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No allo Statuto dei deputati europei -
Si allo Statuto dei partiti politici europei

Alcuni degli aspetti concernenti l'attività del Parlamento europeo restano sorprendentemente più di carattere "nazionale" che "europeo". I deputati europei, infatti, non percepiscono tutti la stessa remunerazione. Tanto è vero che sono retribuiti dal proprio paese d'origine, in base alle remunerazioni previste per i deputati dei rispettivi parlamenti nazionali. Anche per le elezioni europee i partiti nazionali non sono stati sostituiti da partiti politici a valenza europea.  Ogni sforzo teso a introdurre criteri comuni riguardo alla remunerazione e alle condizioni dei deputati europei  si è arenato. Viceversa, le misure a favore della creazione di partiti politici europei hanno permesso dei progressi incoraggianti.

I deputati europei sono soggetti ad una miriade di norme relative allo statuto, alla retribuzione, alle indennità, all'immunità e ad altre questioni che li riguardano. In alcuni casi, essi sono sottoposti alla legislazione del proprio paese, in altri alla normativa europea. Da ciò deriva tutta una serie di anomalie. Per esempio, un deputato spagnolo riceve la stessa remunerazione di un deputato delle Cortes, mentre un deputato tedesco riceve la stessa remunerazione di un deputato del Bundestag.  Non soltanto i deputati europei vengono retribuiti dai rispettivi paesi d'origine, ma sono anche soggetti alle imposte nazionali. Eppure i deputati europei hanno tutti lo stesso mandato, che è svolto principalmente a Bruxelles e a Strasburgo.

Nel corso degli anni si è tentato con ogni sforzo di raggiungere un accordo finalizzato ad uno "statuto comune" ossia ad un insieme di norme che eliminasse ogni differenza. Tuttavia, tale statuto deve essere approvato non soltanto dal Parlamento europeo, ma anche dai governi nazionali. I deputati europei credevano di essere giunti ad una conclusione al riguardo quando, nel giugno del 2003, il Parlamento è giunto ad un accordo sul progetto di statuto, dopo anni di tentativi volti a raggiungere un compromesso che venisse accettato dai vari governi riuniti nel Consiglio dei ministri.  Purtroppo però il Consiglio ha sollevato delle obiezioni sui tre punti seguenti: l'età di pensionamento per i deputati, il regime fiscale relativo alle loro indennità e le questioni attinenti ai privilegi e alle immunità. Questi punti, secondo il Consiglio, potevano essere modificati solamente in base ai negoziati tra i vari governi europei.

Il Parlamento ha risposto con un nuovo voto nel dicembre del 2003 decidendo, a larga maggioranza, di eliminare il pomo della discordia.  I deputati, anche se pagati d'ora innanzi dal bilancio comunitario, hanno quindi accettato di essere sottoposti sia all'imposta comunitaria che a quella nazionale, proprio come voluto da alcuni governi. Ciò però, solo a condizione che fossero evitati casi di doppia tassazione (richiesta accettata dal Consiglio). Il Parlamento ha accettato di trattare separatamente il capitolo delle immunità e dei privilegi, richiedendo agli Stati membri  di rivedere il pertinente Protocollo del 1965.  Infine, i deputati europei hanno proposto un compromesso sull'età di pensionamento che, secondo la Presidenza italiana, era accettabile: i deputati europei avrebbero avuto il diritto alla pensione a partire dai 63 anni (al posto dei 65 auspicati dal Consiglio e dei 60 proposti dallo stesso Parlamento nel giugno precedente).

Sembrava che, venticinque anni dopo le prime elezioni dirette al Parlamento europeo, tutti i deputati europei sarebbero stati finalmente sottoposti alle stesse norme. Ma inaspettatamente, durante la riunione del Consiglio del 26 gennaio 2004, proprio mentre stava per essere approvato il progetto di statuto, alcuni ministri hanno sollevato delle obiezioni riguardo al livello delle indennità dei deputati europei, fissate al 50% di quelle di un giudice della Corte di giustizia europea e alle quali, fino ad allora, nessuno si era opposto. L'intero progetto di statuto è stato dunque accantonato e spetterà adesso al nuovo Parlamento rilanciarlo.

