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Maggiore trasparenza per l’Organizzazione mondiale del commercio

Il commercio estero riguarda ciascuno di noi, ovunque: se non esistesse il commercio non si potrebbero avere le banane a Vienna, né i medicinali europei a New York. L’argomento è tuttavia complesso e lo svolgimento dei negoziati sulle quote e le tariffe doganali appare burocratico. Molti considerano l’Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) un colosso impenetrabile sul cui operato nessun soggetto esterno può influire minimamente. Le manifestazioni antiglobalizzazione in occasione dei vertici dell’OMC sono ormai all’ordine del giorno. In qualità di rappresentanti eletti dai cittadini, i deputati al Parlamento europeo stanno pertanto lottando per garantire una maggiore trasparenza dell'organizzazione e poter influenzare maggiormente i negoziati OMC.

L’Unione europea rappresenta circa un quinto delle importazioni e delle esportazioni a livello mondiale, per cui il “commercio mondiale” riveste un’importanza fondamentale per l’UE. Le modalità di lavoro dell’OMC rimangono tuttavia oscure a molti, lasciando spazio a luoghi comuni. Ciò non meraviglia visto che l’OMC si occupa di una molteplicità di temi e le sue conferenze ministeriali continuano a tenersi a porte chiuse. I cittadini sono sempre più diffidenti nei confronti dell’Organizzazione. In realtà, il commercio mondiale e la globalizzazione presentano dei rischi, ma offrono anche molte opportunità. Tali opportunità dovrebbero essere discusse in seno ai parlamenti ma anche, in futuro, in seno a un’Assemblea dei parlamentari dei paesi membri dell’OMC.

Per un’Organizzazione mondiale del commercio più democratica

I deputati al Parlamento europeo chiedono pertanto una maggiore trasparenza dell’OMC e un rafforzamento della legittimazione parlamentare, e quindi democratica, dell’Organizzazione. La Commissione europea rappresenta gli Stati membri dell’UE nei negoziati dell’OMC. Il Parlamento europeo ha adottato l’iniziativa di conferire una “dimensione parlamentare” all’OMC. In collaborazione con l’Unione interparlamentare (IPU), esso organizza le conferenze parlamentari sull’OMC, l’ultima delle quali ha avuto luogo nel settembre scorso, a margine della Conferenza ministeriale tenutasi a Cancún. In tale occasione, 240 deputati provenienti da 70 paesi si sono incontrati per discutere per due giorni di politica agricola e di servizi o ancora della possibilità, per gli ammalati nei paesi in via di sviluppo, di disporre di medicinali a prezzi accessibili.

Le richieste concrete dei parlamentari a favore di una “dimensione parlamentare” risalgono alla Conferenza ministeriale dell’OMC tenutasi a Seattle alla fine del 1999. In quell’occasione, le violente manifestazioni di protesta e gli scontri nelle strade hanno chiaramente dimostrato la portata della diffidenza nei confronti dell’OMC, che molti considerano l’incarnazione delle conseguenze negative della globalizzazione. Per i deputati europei e per i loro colleghi di altri paesi, questa è stata l’occasione per avviare una più stretta collaborazione e per chiedere congiuntamente di essere meglio informati in futuro sulle attività dell’OMC. Essi ritengono infatti che, quando le decisioni dell’Organizzazione mondiale del commercio hanno ripercussioni dirette sulla vita di tutti i cittadini, i rappresentanti del popolo abbiano il compito di partecipare alle consultazioni.

Un maggiore coinvolgimento nell’interesse degli elettori

Nell’Unione europea la Commissione informa il Parlamento sullo stato dei negoziati dell’OMC e lo consulta sui temi e sulle strategie, mentre i deputati, a loro volta, trasmettono raccomandazioni alla Commissione. Negli ultimi anni, oltre alle richieste relative a un maggiore coinvolgimento, sono stati trattati in particolare quattro grandi temi: nel quadro del ciclo di negoziati dell’OMC di Doha, si è discusso di una migliore integrazione dei paesi in via di sviluppo, della riforma agraria e del settore dei servizi, nonché del modo per tutelare la proprietà intellettuale, per esempio dei farmaci, rispondendo nel contempo alle esigenze delle persone gravemente malate nei paesi in via di sviluppo. Recentemente il Commissario europeo responsabile del commercio, Pascal Lamy, ha informato i deputati europei sul fallimento dei negoziati a Cancún, mettendo in discussione tra l’altro le attuali strutture dell’OMC, come per esempio il principio generale dell’adozione delle decisioni per consenso.

I deputati al Parlamento europeo non ritengono tuttavia che ciò sia sufficiente, e chiedono la consultazione dei parlamentari di tutti i paesi membri dell’OMC. In tale contesto è importate anche lo scambio di informazioni tra i deputati. Per esempio, alla Conferenza di Cancún, i deputati del Mali hanno avuto modo di spiegare l’importanza del cotone per il loro paese, mentre i deputati di altri paesi hanno potuto trasmettere le loro riflessioni sulla politica relativa al cotone ai rispettivi governi che sedevano al tavolo dei negoziati.

