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Una liberalizzazione graduale dei servizi postali

Le proposte di vasta portata presentate dalla Commissione europea per aprire i servizi postali ad una maggiore concorrenza sono state contrastate dai deputati europei, determinati, dal canto loro, a continuare a garantire la consegna della posta ad un costo accettabile anche agli abitanti delle aree remote. Grazie all’intervento del Parlamento europeo, la liberalizzazione dei servizi postali avverrà in modo più graduale e sarà controllata più attentamente rispetto a quanto stabilito inizialmente, il che permetterà un maggiore equilibrio tra l’efficienza economica e i bisogni sociali.

Si calcola che i servizi postali nel territorio comunitario gestiscano 135 miliardi di invii all’anno, producendo un fatturato di circa € 80 miliardi. Oggi, la grande sfida consiste nel preservare un “servizio universale” (un servizio di raccolta e consegna quotidiano a costi abbordabili ad ogni indirizzo, anche nelle aree remote) e, allo stesso tempo, rendere il settore postale abbastanza competitivo per sopravvivere nell’ambiente delle comunicazioni, in continuo cambiamento.

In una proposta di direttiva che mira a intraprendere i primi passi verso la liberalizzazione del settore postale, la Commissione ha suggerito di aprire alcuni servizi postali alla concorrenza, cui seguirà,  in un secondo momento, il pieno completamento del mercato interno di questi servizi. Tuttavia, il Parlamento ha espresso la preoccupazione che tale proposta sia andata avanti troppo in fretta. Come risultato della pressione degli MPE, la proposta è stata significativamente modificata. Gli stadi iniziali della liberalizzazione saranno introdotti più gradualmente rispetto alle intenzioni della Commissione e il Parlamento avrà un’importante voce in capitolo su ciò che avverrà successivamente.

La consegna della corrispondenza ordinaria è stata salvaguardata

Nella sua forma definitiva, la direttiva sui servizi postali non si applica alla raccolta e alla consegna della corrispondenza nazionale, o della posta transfrontaliera in entrata con un peso inferiore ai 50 grammi. Poiché la categoria al di sotto dei 50 grammi costituisce la maggioranza del mercato della corrispondenza, la corrispondenza ordinaria continuerà per ora ad essere raccolta e consegnata dai “fornitori del servizio universale”, come avviene a tutt’oggi (in genere, dal servizio postale nazionale).

Tuttavia, il Parlamento ha cercato di assicurare che anche la categoria di peso superiore, tra i 50 e i 100 grammi, rimanga appannaggio dei fornitori del servizio universale per un periodo più lungo (2003-2006) di quello proposto dalla Commissione. Inoltre, gli MPE hanno sostenuto che una liberalizzazione totale della posta transfrontaliera in uscita fosse una misura troppo drastica e hanno insistito sul fatto che gli Stati membri devono essere in grado di tutelare questo settore “nella misura necessaria per assicurare la fornitura del servizio universale” che, in pratica, significa mettere gli uffici postali in grado di utilizzare gli introiti di questo segmento di mercato per sovvenzionare i loro servizi universali.

Una tabella di marcia graduale

La tabella di marcia per l’introduzione della concorrenza stabilita dalla nuova legislazione era la seguente:

- dal 2003, la consegna della corrispondenza con un peso superiore ai 100 grammi o con un prezzo di tre volte superiore a quello di una lettera ordinaria;

- dal 2006, la consegna della corrispondenza con un peso superiore ai 50 grammi o con un prezzo di due volte e mezzo superiore a quello di una lettera ordinaria;

- dal 2003, tutta la corrispondenza transfrontaliera in uscita, eccezion fatta per quegli Stati membri che considerino necessari gli introiti di questo segmento di mercato per sovvenzionare il servizio universale.

In una prospettiva ancora più a lungo termine, il Parlamento è inoltre riuscito a prolungare la tabella di marcia proposta dalla Commissione per il prossimo stadio di liberalizzazione. Esso ha respinto le date proposte originariamente dalla Commissione, che avrebbero comportato la necessità di decidere entro la fine del 2005 se aprire il mercato postale dal 1° gennaio 2007 in poi. La direttiva richiede invece che la Commissione completi uno studio nel 2006, il quale deve verificare, in ciascuno Stato membro, l’impatto sui servizi universali che avrebbe il completamento  del mercato interno dei servizi postali previsto per il 2009. Sulla base di detto studio, la Commissione deve presentare al Parlamento e al Consiglio dei ministri una nuova proposta legislativa. Quindi, essi potranno confermare la data del 2009 per il completamento del mercato postale interno oppure suggerire altre azioni.

Per poter controllare attentamente ciò che sta accadendo, il Parlamento ha fatto pressioni sulla Commissione in modo che quest’ultima presenti una relazione al Parlamento ogni due anni, ad iniziare dalla fine del 2004, sugli sviluppi del settore. Poiché il Parlamento avrà il potere di emendare qualsiasi legislazione successiva, i deputati possono essere certi che il postino suonerà sempre una volta al giorno, se non due.



  
Rapports
  
  
Relatori:
  
  
OEIL
  
  
JOCE
  
  
Gazzetta Ufficiale - atti definitivi:
  

 

 

 
  Publishing deadline: 2 April 2004