Statuto dei partiti politici

Il testo riguardo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei ha avuto un destino migliore. Attualmente, i deputati europei vengono eletti come rappresentanti dei partiti politici nazionali, sebbene, una volta stabilitisi a Bruxelles, operino generalmente attraverso i "gruppi politici" che rappresentano tutte le tendenze dello scacchiere politico e che riuniscono i partiti nazionali che hanno la stessa linea politica.  Al di fuori del Parlamento europeo, alcuni dei principali partiti politici hanno creato da tempo delle federazioni europee che, però, non presentano né lo stesso grado di coesione né lo stesso impatto pubblico dei partiti politici europei. Nel corso degli anni, tuttavia, si sono costituiti numerosi partiti politici di livello europeo come per esempio il PPE (democratici cristiani, centro-destra), il Partito del socialismo europeo, l'ELDR (liberali), l'Alleanza libera europea (per la maggior parte partiti regionalisti) e i Verdi. Altri partiti sono in fase di costituzione.

Il riconoscimento dei partiti politici europei sarebbe vantaggioso per l'UE, soprattutto per invertire la tendenza generale per cui il successo alle elezioni europee si gioca puntando più su tematiche nazionali che comunitarie. A tale proposito infatti, il Trattato che istituisce le Comunità europee stabilisce che "i partiti politici a livello europeo sono un importante fattore per l'integrazione in seno all'Unione. Essi contribuiscono a formare una coscienza europea e ad esprimere la volontà politica dei cittadini dell'Unione". Nonostante l'importanza attribuita ai partiti politici europei, ci è voluto diverso tempo - anche se più breve che per lo statuto dei deputati europei - prima che tra i governi dell'UE e tra il Parlamento e gli stessi governi venisse raggiunto un accordo circa le norme relative al riconoscimento dei partiti politici europei che, tra l'altro, prevede il loro finanziamento da parte del bilancio dell'Unione.

Il regolamento sui "partiti politici a livello europeo", che entrerà in vigore nel luglio del 2004, successivamente alle elezioni europee, stabilisce che un partito politico europeo, per essere riconosciuto e ottenere il finanziamento, deve essere rappresentato in almeno un quarto degli Stati membri da deputati al Parlamento europeo o da deputati dei parlamenti nazionali o delle assemblee regionali. In alternativa, esso deve aver ottenuto in almeno un quarto degli Stati membri un minimo del 3% dei voti alle ultime elezioni europee. Un partito politico europeo deve inoltre rispettare i principi dell'UE quali la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché lo Stato di diritto.

Il bilancio dell'Unione prevede per il finanziamento dei partiti politici europei 8,4 milioni di euro all'anno.  Di questa cifra, il 15% verrà distribuito in parti uguali ai diversi partiti, mentre il resto verrà attribuito in proporzione al numero dei deputati eletti al Parlamento europeo. Per ricevere un finanziamento dal bilancio, un partito politico europeo deve formulare ogni anno una domanda al Parlamento. Le somme percepite potranno così essere utilizzate soltanto per coprire le spese che abbiano attinenza diretta con gli obiettivi del programma politico del partito e non potranno finanziare direttamente o indirettamente i partiti politici nazionali.

Un partito politico europeo deve altresì pubblicare annualmente le entrate e le uscite e dichiarare ogni altra fonte di finanziamento, fornendo la lista dei donatori che hanno offerto somme superiori a 500 euro. Un partito non può accettare donazioni anonime o provenienti da enti di cui lo Stato detenga più del 50% del capitale, né donazioni superiori a 12.000 euro all'anno da parte di persone fisiche o giuridiche.



  
Relatori:
  
Adozione dello Statuto dei deputati europei al Parlamento: Willi Rothley (PES, D)
Statuto e finanziamento dei partiti politici europei: Jo Leinen (PES, D)
  
Gazzetta Ufficiale - atti definitivi:
  
Adozione dello Statuto dei deputati europei al Parlamento - testo adottato dal Parlamento
Adozione dello Statuto dei deputati europei al Parlamento - risoluzione adottata dal Parlamento
Statuto e finanziamento dei partiti politici europei

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004