi sono state organizzate undici audizioni di esperti e una tavola rotonda con deputati nazionali. A dimostrazione della natura delicata e controversa del soggetto, basta notare che al progetto di relazione finale sono stati proposti oltre 500 emendamenti. La relazione è stata poi approvata in commissione con 18 voti a favore, 13 contrari e 3 astensioni. La commissione temporanea si è pronunciata contro la clonazione terapeutica, oltre a quella riproduttiva. Viene esclusa la possibilità di utilizzare le cellule staminali embrionali create in vitro per fini diversi dalla gravidanza, così come il finanziamento di ricerche sulla clonazione umana da parte del bilancio comunitario. Viene esclusa anche la commercializzazione di embrioni umani o di cellule staminali embrionali. La commissione temporanea ha poi chiesto un inquadramento giuridico di tutte le ricerche in queste nuove tecnologie mediche e ha proposto un quadro generale di protezione dei diritti umani. Pur opponendosi alla brevettabilità della materia vivente, è tuttavia appoggiata la ricerca sulle cellule staminali adulte.

La discussione in plenaria, il 29 novembre 2001, è stata estremamente animata. Molti emendamenti contraddittori tra loro hanno rischiato di rendere incomprensibile la posizione del Parlamento. La maggior parte dei gruppi politici non si riconosceva più nella proposta di risoluzione che, alla fine, è stata respinta da una maggioranza schiacciante: 319 voti contrari, 37 a favore e 47 astensioni. I lavori della commissione temporanea hanno tuttavia consentito al Parlamento di documentarsi in modo approfondito su queste complesse tematiche e di dare un'ampia pubblicità al dibattito. La reiezione di questa specifica risoluzione non ha impedito al Parlamento di esprimersi su alcuni aspetti. Nel settembre 2000, infatti, una risoluzione ha messo al bando ogni ricerca sulla clonazione umana e, nell'ottobre 2001, l'Assemblea si è pronunciata contro la brevettabilità degli esseri umani, delle loro cellule o dei loro geni.

Come lottare contro l'afta epizootica?

Nella primavera del 2001 dei focolai di afta epizootica si sono manifestati nel Regno Unito, nei Paesi bassi e, in minor misura, in Francia e in Irlanda. Si preferì procedere all'abbattimento dei capi piuttosto che alla loro vaccinazione. La maggior parte degli allevatori britannici si opponeva alla vaccinazione perché ciò avrebbe comportato il divieto di accesso della loro produzione all'industria alimentare. Solo nel Regno Unito sono stati abbattuti 6,5 milioni di animali. L'impatto economico dell'epidemia è stato notevole, così come la preoccupazione dell'opinione pubblica. La legislazione comunitaria era adeguata? È stata applicata correttamente? E come prevenire altre crisi?

Nel gennaio 2002 il Parlamento europeo ha deciso di costituire una commissione temporanea per rispondere a questi interrogativi e formulare raccomandazioni. Questa commissione ha svolto numerose audizioni di funzionari e responsabili politici nazionali ed europei, scienziati e rappresentanti del settore agricolo. Varie delegazioni si sono recate nelle regioni più colpite del Regno Unito e dei Paesi Bassi.

Nel dicembre 2002 la commissione temporanea ha presentato il risultato dei suoi lavori alla Plenaria, che ha approvato una risoluzione con la quale si raccomanda di ricorrere in primo luogo alla vaccinazione quando si dichiara un focolaio, per evitare abbattimenti in massa di bestiame. Ma, tenuto conto delle numerose varianti della malattia, non è possibile ricorrere alla vaccinazione preventiva con un solo tipo vaccino.

Conformemente alle conclusioni e alle raccomandazioni del Parlamento, la Commissione europea ha proposto poco dopo una nuova direttiva volta ad aggiornare i metodi di lotta contro l'afta epizootica. Come richiesto dai deputati, la vaccinazione d'emergenza è raccomandata ma non resa obbligatoria, a meno che le mandrie colpite non possano essere abbattute entro 24 ore e quelle più esposte entro 48 ore. In un'altra relazione il Parlamento appoggia questa proposta della Commissione, insistendo nel contempo affinché le misure da prendere affrontino anche le ripercussioni sociali e psicologiche di eventuali nuove crisi.

Rafforzare la sicurezza marittima

A seguito del naufragio dell'Erika e del Prestige e di altri incidenti, in questa legislatura è stata creata una quarta commissione temporanea con l'obiettivo di esaminare come si sono verificate queste catastrofi, di valutarne le conseguenze economiche e sociali, di verificare il rispetto delle norme comunitarie e di proporre misure complementari.

Lo svolgimento di questi lavori è illustrato in una nota specifica dedicata alla sicurezza marittima, un tema sul quale sono state elaborate diverse norme comunitarie e nelle quali il Parlamento ha svolto un importante ruolo in qualità di colegislatore.



  
Relatori:
  
Sistema di intercettazione ECHELON: Gerhard Schmid (PES, D)
Genetica umana e altre nuove tecnologie della medicina moderna: Francesco Fiori (EPP-ED, I)
L’afta epizootica nell'Unione europea nel 2001: Wolfgang Kreissl-Dörfler (PES, D)
Misure di prevenzione e di lotta alle epizoozie nell'Unione europea: Wolfgang Kreissl-Dörfler (PES, D)
  
Gazzetta ufficiale – Atti definitivi:
  
Sistema di intercettazione ECHELON - testo approvato dal Parlamento
Genetica umana e altre nuove tecnologie della medicina moderna - il Parlamento ha respinto la proposta di risoluzione
L’afta epizootica nell'Unione europea nel 2001 - testo approvato dal Parlamento
Misure di prevenzione e di lotta alle epizoozie nell'Unione europea

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004