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Aiuto allo sviluppo: una priorità dell'Unione europea

L'Unione europea e i suoi Stati membri sono attualmente i principali fornitori di aiuto allo sviluppo e di aiuti umanitari del mondo. La lotta alla povertà costituisce l'obiettivo prioritario della cooperazione europea e per conseguire tale obiettivo il Parlamento ha insistito soprattutto sul miglioramento dell'istruzione e della sanità. L'attività della trascorsa legislatura è stata caratterizzata dal decentramento della politica di sviluppo, allo scopo di avvicinarla alle regioni interessate e adeguarla alle necessità delle popolazioni. Il Parlamento, che detiene sia il potere legislativo sia quello di bilancio, orienta tale politica comunitaria.

Oltre 800 milioni di persone al mondo, di cui 200 milioni di bambini, soffrono di malnutrizione cronica e il 20% della popolazione mondiale vive con meno di un dollaro al giorno. La quasi totalità di tali persone vive nei paesi in via di sviluppo, così come il 90% dei malati di Aids. Da oltre quarant'anni l'Unione europea si adopera attivamente allo scopo di ridurre il divario tra Nord e Sud. Già negli anni Sessanta l'allora Comunità economica europea aveva concluso accordi con numerosi paesi in via di sviluppo, vale a dire prima che la politica di cooperazione allo sviluppo divenisse, con la firma del trattato di Maastricht nel 1992, una politica a sé stante. La Comunità deve tener conto degli obiettivi della politica di sviluppo nell'ambito delle altre politiche ed è tenuta a coordinare il proprio intervento con quelli degli Stati membri, dei paesi terzi e delle organizzazioni internazionali.

Decentramento e diversificazione degli aiuti
L'impostazione della politica di sviluppo e di cooperazione si sta evolvendo per avvicinarsi maggiormente alle esigenze locali e ai beneficiari degli aiuti. Oramai va fatto tutto il possibile per coinvolgere in misura maggiore la società civile dei paesi interessati e dell'UE alle azioni di sviluppo. In tal modo, non solo le autorità pubbliche ma anche le associazioni professionali, i sindacati, le scuole e gli enti culturali, le chiese o le organizzazioni delle popolazioni indigene possono beneficiare direttamente degli aiuti finanziari dell'Unione.
I deputati europei hanno insistito affinché, tra le organizzazioni beneficiarie del decentramento, figurino anche i movimenti sociali che lottano per la democratizzazione e i diritti dell'uomo, in particolare dei diritti sociali. Il Parlamento europeo ritiene che anche gli attori non statali debbano essere consultati dalla Commissione in sede di elaborazione delle strategie di sviluppo. Il sostegno alle organizzazioni non governative e il rispetto dei diritti dell'uomo rientrano tra le priorità di bilancio che il Parlamento sottopone ogni anno al Consiglio dei ministri. La cooperazione non deve più essere un aspetto secondario delle relazioni tra gli Stati.
Per contro, la generosità dei paesi donatori non è sempre disinteressata. Infatti, la maggior parte degli aiuti pubblici allo sviluppo è utilizzata a finanziare l'acquisto di beni e servizi presso i donatori. Si tratta quindi di recidere il nesso più o meno diretto tra la concessione degli aiuti e la firma di contratti e i deputati hanno chiesto che ciò avvenga entro i prossimi cinque anni, per tutti gli aiuti pubblici allo sviluppo.

Precedenza a sanità e istruzione
Tra i numerosi temi trattati dal Parlamento europeo in questa legislatura, è stata posta una particolare enfasi su sanità e istruzione. La lotta contro le malattie connesse con la povertà, quali AIDS, tubercolosi e malaria, è diventata un'emergenza mondiale. Gli effetti devastanti dell'AIDS in Africa vanificano le azioni di sviluppo intraprese ormai da anni. È per questo motivo che i deputati europei hanno appoggiato la creazione del Fondo mondiale per la lotta contro tali malattie e incrementato sensibilmente il contributo comunitario. Hanno inoltre voluto rammentare a più riprese che un migliore accesso all'informazione e alle cure contribuirà a combattere sia la pandemia dell'AIDS sia la povertà.
Per i deputati, la riduzione della povertà potrà concretizzarsi soltanto se il maggior numero possibile di persone potrà accedere a servizi sanitari adeguati e ad un sufficiente grado di istruzione. Gli eurodeputati hanno sottolineato in diverse occasioni l'importanza dell'istruzione di base e chiedono che sia predisposto tutto il necessario per conseguire gli obiettivi del Millennio in materia, vale a dire la scolarizzazione elementare entro il 2015 di tutti i bambini del mondo. Attualmente, 113 milioni di bambini non sono scolarizzati, perlopiù di sesso femminile, e nei paesi in via di sviluppo si contano 860 milioni di analfabeti. Il Parlamento auspica che l'8% del bilancio della Commissione a favore allo sviluppo sia destinato all'istruzione, contro il 4% del 2001. Ciò riguarda sia l'istruzione sia l'alfabetizzazione degli adulti, in particolare delle donne.