In considerazione dei numerosi effetti positivi dello scambio di opinioni tra i parlamentari, i 240 deputati presenti a Cancún hanno deciso di riunirsi ogni anno. Il Parlamento europeo ha già formulato un invito per il prossimo anno. All’ordine del giorno dovranno figurare le consultazioni su una riforma dell’OMC, un tema che i deputati europei hanno già sollevato in una risoluzione sul fallimento del vertice di Cancún.

Dietro all’espressione “dimensione parlamentare” si nascondono diverse modalità in base alle quali i deputati al Parlamento europeo e i loro colleghi a livello nazionale possono diventare una componente fissa in seno all’OMC. Una proposta, seppur attualmente utopistica, è la creazione di un’Assemblea parlamentare dell’OMC. Tale proposta dovrebbe essere approvata da tutti i paesi membri dell’Organizzazione, che al momento sono ancora divisi sui negoziati del ciclo di Doha. Indipendentemente dall’opzione scelta, i rappresentanti del popolo intendono contribuire a rendere l’operato dell’OMC più trasparente e influenzare le decisioni dell’OMC in linea con gli auspici dei loro elettori.

Parole chiave

Organizzazione mondiale del commercio (OMC): l’Organizzazione, che raggruppa 150 paesi membri, ha il compito di promuovere e sorvegliare il commercio mondiale. L’OMC è stata creata nel 1995 quale successore dell’Accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT) e ha sede a Ginevra. Dal 2002 il suo direttore generale è il tailandese Supachai Panitchpakdi. L’organo decisionale più importante dell’OMC sono le Conferenze ministeriali. Questi vertici dell’OMC si tengono almeno una volta ogni due anni. Nel periodo che intercorre tra due vertici la gestione è assicurata dal Consiglio generale dell’OMC.

Ciclo di Doha: alla fine del 2001 i membri dell’OMC riuniti a Doha (Qatar) hanno deciso di avviare un nuovo ciclo di negoziati sul commercio mondiale. Analogamente agli otto cicli di negoziati precedenti, il ciclo di Doha ha lo scopo di portare avanti la liberalizzazione del commercio mondiale. L’obiettivo dichiarato del ciclo negoziale di Doha è tuttavia quello di integrare maggiormente i paesi in via di sviluppo nel commercio mondiale e di sostenerli nella lotta contro la povertà. Per tale motivo, questo ciclo è stato chiamato anche “Agenda di Doha per lo sviluppo”. Uno dei temi centrali è l’agricoltura. La quinta Conferenza ministeriale dell’OMC, che si è tenuta a Cancún (Messico) dal 10 al 14 settembre 2003 ed è stata segnata da un fallimento, avrebbe dovuto rappresentare una tappa importante verso la conclusione di questo ciclo di negoziati. Cancún avrebbe dovuto essere anche l’occasione per fare il punto della situazione sui risultati ottenuti dal ciclo di Doha e sulle questioni ancora in sospeso. Alla Conferenza sono emerse profonde divergenze, per esempio nei negoziati sull’agricoltura o sulla politica in materia di investimenti e di concorrenza. I negoziati si sono conclusi senza dare alcun risultato. Pertanto potrebbe essere difficile rispettare il termine per la conclusione del ciclo di Doha, prevista per la fine del 2004.

Unione interparlamentare (IPU): l’Unione interparlamentare riunisce i parlamenti degli Stati sovrani di tutto il mondo. Fondata nel 1889, ha sede a Ginevra. Il suo scopo è lo scambio di esperienze tra i vari parlamenti e i rispettivi deputati, al fine di contribuire alla cooperazione internazionale e alla pace. Attualmente l’IPU conta 138 membri e cinque membri associati, tra cui l’Unione europea.



  
Relatori:
  
L’approccio dell’Unione europea al ciclo di negoziati dell’OMC “Millennium Round”: Konrad Schwaiger (EPP-ED, D)
I negoziati condotti in seno all’OMC sul programma implicito: Konrad Schwaiger (EPP-ED, D)
Relazioni commerciali con taluni paesi industrializzati: Erika Mann (PES, D)
Apertura e democrazia nel commercio internazionale: Harlem Désir (PES, F)
Che cos’è l’OMC?
  
Gazzetta ufficiale – atti definitivi:
  
L’approccio dell’Unione europea al ciclo di negoziati dell’OMC “Millennium Round” – testo approvato dal Parlamento
I negoziati condotti in seno all’OMC sul programma implicito – testo approvato dal Parlamento
Relazioni commerciali con taluni paesi industrializzati - testo approvato dal Parlamento
Apertura e democrazia nel commercio internazionale
Risoluzione pre-Cancún - testo approvato dal Parlamento
Risoluzione post-Cancún - testo approvato dal Parlamento

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004