Aiuti umanitari: vetrina dell'azione esterna dell'UE?
ECHO, l'Ufficio per gli aiuti umanitari dell'UE istituito nel 1992, è il più importante donatore di aiuti umanitari del mondo, con una spesa superiore ai 600 milioni di euro nel 2003. Tale organo della Commissione è stato istituito su richiesta del Parlamento europeo. Esso determina il fabbisogno in termini di aiuti umanitari e finanzia le organizzazioni partner attive sul terreno. In qualità di autorità di bilancio, il Parlamento sollecita ogni anno un incremento degli stanziamenti destinati ad ECHO. Mediante le proprie risoluzioni sulle attività di tale organo, il Parlamento europeo è in grado di influire sulla scelta delle priorità e richiama l'attenzione sul principio di neutralità degli aiuti umanitari.
Uno dei motivi di preoccupazione dei deputati è rappresentato dalla mancanza di visibilità delle attività di ECHO. Le derrate alimentari inviate ai bambini dell'Africa e di altre zone del mondo da organizzazioni non governative ben note all'opinione pubblica o dalle agenzie delle Nazioni Unite, sono finanziate in larga misura dai fondi comunitari e, pertanto, dai contribuenti europei, che il più delle volte non ne sono a conoscenza.

EUROMED: il partenariato euromediterraneo in pratica
Alla fine del 1995 l'Unione europea e 12 paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Algeria, Cipro, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Territori palestinesi, Siria, Tunisia e Turchia) hanno avviato il cosiddetto processo di Barcellona. Dal 1º maggio 2004, due di loro (Malta e Cipro) sono ormai membri dell'UE mentre la Turchia è un paese candidato. D'altra parte, alla fine del febbraio 2004, la Libia ha annunciato di essere interessata ad associarsi al processo di Barcellona. Questa forma di partenariato è mirata al rafforzamento del dialogo politico e dello sviluppo economico, allo scopo di favorire pace e benessere nella regione. Alla stregua dell'accordo di Cotonou per i paesi ACP (cfr. la scheda "ACP-UE"), anche nell'ambito del partenariato euromediterraneo si insite sul ruolo della società civile. L'obiettivo finale di tale partenariato è la creazione di una zona di libero scambio tra tutti i partner. Allo stato attuale il partenariato si riflette in una serie di accordi di associazione tra l'Unione e i diversi paesi del bacino mediterraneo. Il programma MEDA costituisce lo strumento finanziario destinato a coadiuvare la transizione economica dei paesi partner. La sua dotazione per il periodo 2000-2006 ammonta a EUR 5,35 miliardi di euro.
Inoltre, possono essere concessi dei prestiti da parte della Banca Europea degli Investimenti. Questo partenariato e la sua evoluzione riguardano anche il Parlamento. I deputati di tutti gli Stati membri dell'UE e dei paesi del bacino mediterraneo e una rappresentanza del Parlamento europeo si riunivano nell'ambito di un Forum. Durante la conferenza ministeriale di Napoli del dicembre 2003 è stato deciso di trasformare tale Forum in un'Assemblea parlamentare euromediterranea, la cui prima sessione si è svolta ad Atene il 22 ed il 23 marzo 2004. Tale trasformazione dovrebbe assicurare un maggiore coinvolgimento dei 240 deputati (tra cui 45 eurodeputati), i quali potranno in tal modo pronunciarsi regolarmente su tutti gli aspetti aventi attinenza con il partenariato euromediterraneo.



  
Relatori:
  
Mercati finanziari: abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato: Robert Goebbels (PES, L)
Mercato dei capitali: prospetto da pubblicare per gli strumenti finanziari: Christopher Huhne (ELDR, UK)
Servizi di investimento e mercati regolamentati: Theresa Villiers (EPP-ED, UK)
Negoziazione di titoli di società su un mercato regolamentato, obblighi di trasparenza: Peter Skinner (PES, UK)
Diritto societario: offerte pubbliche di acquisizione, tutela degli azionisti, diritto dei lavoratori all'informazione: Klaus-Heiner Lehne (EPP-ED, D)
Diritto societario: offerte pubbliche di acquisizione: Klaus-Heiner Lehne (EPP-ED, D)
Mercati ed enti finanziari: stabilità, normativa prudenziale e certezza giuridica: Alain Lipietz (Greens/EFA, F)
Assicurazioni: libertà di stabilimento e servizi degli intermediari, tutela dei consumatori: Luis Berenguer Fuster (PES, E)
Enti pensionistici aziendali o professionali, fondi pensionistici: Othmar Karas (EPP-ED, A)
  
Sintesi della procedura legislativa:
  
Mercati finanziari: abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato
Mercato dei capitali: prospetto da pubblicare per gli strumenti finanziari
Servizi di investimento e mercati regolamentati
Negoziazione di titoli di società su un mercato regolamentato, obblighi di trasparenza
Diritto societario: offerte pubbliche di acquisizione, tutela degli azionisti, diritto dei lavoratori all'informazione
Diritto societario: offerte pubbliche di acquisizione
Mercati ed enti finanziari: stabilità, normativa prudenziale e certezza giuridica
Assicurazioni: libertà di stabilimento e servizi degli intermediari, tutela dei consumatori
Enti pensionistici aziendali o professionali, fondi pensionistici
  
Gazzetta ufficiale - atti finali:
  
Mercati finanziari: abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato
Mercato dei capitali: prospetto da pubblicare per gli strumenti finanziari
Servizi di investimento e mercati regolamentati
Negoziazione di titoli di società su un mercato regolamentato, obblighi di trasparenza - testo adottato dal Parlamento
Diritto societario: offerte pubbliche di acquisizione, tutela degli azionisti, diritto dei lavoratori all'informazione - testo adottato dal Parlamento
Diritto societario: offerte pubbliche di acquisizione
Mercati ed enti finanziari: stabilità, normativa prudenziale e certezza giuridica
Assicurazioni: libertà di stabilimento e servizi degli intermediari, tutela dei consumatori
Enti pensionistici aziendali o professionali, fondi pensionistici

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004